Edo-Tokyo Open Air Museum

All’interno del Parco Koganei potete visitare uno dei musei storici più interessanti di Tokyo. L’Edo Tokyo Open-air Architectural Museum fu voluto dal governo per salvaguardare il patrimonio architettonico della città; inaugurato nel 1993 si estende su un’area di 7 ettari su cui sono dislocati numerosi edifici storici di enorme valore culturale che sono stati rimossi dai luoghi in cui si trovavano in origine e ricostruiti all’interno di questo museo.

Quest’opera all’aperto fa parte del Museo Edo-Tokyo e punta non solo a far conoscere ai turisti le vicende storiche della città, ma è anche un lascito molto importante per le generazioni future affinché non dimentichino il passato.

A spasso nella storia

Attraverso un percorso di circa 30 edifici, potrete fare un salto indietro nel tempo ripercorrendo vari secoli di storia, dal periodo Edo fino al dopoguerra. Ogni costruzione presenta uno stile e un’architettura unica e caratteristica del periodo in cui fu costruita; il design e gli arredi si differenziano in base alla classe sociale e all’attività a cui l’edificio era destinato. Vi capiterà dunque di camminare all’interno di case dall’aspetto semplice e “rustico” appartenenti al ceto medio o in una maestosa dimora in cui potrete volare con la fantasia immaginando la vita quotidiana di persone benestanti e potenti; potrete curiosare nei negozietti e nelle botteghe di artigiani, tipici del periodo che anticipò la seconda guerra mondiale o ammirare il design moderno degli edifici costruiti in stile occidentale che spopolarono nell’era Meiji. Attraverso questo tour osserverete i cambiamenti dell’architettura giapponese che riflettono l’evoluzione della società e dello stile di vita di un paese all’avanguardia.

La parte che mi è piaciuta di più è quella relativa ai vecchi negozi, in particolare la zona in cui è stato ricostruito un vecchio sento, il bagno pubblico di quartiere.

Le mostre

Per un’immersione più approfondita nella cultura giapponese, vi consiglio una visita alla mostra sulla Storia di Musashino presso il Visitor Centre. Qui potrete comprendere ancora meglio la storia della città di Tokyo e dei suoi edifici e curiosare tra numerosi reperti storici che ci raccontano lo stile di vita e le tradizioni dei giapponesi nei tempi passati. Tutti questi manufatti e reperti archeologici facevano parte della collezione dell’ex Museo del Folklore di Musashino, che fino al 1991 si trovava proprio nel punto in cui oggi sorge il museo Edo-Tokyo Open-air. In particolari occasioni si tengono anche mostre speciali dedicate a temi specifici, che mirano a fare luce su alcuni  periodi storici o a raccontare la storia di determinate zone della città.

La strada delle botteghe e il sento

La parte più scenografica è la strada del quartiere popolare, con le botteghe allineate una accanto all’altra sui due lati: la cartoleria Takei Sanshodo, con la parete interamente coperta di cassetti di legno, il negozio di casalinghi Maruni Shoten, la vecchia taverna Kagiya e perfino un piccolo posto di polizia di quartiere.
In fondo alla via vi aspetta il Kodakara-yu, il bagno pubblico costruito nel 1929: ha il tetto da tempio, le decorazioni intagliate sopra l’ingresso e, dentro, la classica vista del Monte Fuji dipinta sopra le vasche, che ormai a Tokyo si vede in pochissimi posti.

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Come arrivare

Il museo si trova dentro il parco Koganei, nella zona ovest di Tokyo, e il modo più comodo per arrivarci è la linea JR Chuo fino alla stazione di Musashi-Koganei. Da lì prendete l'uscita nord e salite su uno dei bus Seibu in partenza dalle banchine 2 e 3, scendendo alla fermata Koganei-koen Nishiguchi: da qui sono cinque minuti a piedi dentro il parco.
Se avete voglia di camminare, dalla stessa stazione ci si arriva anche a piedi in una ventina di minuti.

Chi invece si muove sulla linea Seibu Shinjuku può scendere a Hana-Koganei e prendere il bus, con un tragitto altrettanto breve.

Informazioni utili

Nome: Edo-Tokyo Open Air Museum
Orario: Lunedì: chiuso; Martedì - Domenica: dalle 9:30 alle 16:30
Costo a persona: Adulti: 400 yen - Universitari: 320 yen - Superiori e over 65: 200 yen - Fino alle medie: gratuito
Durata visita: Vi suggerisco 3 ore; considerate 5 ore se amate i dettagli e volete entrare in tutte le strutture storiche.
Giorni di chiusura: Chiuso per le festività di fine anno, tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio.
Consigli utili: In quasi tutte le case si entra togliendosi le scarpe, quindi vestitevi di conseguenza: calzature facili da sfilare e, d'inverno, calzini pesanti, perché le stanze non sono riscaldate e i pavimenti in legno e i tatami sono gelidi.
Trasporti:
  • Stazione Musashi-Koganei (JR Chuo): uscita nord, bus Seibu dalle banchine 2 e 3 fino a Koganei-koen Nishiguchi
  • Stazione Hana-Koganei (Seibu Shinjuku): bus per il parco, circa 5 minuti
  • Arriva in zona anche il bus da Higashi-Koganei, sempre sulla JR Chuo
Indirizzo: Japan, 〒184-0005 Tokyo, Koganei, Sakurachō, 3-chōme−7−1 内 都立小金井公園
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Il museo che ha ispirato La Città Incantata

Se girando vi sembra di aver già visto qualcosa, non è un caso: Hayao Miyazaki ha frequentato a lungo questo museo mentre lavorava a La Città Incantata, e diversi edifici sono finiti nel film. Il bagno pubblico Kodakara-yu è uno dei modelli riconosciuti della casa dei bagni di Yubaba, mentre la parete di cassetti della cartoleria Takei Sanshodo è quella del locale delle caldaie di Kamaji.
Il legame è così stretto che perfino la mascotte del museo, un buffo personaggio verde di nome Edomaru, è stata disegnata da Miyazaki in persona.

La casa di Takahashi Korekiyo

Tra le dimore della parte centrale ce n’è una che vale da sola la deviazione: la casa che Takahashi Korekiyo, primo ministro e più volte ministro delle finanze, si fece costruire ad Akasaka nel 1902. Due piani in legno, ambienti sobri ma raffinati, con le stanze in tatami che si aprono direttamente sul giardino curatissimo.
Al piano di sopra si cammina dentro la stanza in cui Takahashi fu assassinato dai militari il 26 febbraio 1936, durante il tentativo di colpo di stato passato alla storia come Incidente del 26 febbraio: sapere cos’è successo lì dentro mentre ci si sta in piedi fa un certo effetto.

Le ville in stile occidentale

Nella parte ovest il salto è ancora più netto: si passa dalle case tradizionali alle ville in stile occidentale costruite quando Tokyo guardava all’Europa. La più vistosa è la villa De Lalande, tre piani in legno e tetto spiovente, ampliata all’inizio del Novecento dall’architetto tedesco Georg de Lalande; oggi ospita una sala da tè dove potete fermarvi a bere qualcosa.
Poco più in là c’è la casa di Kunio Maekawa, costruita nel 1942 dall’architetto che aveva lavorato a Parigi con Le Corbusier: da fuori sembra una normale abitazione giapponese, dentro si apre in un unico soggiorno a doppia altezza. Messe una accanto all’altra, queste case raccontano meglio di qualsiasi didascalia come cambiò l’abitare nel giro di pochi decenni.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).