Campo di fiori colorati a strisce con lavanda in primo piano presso la fattoria Tomita a Hokkaido, Giappone.©RilakkuMaxx - Shutterstock

Farm Tomita

Un campo di lavanda sulle colline di Furano, in Hokkaido, con un pendio che a luglio diventa viola dal basso fino in cima e i monti innevati sullo sfondo. Farm Tomita sta a Nakafurano e non è solo lavanda: ci sono più di dieci appezzamenti con combinazioni di fiori diverse, uno a strisce colorate che sembra un arcobaleno steso per terra, capannoni dove distillano l’olio e preparano i profumi, e chioschi con il gelato viola che mangiano proprio tutti.
Se avete una giornata libera in Hokkaido d’estate, è qui che si capisce perché in Giappone Furano vuol dire fiori. Ci si va benissimo anche con i bambini.

Cosa si vede

Appena entrati è chiaro che un campo solo non c’è: gli appezzamenti stanno su una collina, a livelli diversi, e si passa dall’uno all’altro su sentieri di ghiaia e terra battuta. La lavanda è la ragione per cui ci va tutto il Giappone, ma da fine giugno a fine settembre lì dentro fiorisce qualcosa senza interruzione.

  • Il campo di lavanda storico: un pendio intero coperto di viola, quello da cui è nata l’intera faccenda. Arrivati in cima si vede la piana di Furano con i campi coltivati e, dietro, la catena dei monti Tokachi.
  • Il campo a strisce: lavanda viola, papaveri rossi, una fascia bianca e una rosa di fiorellini minuti, papaveri californiani arancioni, tutto piantato in bande parallele su una collinetta in leggera salita. È l’immagine che avete visto prima di partire.
  • Sakiwai no hatake: quattro tipi di lavanda uno accanto all’altro, con viola diversi e spighe di altezza diversa. Qui si vede bene che la lavanda non è una pianta sola.
  • Il campo dei colori d’autunno, nella parte alta: salvie, tageti e begonie che reggono fino a fine settembre, quando nei campi della lavanda non è rimasto niente.
  • La serra: dentro c’è lavanda fiorita anche quando fuori i campi sono già stati tagliati, un viola concentrato in pochi metri e un odore che vi prende appena aprite la porta.
  • Il capannone dei profumi e quello della distillazione: sapone e profumi lavorati davanti a voi, e nel periodo del taglio l’alambicco acceso con l’olio color ambra che esce dai fiori.

Davanti al campo a strisce si concentra quasi tutta la folla: il sentiero che gli passa accanto è stretto, a metà mattina ci si cammina uno dietro l’altro e per fermarsi a guardare bisogna accostarsi al bordo.
Il campo storico invece sta più in disparte, in salita, e una fetta di visitatori non ci arriva mai perché si ferma ai primi due appezzamenti vicino all’ingresso. Peccato per loro, perché quella è la parte migliore.
Ed è anche il campo che ha salvato la fattoria: quando l’olio di lavanda non valeva più niente i Tomita stavano per estirparla, poi una foto di questo pendio finì sul calendario delle ferrovie giapponesi e la gente iniziò ad arrivare a vederlo.

Avviso serio, che riguarda un sacco di italiani che programmano l’Hokkaido per agosto: la lavanda si taglia poco dopo il picco e tra inizio e metà agosto è finita, restano le file di verde e gli altri fiori. Chi arriva a Ferragosto immaginandosi il viola trova un bel giardino e basta.
Sulla lavanda in fiore poi ci sono api dappertutto, tante, perché qui ci fanno il miele. Non sono aggressive, ma se viaggiate con un bambino piccolo o con un allergico tenetene conto.

Ci torno ogni volta che a luglio riesco a salire in Hokkaido, e il motivo è sempre lo stesso: all’apertura, quando la valle è ancora nella foschia e in giro ci sono quattro fotografi con il treppiede, si sale fino in cima al campo storico e si sente solo il vento nelle spighe. Poi arriva il resto del mondo, ma quella mezz’ora lì è qualcosa che non ho trovato da nessun’altra parte.

Quando andare

Il momento giusto è la mattina molto presto. Da metà mattina fino a metà pomeriggio i sentieri si riempiono, davanti ai chioschi si fa la fila e per fare una foto senza teste bisogna aspettare il turno.
Nel fine settimana di luglio è il doppio di tutto questo, per cui se potete scegliere puntate su un giorno feriale.

