Veduta panoramica di grattacieli e un ponte sul fiume ripresa dalla stanza a La Vista Tokyo Bay a Toyosu.

Fiume Sumida

Un fiume largo che taglia la parte est di Tokyo e che, se passate da Asakusa, vi ritrovate davanti anche senza cercarlo. Il Sumida non è un monumento e nessuno prende un aereo per vederlo, però racconta questa città meglio di tanti posti famosi: ci sono i ponti colorati, la Skytree sull’altra riva, una lunga passeggiata sull’acqua, i ciliegi in primavera e le yakatabune, le barche coperte con le lanterne rosse che la sera passano sotto i ponti.
È un posto per chi è già ad Asakusa e vuole camminare un po’ lontano dalla calca, per chi vuole vedere Tokyo dall’acqua e per chi sogna una cena seduto sul tatami in mezzo al fiume.

Cosa si vede

Vi dico subito come la penso: il Sumida non va messo in cima alla lista come il Sensoji o Shibuya. Però a Tokyo conta tantissimo, perché la città vecchia è cresciuta lungo le sue rive, e se girate Asakusa ci passate sopra comunque. Tanto vale sapere cosa guardare.

  • La vista da Azumabashi: è il ponte rosso ai margini di Asakusa, e da lì si vedono insieme la Skytree e il palazzo della Asahi con quella strana fiamma dorata sul tetto, che i giapponesi prendono in giro con un soprannome che non vi ripeto.
  • I ponti colorati: scendendo lungo il fiume uno dopo l’altro trovate Azumabashi rosso, Komagatabashi azzurro, Umayabashi verde con i suoi tre archi e Kuramaebashi giallo, ognuno col suo colore, e di sera si accendono anche le ringhiere.
  • La passeggiata lungo l’argine: una striscia di cemento larga e pulita proprio a pelo d’acqua, con panchine di pietra, gente che corre, qualche signore che pesca e ogni tanto un airone fermo sul bordo.
  • La Sumida River Walk: una passerella pedonale attaccata al ponte del treno che va verso la Skytree, con i vagoni che vi sferragliano accanto e alcuni pezzi di pavimento in vetro da cui vedete l’acqua sotto i piedi.
  • Il parco Sumida con i ciliegi: filari di alberi su tutte e due le rive, e più a nord il Sakurabashi, un ponte pedonale a forma di X da cui la Skytree si vede dritta davanti.
  • Le yakatabune ormeggiate: barche basse di legno scuro con le file di lanterne sotto il tetto, che già viste da riva, quando si accendono, fanno il loro effetto.

La foto più famosa è quella dal ponte rosso, e infatti lì si sta in fila sul marciapiede tra gruppi, bastoncini dei selfie e risciò che passano. Dal ponte azzurro subito più a valle l’inquadratura è quasi uguale, la Skytree e la fiamma dorata stanno tutte e due nella foto, e di gente ce n’è la metà.
Il fiume in sé non è acqua limpida da cartello svizzero: è verde-grigio, lento, con le chiatte e i battelli che lasciano la scia. Se ve lo immaginate come la Senna con i bouquinistes, ridimensionate.

La cosa che non si capisce dalle foto è il silenzio che c’è giù sulla passeggiata. Tra voi e le strade c’è il muraglione che protegge la città dalle piene, per cui appena scendete le scale il traffico sparisce e restano il rumore dei treni sui ponti, i gabbiani e i passi di chi corre.
Vi avviso però che la passeggiata non è continua. In alcuni punti, dove sfociano altri canali, si interrompe e bisogna risalire sulla strada e fare il giro dal ponte. Sul pezzo vicino ad Asakusa non ci sono problemi, più a valle sì.
Per chi ha poco tempo e vuole vedere cose, il fiume non è il posto giusto: qui non c’è una sala da visitare o un’opera da guardare, c’è da camminare e basta.

