A 271 metriNakauA 271 metri
Ottimo fast food di cibo giapponese.

Un hotel di lusso a Kyoto, nella zona di Kawaramachi, dove ogni angolo è rosa, nero e oro e in camera c’è un mobile pieno di dolci da mangiare subito o da portarsi a casa. Il Fauchon Hotel Kyoto è conosciuto proprio per questo: per i colori e per il cibo, che ti accompagna dal tè con macaron all’arrivo fino alla sala da tè all’ultimo piano.
Le camere sono 59, ma appena si entra sembra un hotel molto più piccolo, quasi una casa. Lo consiglio a chiunque, e a una coppia più di tutti, perché è un posto romantico, con un’aria parigina in mezzo a Kyoto.
Ho scelto la Deluxe Twin, al terzo piano, e appena si entra la prima cosa che si nota è il colore. Il pavimento è in parquet scuro a spina di pesce, i due letti stanno affiancati contro una testiera imbottita e sopra c’è un pannello dorato illuminato, con un disegno di canne di bambù.
Davanti ai letti c’è un salottino vero: un divano color crema con i cuscini fucsia e bordeaux, due poltrone e un tavolino rotondo scuro con la teiera e due tazze già pronte. Contro la parete c’è la televisione, che all’arrivo mostra un messaggio di benvenuto con il vostro nome firmato dal direttore. Accanto alla finestra c’è uno specchio a tutta altezza, poi una scrivania scura con uno sgabello rosa.
Il pezzo che si ricorda è il mobile rosa e nero che fa da angolo bar. Si apre e dentro ci sono biscotti, dolcetti in confezioni singole, la macchina per il caffè Nespresso, il bollitore, i bicchieri e i tè della casa: è tutto gratis, e quello che non mangiate potete metterlo in valigia.
Nello stesso mobile trovate anche una borsa di tela in regalo, illustrata con un disegno che cambia con il periodo dell’anno. Quella invernale ha il Padiglione d’oro sotto la neve e due persone imbacuccate che ci passeggiano davanti. In un cassetto rosa ci sono due pigiami bianchi, uno con i bordi neri e uno con i bordi rossi, insieme a un ferro da stiro da viaggio; c’è anche un ombrello con il logo, se piove.
Il bagno non ha finestra, ma è bellissimo lo stesso. Il piano del lavandino è lungo, in marmo bianco venato di grigio, con i rubinetti dorati e uno specchio illuminato da dietro. In fondo c’è una parete di vetro: dietro ci sono la doccia e la vasca, incassata nel marmo, con alle spalle un pannello a rombi bianchi e neri illuminato da una luce calda.
Le cortesie sono tutte Fauchon, comprese le maschere per il viso, il phon è un Dyson e l’accappatoio ha le cuciture rosse e il logo ricamato sul petto. E poi c’è il portasaponetta in ceramica rossa a forma di bocca, che fa ridere: viene voglia di farsi una foto con le labbra davanti alla faccia.
Le camere tra cui scegliere sono queste:
Dalla mia finestra la vista non era un granché: un parcheggio, un piccolo canale e i palazzi del quartiere, con un tratto del fiume Kamo più in là. Lo sapevo già e mi va benissimo così, ma se ci tenete chiedete una camera rivolta verso le colline di Higashiyama quando prenotate. La sera, sui rami spogli dell’albero davanti alla finestra, dormivano decine di uccellini tutti in fila, e guardarli dal letto con la luce spenta è stato uno dei momenti più belli della notte.
Nella Deluxe Twin i due letti sono larghi, ognuno più di un metro, e messi vicini fanno quasi un letto unico. Se siete in coppia e volete dormire davvero insieme, chiedete il matrimoniale.
È un hotel di fascia alta, con i prezzi che ci si aspetta da un posto così. È per chi ha un budget alto, certo, ma anche per chi vuole regalarsi una notte speciale a Kyoto, magari per un anniversario o alla fine di un viaggio, senza essere ricco. Prenotate con anticipo ed evitate i periodi di altissima stagione, come la fioritura dei ciliegi, la stagione delle foglie rosse, la Golden Week e Capodanno: le camere finiscono presto e il prezzo sale.
In cambio si ha un hotel dove ogni cosa, dalla borsa di tela alla bustina di tè, è pensata per farvi sorridere. Quando qualcuno mi chiede dove passare una notte romantica a Kyoto che non sia il solito ryokan, è il primo nome che faccio: si dorme in mezzo ai colori, si mangiano dolci quando se ne ha voglia e la mattina si esce con la borsa piena di snack per la giornata.
L’ingresso si fa notare dalla strada, con le grandi arcate in marmo bianco al piano terra. Dentro c’è la scalinata di marmo con la ringhiera dorata lavorata a fiori, e sopra un soffitto luminoso decorato con i fiori di ciliegio: è la prima cosa che si vede e la foto ve la farete anche voi.
Per il check-in vi fanno sedere a un grande tavolo, dove vi portano una tazza di tè e un macaron rosa su un piattino dorato mentre sbrigano le carte. La lobby è raccolta, con un lungo tavolo in pietra davanti a una vetrata che dà su un piccolo giardino chiuso da pannelli di bambù, scaffali con ceramiche giapponesi e un grande vaso di gigli rosa sotto un lampadario rotondo.
