Crociera nella baia di Tokyo
Una crociera nella baia di Tokyo è uno dei modi più rilassanti per vedere la città da un’angolazione diversa. Dall’acqua i grattacieli di Shiodome, la Tokyo Tower e il Rainbow Bridge si vedono tutti insieme, cosa che a piedi non succede mai.
Le opzioni sono tante e molto diverse fra loro: c’è il battello da poche centinaia di yen che usate quasi come un autobus e c’è la nave ristorante con cena di cinque portate. In mezzo ci sono le barche tradizionali con le lanterne rosse, dove si mangia tempura seduti sul tatami. Ognuna mostra la baia in un modo diverso, e anche l’orario in cui salite a bordo cambia parecchio la serata.
Indice
Come scegliere la crociera
La prima domanda da farsi è quanto tempo e quanti soldi volete metterci. Le crociere nella baia di Tokyo si dividono in tre grandi famiglie, e ognuna ha un pubblico preciso.
Vi consiglio di scegliere in base a cosa vi interessa di più: il panorama, la cena o l’atmosfera giapponese.
- Il battello di linea, chiamato suijo bus cioè autobus d’acqua, è la scelta più economica: lo prendete per spostarvi tra Asakusa, Odaiba e il molo di Hinode e intanto vi godete il panorama.
- La nave ristorante è una vera crociera di un paio d’ore con pranzo o cena, sale con grandi vetrate e un ponte aperto in cima.
- Lo yakatabune è la barca tradizionale in legno con le lanterne, dove si mangia seduti a terra e il cibo viene preparato a bordo.
- Esistono anche barche private da noleggiare per gruppi, che però hanno senso solo se siete in tanti e state festeggiando qualcosa.
Le tre opzioni principali non si escludono. Molti viaggiatori fanno il battello di giorno per arrivare a Odaiba e tengono la sera per una cena in barca, perché le due cose mostrano la baia in modi molto diversi.
Il battello da Asakusa
Il modo più semplice per finire sull’acqua è salire su uno dei battelli di Tokyo Cruise, la compagnia che collega Asakusa con la baia scendendo lungo il fiume Sumida. Il percorso passa sotto più di una decina di ponti, ognuno diverso dall’altro, e poi si apre sulla baia vicino al molo di Hinode.
Una delle fermate è il giardino di Hamarikyu, un vecchio giardino giapponese sul mare dove si può solo scendere. Se volete visitarlo, arrivarci in battello è comodo: si sbarca direttamente nel giardino e si esce a piedi verso Shiodome.
Su questa linea viaggiano anche i battelli disegnati da Leiji Matsumoto, l’autore di Capitan Harlock e Galaxy Express 999. Si chiamano Himiko, Hotaluna ed Emeraldas e sembrano usciti da un cartone animato di fantascienza: bassi, argentati, con grandi vetrate curve che arrivano fino al tetto.
Su Emeraldas e Hotaluna c’è anche una parte all’aperto, mentre Himiko è tutto chiuso e la vista passa dai vetri. Chi è cresciuto con gli anime di Matsumoto di solito si emoziona già solo vedendoli arrivare al molo.
I prezzi sono bassi per gli standard di Tokyo. Il tratto breve tra Hinode e Odaiba dura una ventina di minuti e costa sui 500 yen, mentre da Asakusa a Odaiba si spende indicativamente tra i 1.500 e i 2.000 yen, a seconda della nave e del percorso. I battelli di Leiji Matsumoto costano un po’ di più e i posti sono limitati, per cui conviene prenotare online o passare in biglietteria con un po’ di anticipo, soprattutto nei weekend e durante la fioritura dei ciliegi.
Io vi direi di usarlo come trasferimento: invece di prendere la metro da Asakusa a Odaiba, ci arrivate via acqua e vi siete fatti una mini crociera senza perdere mezza giornata.
Le navi ristorante
Se volete una crociera vera, la nave più conosciuta della baia è la Symphony, che parte dal molo di Hinode. In realtà le navi sono due, la Symphony Moderna e la Symphony Classica, entrambe grandi e su più piani, con sale ristorante chiuse e un ponte panoramico all’aperto in cima.
Il molo è a un minuto a piedi dalla stazione di Hinode della Yurikamome, il trenino senza conducente che va a Odaiba. Volendo ci si arriva anche a piedi dalla stazione di Hamamatsucho in un quarto d’ora circa.
Il giro classico passa sotto il Rainbow Bridge e arriva fino al Tokyo Gate Bridge, il ponte più esterno della baia, quello con la forma strana che ricorda due dinosauri uno di fronte all’altro. Durante il percorso si vedono la Tokyo Tower, la Skytree in lontananza, Odaiba e gli aerei che decollano e atterrano a Haneda.
Nelle giornate limpide è uno spettacolo vedere tutta la costa di Tokyo da lontano, con i grattacieli schiacciati uno accanto all’altro.
Le partenze sono quattro nella giornata, e ognuna ha un carattere diverso:
- Il pranzo dura poco più di due ore ed è la fascia più rilassata, con tanta luce e molte famiglie nel weekend.
- Il giro del pomeriggio è il più breve, meno di un’ora, ed è pensato per chi vuole solo fare un giro con un dolce o un tè.