Molti ponti che si vedono oggi li hanno rifatti in ferro dopo il grande terremoto che rase al suolo mezza città, ed è per questo che hanno tutti quell’aria robusta, con archi e bulloni in vista. Non è un dettaglio da sapere a memoria, ma spiega perché ogni ponte ha una forma diversa.
Quello che il Sumida vi dà davvero è il cielo largo. Tokyo è una città stretta, vicoli e palazzi dappertutto, e qui all’improvviso avete davanti uno spazio aperto di centinaia di metri, con l’acqua in mezzo e le due rive che si guardano. Quando porto qualcuno ad Asakusa, dopo il tempio e la via dei negozi lo faccio sempre scendere sull’argine: ci si siede su una panchina di pietra a guardare i battelli, ci si riprende dalla ressa e di solito è lì che la gente mi chiede quando si torna.

Un uomo in giacca e cravatta osserva l'Asahi Beer Hall e lo skyline dal ponte rosso sul fiume Sumida a Tokyo.
Appoggiati alla balaustra rossa dei ponti pedonali è facile scorgere il profilo scuro del palazzo Asahi sormontato dalla famosa fiamma dorata.
Vista dalla stanza del La Vista Tokyo Bay con la Tokyo Skytree che si staglia nel cielo di Tokyo.
Spostandosi verso la baia i ponti cambiano struttura. Dalle vetrate alte si osserva il corso d'acqua allargarsi tra i blocchi residenziali prima di sfociare in mare.

Quando andare

Il momento migliore è il tramonto che scivola nella sera. Il cielo dietro la Skytree si colora, poi uno dopo l’altro si accendono i ponti, ognuno col suo colore, la torre si illumina e le yakatabune escono con le lanterne accese. Sull’acqua i riflessi si moltiplicano e dalla passerella sul ponte del treno la vista cambia ogni volta che passa un convoglio.
La mattina presto è un altro fiume: sulla passeggiata ci sono quelli che corrono prima di andare in ufficio, i signori col cane, qualcuno che fa ginnastica sulle panchine. Niente turisti, luce bassa, e il ponte rosso lo fotografate senza aspettare nessuno.

Quando fioriscono i ciliegi le rive vicino ad Asakusa si riempiono davvero. Sotto gli alberi ci sono i teloni blu dei picnic, lungo i viali escono le bancarelle con spiedini e birra, e la sera gli alberi vengono illuminati con la Skytree dietro.
Se vi capita in quei giorni andateci, è uno dei posti di Tokyo dove i ciliegi e la città moderna si vedono meglio nella stessa inquadratura. Mettete in conto però che nel fine settimana sulla riva si cammina a passo d’uomo.
La serata dei fuochi d’artificio d’estate è un discorso a parte: il Sumida non ha prati sulla riva dove sedersi, per cui la gente si ammassa su ponti e strade e la polizia fa muovere la folla senza lasciarla ferma. Se non avete un posto sicuro, per esempio su una barca o su una terrazza, secondo me è una serata da vivere una volta e poi basta.

Da evitare le giornate di pioggia, perché sulla passeggiata non c’è nessun riparo e il fiume diventa grigio come il cielo. Anche le ore più calde dell’estate sono pesanti: il sole batte sul cemento e sull’acqua, e conviene aspettare che scenda.

Il fiume dall’acqua

Le yakatabune sono il modo più giapponese di stare sul Sumida. Sono barche piatte con il tetto, dentro tutto tatami e tavoli bassi, e in molte il pavimento sotto il tavolo è ribassato, per cui le gambe non vanno incrociate per tutta la sera.
Si cena mentre la barca scende lungo il fiume: tempura, sashimi e piatti piccoli di stagione, con da bere a volontà. Alcune barche hanno anche il karaoke, altre no, e quando la barca si ferma si sale sul tetto a prendere aria e a guardare i ponti che vi passano sopra la testa.

