Corridoio in legno di un tempio al Monte Koya.

Dormire al Monte Koya

Situato a due ore a sud di Osaka, il Monte Koya è un luogo sacro: qui è nato il primo monastero del Buddismo Shingon, diventato oggi un grande complesso di templi, centri di studio, musei e tesori culturali.
È rimasto una meta di pellegrinaggio, ma se un tempo era frequentato solo da fedeli, oggi accoglie anche i turisti che vogliono avvicinarsi alla vita monastica dormendo negli alloggi dei templi, chiamati “shukubo”. Non è l’unico posto in Giappone dove si può fare, ma è uno dei migliori: qui vi racconto come sono le stanze, come funzionano i pasti e le preghiere e perché vale la pena fermarsi a dormire.

Le sistemazioni al Monte Koya

Sparsi per la cittadina del Monte Koya si trovano oltre 50 alloggi, un numero maggiore rispetto ad altri luoghi data la popolarità di questa area, ma non è solo la grande offerta di sistemazioni a fare la differenza: sin dal passato i templi del monte Koya sono abituati a ricevere visitatori e ospiti stranieri e questo rende più facile sia la prenotazione della stanza che la permanenza. La prenotazione può essere fatta tramite portali online o via e-mail attraverso l’associazione turistica dell’area. Su quale tempio scegliere non impazzite: la cittadina è piccola, si gira a piedi e da qualunque shukubo siete comunque dentro l’area sacra. Le differenze che si sentono davvero sono altre: ci sono templi grandissimi che ospitano decine di persone e altri con poche stanze, dove la sera siete quasi soli; alcuni hanno giardini bellissimi su cui si affacciano le camere, altri propongono la meditazione o il rituale del fuoco. Chi dorme verso Okunoin ha il cimitero a due passi per la passeggiata serale.

Quanto costa dormire al Monte Koya?

In generale i costi si aggirano tra i 12.000 e i 30.000 yen a persona a notte, inclusa la colazione e la cena. Tenete presente che gran parte degli alloggi accettano solo contanti.

Bisogna essere buddisti?

No, e ve lo dico subito: negli shukubo del Monte Koya può dormire chiunque, credenti e non. Nessuno vi chiederà cosa pensate e nessuno proverà a convertirvi, i monaci vi accolgono come ospiti e basta. Anche le preghiere del mattino sono del tutto facoltative: potete assistere seduti in fondo alla sala, in silenzio, senza dover fare nulla, oppure saltarle.
L’unica cosa che conta davvero è il rispetto: un tempio non è un albergo ma un posto dove qualcuno vive e lavora, quindi tono di voce basso, scarpe tolte dove indicato e niente incursioni nelle zone riservate ai monaci. Durante le funzioni di solito le foto non si fanno: se avete un dubbio chiedete, sono abituati e rispondono volentieri.

Come sono le sistemazioni?

Per chi si vuole fermare a pernottare presso il Monte Koya, è bene tenere presente che non si tratta di sistemazioni di lusso: le camere sono molto semplici e tradizionali, in “stile ryokan” ma comunque piuttosto ampie e graziose, con porte scorrevoli in carta, pavimenti in tatami e letti futon, e solitamente bagni condivisi. Sono disponibili vari tipi di stanza a seconda del numero degli ospiti e alcune affacciano su incantevoli giardini zen; alcuni alloggi sono un po’ più moderni e hanno stanze in stile dormitorio con letti a castello. Avrete quindi tutti i servizi essenziali ma non aspettatevi un classico hotel. È importante cercare di fare il check-in prima delle 17:00 in quanto la cena viene servita molto presto, indicativamente tra le 17:30 e le 18:00.

La sera al Monte Koya

Dopo cena il Monte Koya si svuota: chi è salito in giornata è ripartito, i pochi negozi chiudono e sulla montagna restano praticamente solo gli ospiti dei templi. È il motivo per cui si dorme quassù. Okunoin, il grande cimitero, è sempre accessibile e la sera le lanterne di pietra restano accese lungo tutto il percorso fino al mausoleo di Kobo Daishi: camminare tra i cedri secolari e le tombe coperte di muschio, con quella luce bassa e nessuno intorno, è l’immagine che vi resterà.
Alcuni templi organizzano una passeggiata guidata serale con un monaco che racconta le storie sepolte lì dentro. Se invece preferite restare, dopo cena c’è il bagno caldo e poi il silenzio: quasi tutti gli shukubo hanno un coprifuoco e a un certo punto chiudono il portone, quindi informatevi su qual è il vostro prima di uscire.

La ristorazione

La colazione e la cena seguono naturalmente il regime alimentare dei monaci, prettamente vegetariano, con verdure di stagione e coltivate in loco e tofu. I pasti vengono serviti direttamente in camera dai monaci. Due piatti li trovate praticamente in ogni tempio e sono la specialità del monte: il goma-dofu, un tofu di sesamo denso e cremoso, e il koya-dofu, il tofu essiccato nato proprio quassù, che si reidrata nel brodo e ne assorbe tutto il sapore. Oltre a carne e pesce mancano anche aglio e cipolla, considerati troppo stimolanti per chi pratica: sembra una rinuncia e invece il vassoio arriva pieno di ciotoline, una decina di assaggi diversi. In diversi templi birra e sake si possono ordinare a parte.

La preghiera del mattino

Una delle esperienze più emozionanti che potete vivere al Monte Koya è quella di prendere parte alle preghiere del mattino, aperte a tutti i visitatori. Di solito si inizia attorno alle 6:00 quindi dovrete alzarvi abbastanza presto ma ne vale assolutamente la pena. Le preghiere durano 30-45 minuti e sono seguite dalla colazione alle 7:00. Per chi lo desidera, alcuni templi organizzano anche una sessione di meditazione al mattino o nel tardo pomeriggio, lezioni di calligrafia e altre attività. In alcuni templi, subito dopo le preghiere, si assiste anche al goma, il rituale del fuoco del Buddismo Shingon: il monaco alimenta le fiamme con bastoncini di legno che rappresentano i desideri e le sofferenze umane, mentre la sala si riempie di fumo, di recitazioni e di colpi di tamburo. Per chi dorme al tempio è spesso la parte che resta più impressa, ancora più delle preghiere, anche perché si sta seduti a pochi metri dal fuoco.

Perché dormire al Monte Koya?

Dormire in un alloggio presso i templi del Monte Koya è un’esperienza di sicuro molto particolare ma che oggi suscita l’interesse di tante persone che desiderano anche solo per un giorno sfuggire ai rumori e ai ritmi della città. Oltre ad avvicinarvi e conoscere meglio la vita quotidiana e le usanze dei monaci, durante il vostro soggiorno avrete l’occasione di visitare i templi, conoscerne i tesori culturali, passeggiare nei giardini e rilassarvi con un bagno caldo nelle vasche pubbliche in puro stile tradizionale. Dormire in questo luogo sacro è un’esperienza che sono sicuro arricchirà il vostro viaggio, oltre che una comodità: il viaggio da Osaka richiede circa due ore e quindi fare il tragitto andata e ritorno in giornata potrebbe essere faticoso.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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