Il personale è gentile in un modo che va oltre il solito. Con il servizio serale trovo il letto rifatto, un biglietto con l’impronta di un bacio fucsia sulle lenzuola e, sul tavolino, la tazza capovolta sul piattino con accanto una bustina di camomilla, pronta per prima di dormire.
La cosa che mi è rimasta più impressa però è successa al check-out, che è stato velocissimo. Ero appena uscito dall’hotel quando mi hanno chiamato al telefono: si erano accorti di avermi dato la copia della ricevuta al posto dell’originale, si sono scusati mille volte e mi hanno chiesto se potevo ripassare. Sono rientrato, e per scusarsi di un fastidio che in realtà non c’era stato mi hanno regalato una scatolina con due macaron, uno arancione e uno verde. Altrove mi avrebbero dato la ricevuta giusta e basta.
La colazione si fa all’ultimo piano, in una sala con le poltroncine in velluto magenta e grandi vetrate sulla città. Da lì si vede il fiume Kamo, i tetti di Kyoto, qualche pagoda e le colline sullo sfondo; io l’ho vista con una leggera nevicata ed era bellissima.
Non è un buffet: si sceglie da un menu e si viene serviti al tavolo, mentre dietro una vetrata i cuochi lavorano in cucina. Arrivano l’omelette con il logo stampato sopra, la patata hash brown, la salsiccia e un po’ di verdure, poi insalata, frutta tagliata, yogurt, un cestino di pane e croissant e il caffè.
È tutto fatto bene e organizzato con ordine, ma per me è una colazione un po’ da hotel occidentale in Giappone. L’omelette è una buona omelette, i croissant sono normali, e da un posto che si chiama Fauchon mi sarei aspettato qualcosa in più sul dolce, magari un tavolo con delle brioche più golose da prendere a piacere.
Questo però è un problema mio: ho i gusti di un bambino e la mattina mangerei solo cose zuccherate. Detto questo la colazione è più che valida, e con quella vista davanti si sta seduti più a lungo del previsto.
Allo stesso piano c’è il Salon de thé Fauchon, la sala da tè dove si fa l’afternoon tea. È molto richiesto a Kyoto e va prenotato con largo anticipo. Non l’ho provato, ma la sala è stupenda anche solo da vedere: divani curvi rosa pesca, poltrone fucsia, tavolini neri con la base dorata e una torre di macaron su un tavolo a parte.
Lassù ci sono anche il ristorante Grand Café Fauchon e Le Bar Fauchon, se la sera volete un cocktail senza uscire.
Al piano terra c’è la pasticceria con la boutique, e dopo il check-out è il posto dove finirete per spendere. Il bancone è in marmo bianco con il fronte decorato da cerchi rosa e bianchi, e nelle vetrine ci sono le monoporzioni a forma di labbra e di cuore, il mont blanc, le crostatine alla frutta e i macaron in scatole da sei o da dodici.
Sugli scaffali c’è un po’ di tutto: le latte di tè rosa e nere, compreso quello creato per Kyoto, lo champagne rosé, i vini francesi accanto al whisky giapponese, poi pigiami, asciugamani, teiere di ghisa, ventagli, ombrelli e lo stesso portasaponetta a forma di bocca del bagno. Ci sono anche le baguette farcite e qualche tavolino alto vicino alle vetrate sulla strada, per un caffè veloce.
La spa è al terzo piano e i trattamenti si pagano a parte, mentre la palestra è gratuita per chi dorme in hotel.
Fuori si è sul viale di Kawaramachi, con il traffico che passa, ma nella parte più tranquilla, lontana dalla confusione dei negozi. Il fiume Kamo è nella stessa zona, dall’altra parte c’è Gion e la sera si rientra a piedi; appena varcata la porta, il rumore della strada sparisce e vi ritrovate davanti alla scalinata di marmo.
Pro:
Contro:
Ideale per: una coppia che vuole una notte romantica a Kyoto, fuori dallo schema del ryokan
Camera da chiedere: Deluxe con letto matrimoniale, sul lato verso Higashiyama
Atmosfera: rosa, nero e oro ovunque, marmo e velluto, una casa parigina in miniatura
Andando via da questo hotel ci si porta dietro più roba di quella con cui si è arrivati: la borsa di tela con il Padiglione d’oro, i biscotti del mobile bar, una scatola di macaron comprata giù in boutique. Quello che resta in testa però è la sera in camera, con la tazza di camomilla ancora calda, il biglietto con il bacio sulle lenzuola e gli uccellini addormentati sui rami fuori dalla finestra.
È un posto dove la gentilezza sembra un gioco, e ci si lascia trattare come ospiti di casa senza nessuna formalità. Se state cercando la notte giusta per sorprendere qualcuno a Kyoto, prenotate questa.
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Fauchon Hotel Kyoto
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Fauchon Hotel Kyoto - lì vicino trovate:
A 271 metriOttimo fast food di cibo giapponese.
Gelati tradizionali e alghe salate.
Colazioni sostanziose.
A 515 metriGrande magazzino.
Catena di panetterie.
A 532 metriOttimo catena di tempura.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).