Vista da dentro la città cambia completamente. I ponti li guardate da sotto, con le travi e i rivetti a pochi metri, i palazzi sulle rive sembrano più alti, e la Skytree compare e scompare dietro le curve.
Il fiume scende fino alla baia, e dall’acqua si arriva a vedere il profilo dei grattacieli sul mare, una cosa che a piedi non si riesce a mettere insieme in una sera sola.
Sulle barche piccole si mangia gomito a gomito con altri gruppi, e nelle sere di festa può diventare rumoroso: se cercate una cena romantica in silenzio, scegliete bene la barca o la serata.

Veduta notturna di una Yakatabune che naviga vicino ad Odaiba, con il Rainbow Bridge illuminato sullo sfondo.
Le barche tradizionali yakatabune si riconoscono subito dalle file di lanterne rosse. Navigano lente verso il Rainbow Bridge per le cene sull'acqua.
Tavolo imbandito con piatti tipici giapponesi a bordo di una Yakatabune, l'imbarcazione tradizionale di Tokyo.
Sui tavoli bassi a bordo vengono preparati in anticipo sashimi e contorni stagionali. Togliete le scarpe prima di camminare sui tatami della cabina ristorante.

Se la cena non vi interessa, sul fiume girano anche i battelli di linea, con le vetrate grandi, che scendono verso il mare passando sotto una fila di ponti uno dopo l’altro. È meno scenografico di una yakatabune, ma è il modo più semplice per vedere i colori dei ponti dall’acqua, e con i bambini è un successo: guardano i ponti avvicinarsi e fanno a gara a indovinare di che colore sarà il prossimo.

Marco Togni in primo piano scatta un selfie con vista dalla stanza a Mitsui Garden Hotel Toyosu Premier, Tokyo.
Osservo la foce del Sumida direttamente dalla camera d'albergo a Toyosu. Scegliere piani alti garantisce una visuale pulita sullo sviluppo costiero della capitale.
Marco Togni e un altro Marco Togni con costumi Pixar a bordo di uno Yakatabune a Tokyo con lo skyline notturno della città...
Sul ponte scoperto delle imbarcazioni il vento serale si fa sentire in fretta. Meglio coprirsi bene mentre si naviga tra i riflessi dei grattacieli illuminati a giorno.

In breve

  • Il pezzo forte: i ponti colorati con la Skytree e la fiamma dorata dall’altra parte dell’acqua.
  • Quando andare: all’ora del tramonto quando si accendono le luci, oppure la mattina presto; in primavera con i ciliegi, niente pioggia.
  • Ideale per: chi è già ad Asakusa e vuole camminare fuori dalla ressa, chi vuole cenare in barca, chi gira con bambini a cui piacciono treni e battelli.
  • Atmosfera: acqua lenta, gente che corre e pesca, treni che passano sui ponti, cielo aperto sopra le due rive.

Conclusione

Il Sumida non si visita come un tempio: ci si passa, ci si siede e lo si guarda cambiare con la luce. Per questo non vi dico di attraversare Tokyo apposta di giorno per vederlo. Se però siete ad Asakusa, scendere sull’argine è il modo migliore per chiudere la giornata, e se avete una sera libera la cena in yakatabune ve la ricorderete più di tanti ristoranti.
A chi cerca solo monumenti e cose da spuntare sulla lista dirà poco. Per chi vuole capire com’è fatta Tokyo, invece, il fiume è il pezzo che tiene insieme tutto il resto.

Informazioni utili

Nome: Fiume Sumida
Indirizzo: Sumida River, Tokyo, Japan
Apri su Google Maps

Mappa

MarcoMaps100% gratis

Questo posto è su MarcoMaps

Fiume Sumida

La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.

  • 4.000+ luoghi
  • Voto, foto e orari
  • Veg friendly
  • Vicino a me (GPS)
  • Preferiti senza login
  • Funziona offline
Apri la mia mappa!
La mappa MarcoMaps del Giappone con decine di luoghi segnatiLa mappa dal telefono: la scheda di un luogo con foto, voto, orari e costi

Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).