Emoticon Giapponesi
In Italia e in praticamente tutti gli stati “occidentali” vengono usati nelle e-mail e nelle chat le famose emoticon chiamate anche smile che come sicuramente sapete vanno guardati girando la testa di novanta gradi verso sinistra. :-)
In Giappone questo sistema di emoticon è poco usato e si preferiscono altri tipi di smiles chiamati kaomoji che potete trovare qua sotto.
La lista sembra che contenga dei doppioni, in realtà queste emoticon sono messe circa in ordine di diffusione, quindi se alla terza riga trovate (ToT) per indicare il pianto, è più usato di quelli successivi.
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Indice
Perché i kaomoji si leggono dritti
Il primo kaomoji di cui si ha notizia è (^_^). Lo usò nel 1986 Yasushi Wakabayashi su ASCII NET, uno dei primi servizi online giapponesi, qualche anno dopo che in America erano comparse le faccine da leggere di lato.
Le due idee sono nate in modo del tutto indipendente, e infatti funzionano al contrario: i kaomoji si leggono senza girare la testa.
C’è anche un’altra differenza curiosa. Le nostre faccine giocano sulla bocca, :-) contro :-(, mentre quelle giapponesi puntano tutto sugli occhi: ^_^ è un sorriso, T_T sono lacrime che scendono, -_- è la faccia di chi è annoiato.
Raccolte di emoticon giapponesi su internet
Sono molti i siti che raccolgono una lista molto grande di emoticon giapponesi, che vi possono essere di grande aiuto sia se volete scrivere a qualcuno che vive in Giappone sia per far divertire qualcuno non giapponese inviando questi smile che sono molto kawaii.
- Smile giapponesi: altre emoticon molto dolci comprese alcune che riguardano gli animali.
Come scrivono i kaomoji i giapponesi
Le faccine più elaborate sembrano impossibili da scrivere a mano, e infatti i giapponesi non le compongono carattere per carattere.
Sulle tastiere giapponesi del telefono e del computer c’è un elenco già pronto: di solito basta scrivere kao, cioè “faccia”, e premere conversione per vedere decine di kaomoji tra cui scegliere.
Per questo le faccine giapponesi sono così ricche e varie: usano tutti i simboli dell’alfabeto giapponese e non solo i pochi caratteri della nostra tastiera.
Dai kaomoji alle emoji: un’invenzione giapponese
Le faccine colorate che oggi usiamo tutti sul telefono vengono proprio dal Giappone.
Le prime 176 emoji le disegnò nel 1999 Shigetaka Kurita per i cellulari di NTT Docomo, su griglie minuscole di 12 pixel per 12. Oggi quella prima serie fa parte della collezione del MoMA di New York.
Anche la parola è giapponese e non c’entra con “emozione”: viene da e, “immagine”, e moji, “carattere”. È lo stesso moji di kaomoji, che vuol dire letteralmente “caratteri faccia”.

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).