Anakuma CafeA 219 metri
Caffetteria con zampa di orso dal muro.

Un café con torrefazione interna e paste fatte in casa a Harajuku, in una traversa laterale poco sopra Takeshita-dori. Al Deck Coffee & Pie il banco espone una dozzina di pie diverse, dolci e salate, e appena entrati trovate il tostatore del caffè che gira.
Si viene per una fetta calda e una tazza, ma c’è anche da mangiare sul serio, con le pot pie servite sotto una cupola di sfoglia gonfia. È il posto giusto se volete staccare mezz’ora dalla ressa di Harajuku, se lavorate al portatile o se girate con il cane, perché la terrazza di legno lo accetta.
La sfoglia qui è la cosa che conta di più: è tutta burro, si sfalda sotto la forchetta e non ha quel sapore neutro da pasticceria industriale. Nel banco ce ne sono una dozzina fra dolci e salate, con le classiche sempre presenti e qualche stagionale che cambia.
Il beni imo di Okinawa, la patata dolce viola, è la variante che divide di più: la crema è densa e il crumble sopra resta croccante, ma il gusto della patata arriva pieno e se non vi piace quel sapore lasciate perdere.
Le pie salate che non sono già pronte nel banco le infornano al momento, e l’attesa si sente: se avete venti minuti contati prendete qualcosa dal vetro e basta.
Per una pie e un caffè si sta sugli 800–1.200 yen a testa, con un set salato si sale a 1.200–1.600. Per Harajuku è poco, e non è poco perché tagliano: il burro della sfoglia e il caffè tostato in casa li paghi altrove il doppio.
Quando ho voglia di una fetta calda e di una tazza di caffè prima di infilarmi nel Meiji Jingu o nelle vie di Harajuku, è il primo nome che mi viene in mente.
Il tostatore non è nascosto in un retrobottega: sta su un lato della sala, grosso, ed è la prima cosa che vedete entrando. I chicchi arrivano da Etiopia, Indonesia e altre zone di produzione, e li vendono anche in sacchetto da portare a casa.
Il blend di casa è il punto forte, amaro pieno e corpo rotondo, per niente acido: se bevete caffè all’italiana vi trovate bene. Il caffè latte tiene il sapore del caffè anche sotto il latte, che a Tokyo non è scontato.
Ci sono anche chai, cioccolata calda, tè e il coffee float con la pallina di gelato che affonda nel caffè freddo. Il coffee pudding è il dolce da prendere se volete restare sul caffè anche col dessert: amarognolo e costa pochissimo.
Se capitate con voglia di dolce doppio, il set con il soft serve Cremia accanto alla fetta è la combinazione che consiglio: gelato molto grasso e sfoglia tiepida stanno bene insieme.
Legno ovunque, mattoni, finestroni che tengono la sala chiara anche quando fuori è grigio, e musica country che va avanti bassa per tutto il tempo. Sul fondo c’è un angolo con oggetti e articoli per la casa in vendita, che rende la sosta meno da fast food e più da bottega.
Di posti ce ne sono una quarantina, e più della metà stanno sulla terrazza di legno davanti al locale. È la parte migliore: pur affacciando su una strada di passaggio, i tavoli sono distanziati e il traffico resta sullo sfondo.
D’estate ci sono i ventilatori a muovere l’aria, e la terrazza è l’unica zona dove potete stare con il cane. Nelle giornate limpide è lì che vi consiglio di sedervi, anche solo per mezz’ora.
Dentro trovate wifi e prese, e a metà pomeriggio ci sono tavoli occupati da gente con il portatile accanto ad altri con due o tre persone che chiacchierano. Nessuno vi guarda male se restate, l’aria è quella.
Si prende posto prima e si ordina dopo al bancone. I cartelli su come pagare non sono chiarissimi al primo colpo: se restate fermi un attimo qualcuno del personale vi spiega, parlano anche inglese e sono gentili senza essere impettiti.
Carte e pagamenti elettronici li accettano tutti, non serve contante.
A mezzogiorno nel fine settimana la sala si riempie e può capitare di girare due volte per trovare un tavolo libero. Il servizio nei momenti di punta rallenta.
Nelle ore basse del pomeriggio invece si entra e ci si siede senza problemi, ed è lì che il posto dà il meglio di sé.
Pro:
Contro:
Ideale per: una pausa dolce fra un giro e l’altro a Harajuku, o un pranzo senza fretta con il portatile
Atmosfera: legno, mattoni, musica country bassa, gente con il cane fuori e gente al computer dentro
Quello che mi resta in testa uscendo non è una fetta in particolare, è il rumore della forchetta che entra nella sfoglia e la manda in briciole sul piatto, con il tostatore che continua a girare dall’altra parte della sala. Prendete la cherry & cream cheese se ci capitate una volta sola, tiepida, con il blend di casa accanto: le ciliegie acidule e il formaggio si tengono a vicenda e il caffè amaro ci sta bene in mezzo.
È il tipo di sosta in cui vi accorgete dopo di essere rimasti molto più a lungo di quanto pensavate. Di sfoglie così a Harajuku ce ne sono pochissime: andateci.
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The Deck Coffee
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).