Il periodo forte va da fine giugno, con le varietà precoci già in colore, a metà-fine luglio, quando i campi sono pieni e le piante tardive prolungano un po’ la festa.
Ad agosto si taglia, a settembre il campo dei colori d’autunno regge la baracca da solo e la fattoria si svuota parecchio: se vi interessa camminare tra i fiori senza gente, quello è il periodo, a patto di sapere che il viola nei campi non c’è.

Il tardo pomeriggio ha un vantaggio suo: la foschia del mattino si alza e il profilo dei monti si stacca molto più netto dietro i campi.
Con la pioggia il giro perde metà del senso, i sentieri diventano fango e il profumo si spegne. Con il cielo coperto i monti spariscono del tutto e resta solo il primo piano dei fiori, che comunque è bello, ma non è la stessa cosa.

Com'è girare dentro

Non è un posto piatto. Si sale e si scende in continuazione, tra un appezzamento e l’altro ci sono rampe, gradini e tratti di ghiaia, e per vedere tutto si macinano parecchi passi.
Chi ha problemi a camminare o le ginocchia messe male riesce a vedere i campi bassi vicino all’ingresso, ma la parte alta gli resta fuori.

Con il passeggino si gira, tanta gente lo fa, però mettete in conto le spinte in salita e le ruote che affondano nella ghiaia. Con la fascia porta-bebè si fa prima.
A luglio fa caldo, si superano tranquillamente i trenta gradi, l’aria è secca ma ombra nei campi non ce n’è: cappello e acqua non sono un vezzo. Panchine e tettoie ci sono, sparse tra i vari punti di ristoro, e nell’edificio principale c’è anche una stanza per allattare.

Mangiare è parte del giro. Il gelato alla lavanda è viola davvero, sa di latte grasso con un fondo floreale che sulle prime spiazza e alla seconda leccata convince; c’è anche quello al melone, che in Hokkaido è un’altra cosa rispetto a quello che intendiamo noi.
Poi trovate melone tagliato a fette, pane al melone, budino al miele di lavanda, la bibita gassata alla lavanda e, in uno dei locali con le vetrate, anche piatti caldi tipo curry. Nei negozi si va da sacchetti di fiori secchi e saponette fino all’olio essenziale distillato lì dentro: sono i souvenir più sensati che potete portare a casa dall’Hokkaido.

La foto migliore

Si fa dalla cima del campo storico, guardandolo dall’alto verso il basso con la valle e i monti dietro: il viola riempie tutta la parte bassa dell’inquadratura e la luce di prima mattina, radente, fa risaltare le file.
La seconda foto è il campo a strisce ripreso dal sentiero che gli sta sotto, così le bande di colore si sovrappongono e si leggono tutte.

A mezzogiorno la luce appiattisce i colori e i viola diventano grigiastri, oltre al fatto che vi ritrovate venti persone nell’inquadratura. Per la foto del campo a strisce senza estranei ci si mette in coda con gli altri fotografi: è normale, dura poco, e nessuno fa scenate.
Il trucco che uso: salire subito in alto appena arrivati, fare lì le foto che contano, e scendere verso i chioschi quando la gente inizia a riversarsi.

In breve

  • Il pezzo forte: il pendio del campo storico tutto viola, con la valle e i monti Tokachi dietro.
  • Quando andare: prima mattina, luglio per la lavanda, giorni feriali se potete scegliere.
  • Ideale per: chi fa un giro in Hokkaido d’estate, famiglie con bambini, chi vuole fotografare i campi con la luce buona.
  • Atmosfera: colline aperte, profumo forte, ronzio di api, gente ovunque a metà giornata e quasi nessuno all’apertura.

Conclusione

Qui si viene per una cosa che in Giappone non si trova altrove con questa scala e questa cura: una collina intera divisa in campi di fiori, con le montagne come fondale. Andateci, ma andateci nel momento giusto, perché è tutta lì la differenza tra una passeggiata in fila dietro agli altri e i campi quasi vuoti con la luce bassa.
Vale la deviazione anche facendo due ore di macchina, a luglio. Se invece capitate in Hokkaido ad agosto inoltrato o in autunno, i colori ci sono ancora ma il pendio viola dei calendari no: si passa una bella mattinata, ma non è il motivo per cui si mette Furano nell’itinerario.

Informazioni utili

Nome: Farm Tomita
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 9:30 alle 16:30
Indirizzo: 15 Kisenkita, Nakafurano, Sorachi District, Hokkaido 071-0704, Japan
Sito Internet: Farm Tomita
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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