L'isola di Eshima (Awaji) si presenta come una formazione rocciosa in arenaria dorata circondata dalle acque.

Isola di Eshima

Un isolotto di roccia in mezzo al porto di Iwaya, sulla punta nord dell’isola di Awaji, con la pietra tutta a strisce gialle, ocra e marroni e il grande ponte sullo stretto di Akashi proprio lì davanti. Si chiama Eshima: è alto una ventina di metri, è unito alla riva da un ponticello e da sempre è uno dei posti dove la gente di qui viene a guardare la luna sul mare.
Sull’isola non si sale. Si guarda dal molo, ma da così vicino che sembra di poter toccare la roccia. Va bene come prima tappa di un giro in macchina ad Awaji, per chi ama il mare e le rocce dalle forme strane e per chi cerca un posto dove passare la sera in riva al porto.

Cosa si vede

  • La roccia a strisce: arenaria antichissima, consumata dal vento e dalle onde, con fasce ondulate che vanno dal giallo al marrone scuro. Il colore viene dal ferro contenuto nella pietra.
  • I buchi e le palline nella pietra: da vicino la parete è piena di cavità e piccoli noduli rossastri che spuntano dalla superficie, come sassolini incastrati nella sabbia indurita. Qui li chiamano nakiishi.
  • Il ponticello: collega l’isolotto alla riva e si può percorrere fino al cancello. È il punto da cui la roccia si vede più da vicino.
  • La pagoda di pietra in cima: sta sulla sommità, in mezzo a un ciuffo di pini, ed è un monumento funebre dedicato a un ragazzo della corte di Taira no Kiyomori. Dal basso si vede solo la punta.
  • Il ponte di Akashi dal molo: basta girarsi e dietro l’isolotto c’è il ponte sospeso più lungo del Giappone, con la costa di Kobe sullo sfondo.
  • L’isolotto illuminato di notte: con il buio le luci accendono le strisce della roccia, che si riflettono nell’acqua scura del porto.

Vi avviso subito che il ponticello finisce contro un cancello chiuso: da quando le piogge forti hanno reso la roccia instabile, sull’isola possono andare solo gli addetti. Se vi aspettate di salire fino alla pagoda, lasciate perdere l’idea.
Il giro vero e proprio sono il molo, il ponticello e un paio di angolazioni diverse lungo la banchina, e non c’è altro da fare. Per chi sale in macchina solo per questo da Osaka o da Kobe, la deviazione rischia di sembrare corta; se invece lo mettete in un giro ad Awaji, il problema non si pone.

Dal vivo la pietra sorprende più che in foto. Le foto la schiacciano, mentre davanti si vedono le venature una sopra l’altra, i buchi scavati dalle onde e i punti in cui il colore passa dal giallo al rosso ruggine nel giro di un palmo. È un solo scoglio, ma è uno scoglio che non assomiglia a nient’altro sulla costa.
Nei racconti antichi del Giappone questo è uno dei posti indicati come la prima terra creata dagli dei, e guardandolo da sotto si capisce perché sia venuto in mente proprio lui.
Ci passo ogni volta che vado ad Awaji, anche solo per cinque minuti prima di rimettermi in macchina, perché con il sole basso la pietra ha sempre un colore diverso e il ponte là dietro non stanca mai.

Quando andare

Il momento migliore è l’ora prima del tramonto. Il sole cala dietro l’isola di Awaji e colpisce di lato la parete, che diventa arancione quasi dorata, mentre il cielo sopra il ponte si fa rosa.
Poi, con il buio, conviene fermarsi ancora un po': si accendono le luci sull’isolotto e dall’altra parte il ponte si illumina con i suoi colori, e sul molo resta solo qualche pescatore con la canna.

Nelle notti di luna piena, soprattutto in autunno, l’idea è sempre quella di un tempo: la luna sopra lo stretto e il riflesso sull’acqua davanti alla roccia. Con il cielo sgombro è la sera giusta.
A mezzogiorno in estate invece non c’è un filo d’ombra e la luce piatta spegne i colori della pietra. Nei giorni di pioggia l’arenaria scurisce e le strisce quasi spariscono.
Di gente non ce n’è mai tanta: nei fine settimana arriva qualche famiglia in più tra una fermata e l’altra, ma sul molo lo spazio non manca mai e non si aspetta il proprio turno per guardare.

La foto migliore

L’inquadratura che tutti cercano ha l’isolotto in primo piano e il ponte di Akashi dietro: si fa dal lato del porto, spostandosi lungo la banchina finché le due cose non entrano insieme. Al tramonto, con la roccia accesa e il ponte in controluce, è la foto che vi porterete a casa.
Per i dettagli della pietra salite invece sul ponticello e avvicinatevi al cancello. Da lì si fotografano bene le cavità e i noduli, ancora meglio con la luce radente del pomeriggio.
Di notte serve un appoggio fermo, perché le luci dell’isolotto sono morbide e a mano libera la foto viene mossa.

Un cancello di metallo chiude l'accesso verso la formazione rocciosa dell'Isola di Eshima (Awaji).
Un cancello con lucchetto sbarra il passaggio verso le aree protette dell'isolotto. Il cartello vieta l'accesso oltre la recinzione per evidenti motivi di sicurezza.
Un torii in pietra svetta sulla cima dell'Isola di Eshima (Awaji), una formazione rocciosa di arenaria dorata.
Sulla sommità irregolare dell'arenaria si nota un piccolo torii in pietra grigia. Le venature della roccia erosa creano un netto contrasto con le linee del santuario.

In breve

  • Il pezzo forte: la parete di arenaria a fasce colorate, vista da pochi metri.
  • Quando andare: prima del tramonto, restando fino a quando si accendono le luci; meglio ancora con la luna piena.
  • Ideale per: chi gira Awaji in macchina e vuole una sosta sul mare con il ponte di Akashi alle spalle.
  • Atmosfera: porto di pescatori, molo quasi vuoto, onde contro lo scoglio e il ponte che si illumina di fronte.
Vista in prima persona delle gambe di una persona seduta sulle rocce di arenaria vicino all'isola di Eshima (Awaji).
Camminando sulle lastre di pietra irregolari è bene fare attenzione alla superficie granulosa. Indossare scarpe sportive assicura la giusta presa sui punti scivolosi.
Vista panoramica di un molo in arenaria che si estende verso il mare vicino all'isola di Eshima (Awaji).
Il perimetro costruito con grandi blocchi di arenaria delimita il passaggio verso l'acqua. L'assenza di parapetti richiede di muoversi con cautela lungo il bordo.

Conclusione

Eshima non si visita, si guarda, e bisogna saperlo prima: nessun sentiero, nessuna sala, un cancello chiuso a metà ponticello. In cambio c’è una roccia che sembra dipinta, con lo stretto e il ponte a fare da sfondo, e al tramonto la sosta vale la deviazione da qualunque punto del nord di Awaji. Non ha senso invece partire apposta da lontano se volete camminare o avere qualcosa da fare per mezza giornata.

Informazioni utili

Nome: Isolotto di Eshima
Orario: Lunedì - Domenica: Aperto 24 ore
Indirizzo: 884-4 Iwaya, Awaji, Hyogo 656-2401, Japan
Sito Internet: Isolotto di Eshima
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Isolotto di Eshima

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).