Gion YukiA 97 metri
Izakaya tradizionale a buon prezzo.

Una catena di negozi di tenugui nata a Kyoto, con le sedi nei quartieri più frequentati della città, che vende i teli di cotone giapponesi con disegni che nei soliti negozi di souvenir non ci sono. Eirakuya lavora il cotone dal 1615 e oggi mette insieme ristampe di fantasie d’epoca, disegni stagionali e collaborazioni con artisti, più furoshiki e qualche accessorio in tessuto.
Ci andate quando cercate un souvenir vero di Kyoto, uno che poi a casa si usa davvero, oppure un regalo leggero che non sembra preso all’ultimo minuto in aeroporto.
Il tenugui è un telo di cotone sottile, largo circa 36 centimetri, con i bordi tagliati e non cuciti. In Giappone si usa per asciugarsi le mani, per avvolgere il bento o come fascia in testa, oppure si mette in cornice e si appende al muro.
Da Eirakuya i disegni in vendita sono più di duecento e cambiano con le stagioni. Le cose che si trovano in tutti i negozi della catena sono queste:
Un tenugui normale costa sui 3.500–4.500 yen, mentre le collaborazioni con artisti e i pezzi con cotone speciale salgono parecchio, fino a prezzi da opera d’arte. Per un telo di cotone siamo su una fascia medio-alta, e lo dico subito perché è la prima cosa che sorprende quando si guarda il cartellino.
La differenza si vede girando il telo. Con la tintura chusen il colore passa da parte a parte, per cui il disegno è pieno anche sul retro e non sembra una stampa appoggiata sopra.
I bordi senza orlo nei primi lavaggi perdono qualche filo e poi si fermano: sono fatti così, non è un difetto di fabbrica. In valigia non pesano quasi niente e stanno piatti, per cui se avete solo il bagaglio a mano potete prenderne cinque o sei senza problemi.
Se invece cercate il tenugui da mille yen con il monte Fuji e il samurai da regalare a tutto l’ufficio, questo non è il negozio giusto. Ai colleghi conviene portare altro, qui si compra per le persone a cui tenete.
Il rapporto qualità-prezzo per me è corretto. Si paga il disegno, che non trovate da nessun’altra parte, e una tintura che regge anni di lavaggi senza sbiadire del tutto, e secondo me è proprio questo che fa la differenza rispetto ai teli stampati in serie.
Quando devo portare un regalo a qualcuno in Italia che il Giappone l’ha già visto, entro da Eirakuya: un tenugui con le foglie d’acero di Kyoto non ce l’ha nessuno, pesa come una lettera e finisce appeso in cucina o in cornice invece che in un cassetto.
Eirakuya nasce a Kyoto nel 1615 come mercante di cotone e da allora è sempre rimasta nella stessa famiglia, gli Hosotsuji. Sul nome c’è una storia che in famiglia si racconta ancora: un antenato al servizio di Oda Nobunaga, il signore della guerra che unificò buona parte del Giappone, avrebbe portato un abito con lo stemma della moneta Eiraku, e da lì sarebbe arrivato il nome del negozio.
È considerata la più antica attività di tessuti di cotone del paese.
Il periodo d’oro dei tenugui arriva tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, quando Eirakuya disegna un centinaio di fantasie nuove all’anno seguendo mode e gusti del momento. Poi l’azienda passa a teli più ordinari e tutto quel lavoro resta chiuso in archivio.
Il rilancio lo fa l’attuale titolare, la quattordicesima generazione, che porta il nome di famiglia Hosotsuji Ihee. Riprende i vecchi disegni, li fa ristampare con le tecniche di una volta e apre i negozi, con l’idea di trattare il tenugui come un pezzo d’arte e non come un souvenir qualsiasi.
Dalla stessa idea vengono le collaborazioni con artisti contemporanei e con musei importanti, come i musei nazionali di Tokyo e di Kyoto. Sapere che la fantasia che avete in mano è la stessa di un telo di cento anni fa cambia parecchio il modo in cui lo guardate.
Tutti i negozi hanno lo stesso stile: legno, luce calda, i tenugui aperti alle pareti come fossero quadri e quelli piegati sui banconi, divisi per stagione e per soggetto. Le sedi non sono tutte uguali per dimensioni, alcune sono poco più di una stanza, altre hanno spazi per le mostre.
Quella di Hanamikoji, la via più famosa di Gion, è bellissima e sembra quasi un museo. Vende solo tenugui, furoshiki e pochi oggetti, e al piano di sopra c’è una galleria con i teli esposti: ci passo anche quando non devo comprare niente, solo per vedere cosa hanno appeso.
Scegliere è la parte che porta via più tempo. Piegato, un tenugui mostra solo un pezzo del disegno, e certe fantasie si capiscono solo quando le vedete intere.
Chiedete ai commessi di aprirvi quelli che vi interessano: lo fanno volentieri e vi fanno vedere anche il retro. Se il regalo è per qualcuno di preciso, partite dalla stagione in cui lo darete: sui banconi i disegni del periodo sono tutti vicini e la scelta si stringe da sola.
Nelle sedi delle zone più turistiche, nel pomeriggio, davanti ai banconi c’è gente che apre e ripiega i teli. Per scegliere con calma andateci la mattina.
Pro:
Contro:
Ideale per: regali per persone care, souvenir di Kyoto da usare o appendere
Atmosfera: legno, luce calda, teli esposti come quadri, calma da galleria
Da Eirakuya non si viene per riempire la borsa: si viene per uscire con uno o due teli fatti come si facevano un secolo fa, con una storia dietro che si può raccontare quando li si regala. I soldi spesi valgono tutti, perché al posto di cinque souvenir che finiscono dimenticati portate a casa un oggetto che si usa ogni giorno o si appende al muro per anni. Se passate da Kyoto vale la pena entrare anche solo per vedere i disegni, ma sarà difficile uscire a mani vuote.
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Eirakuya Ihee Hosotsuji shopping Gion shop
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A 41 metriMusica, DVD, libri e non solo.
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A 14 metriFarmacia.
A 19 metriVestiti economici ma di alta qualità.
A 108 metriModerna ed imponente, contrasta le tradizioni della città.
A 126 metriOttimo kaiten sushi.
A 150 metriCatena molto diffusa, dove mangiare tonkatsu.
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Dove vedere il Miyako Odori.
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Izakaya tradizionale a buon prezzo.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).