- La crociera del tramonto dura circa due ore e parte nel tardo pomeriggio: si esce con la luce e si rientra con le luci della città accese.
- La cena è la più lunga, circa due ore e mezza, ed è quella con l’atmosfera più elegante.
Sulla Symphony si può salire anche senza mangiare, pagando solo l’imbarco: siamo sui 3.000–4.000 yen e poi a bordo ordinate da bere quello che volete. Con il pasto i prezzi salgono parecchio: un pranzo parte da una fascia media, mentre le cene vanno all’incirca dai 10.000 ai 30.000 yen a testa, con un piccolo supplemento nei fine settimana e nei festivi.
I menu sono diversi, dal buffet alla cucina italiana fino alla bistecca di manzo giapponese e alla cena francese completa. Conviene sempre controllare i prezzi aggiornati prima di prenotare, perché cambiano con la stagione.
L’altra grande nave ristorante della baia è la Vingt et Un, che parte dal molo di Takeshiba, sempre in zona Hamamatsucho. Ha un tema francese, fa anche lei pranzo, tramonto e cena e anche qui si può salire pagando solo l’imbarco. In genere costa qualcosa in meno della Symphony e fa un giro più corto, con meno strada verso il largo.
Se dovessi scegliere, per la prima volta vi consiglio la Symphony, perché il passaggio sotto il Tokyo Gate Bridge rende il giro più completo.
Il posto alla finestra
Sulle navi ristorante il posto che vi capita fa tutta la differenza. Le sale sono grandi e hanno centinaia di posti, e se finite in un tavolo centrale la vista diventa una striscia di vetro lontana, con altre persone davanti.
Sulla Symphony le cene più care hanno il tavolo alla finestra garantito, mentre con i menu base e con il solo imbarco il posto non è assicurato. Ve lo dico sinceramente: se state pagando una cena in barca, spendere qualcosa in più per la finestra è la scelta giusta, altrimenti tanto vale mangiare in un ristorante panoramico sulla terraferma.
Il ponte all’aperto resta comunque accessibile a tutti, e durante il giro molte persone salgono per fare le foto quando la nave passa sotto i ponti.
D’inverno lassù fa freddo sul serio, con il vento della baia che taglia la faccia: portate una giacca vera anche se la serata comincia in una sala riscaldata. D’estate invece il ponte è il posto migliore della nave, con l’aria che finalmente rinfresca dopo una giornata di caldo umido.
Gli yakatabune tradizionali
Lo yakatabune è un’altra cosa rispetto alle navi ristorante. È una barca bassa e lunga, con il tetto e le lanterne rosse appese lungo i lati, nata nel periodo Edo per i giri di piacere sul fiume e sulla baia. Dentro si sta seduti su tatami davanti a tavoli bassi, e in molti casi c’è un incavo sotto il tavolo per mettere le gambe, quindi non dovete stare in ginocchio per ore.
Si entra senza scarpe, come in una casa giapponese: meglio avere calze in ordine.
La formula più diffusa per chi viaggia in coppia o in piccoli gruppi è la barca condivisa (noriai), dove prenotate solo i vostri posti e dividete la barca con altre persone. Si parte in genere da due persone in su, e il giro dura fra le due e le due ore e mezza.
I moli si trovano lungo il Sumida e nella zona di Shinagawa, a pochi minuti a piedi dalle stazioni, e da lì le barche escono verso la baia.
A bordo si viene soprattutto per mangiare. Quasi sempre c’è un menu con sashimi e tempura fritta direttamente a bordo, che arriva in tavola ancora caldissima, e la formula comprende da bere a volontà, con birra, sake, shochu e bibite.
Alcune barche fanno invece monjayaki o okonomiyaki, piatti tipici della zona del fiume. Per la formula condivisa con cibo e bevande calcolate più o meno sui 10.000–13.000 yen a testa, con prezzi un po’ più alti per i menu con sushi.
A metà giro la barca di solito si ferma vicino a Odaiba o davanti al Rainbow Bridge, e tutti salgono sul tetto per fare foto e prendere un po’ d’aria. È il momento più bello, con la baia illuminata intorno e le altre barche con le lanterne che si fermano lì accanto.
A me piace proprio perché è una serata molto giapponese: c’è rumore, i gruppi di colleghi brindano, il personale passa avanti e indietro con i piatti. Se cercate una cena romantica e silenziosa, però, non è il posto giusto, soprattutto nei periodi delle feste aziendali di fine anno.
Pranzo, tramonto o notte
L’orario cambia completamente quello che vedete. Di giorno la baia è chiara, si capisce bene la forma della città e nelle giornate più limpide, in inverno, si vede anche il monte Fuji sullo sfondo.
Sul fiume Sumida l’ora del giorno rende di più, perché i ponti e le rive si vedono bene e il battello non è pensato per stare fuori la sera.
La fascia del tramonto è quella che vi consiglio più spesso, soprattutto a chi fa una sola crociera in tutto il viaggio. Salite a bordo con la luce, vedete il sole che scende dietro la città e rientrate quando i grattacieli si accendono, quindi in due ore avete sia il giorno sia la notte.
La cena invece è tutta notturna: il Rainbow Bridge illuminato e le luci di Odaiba sono belli, ma di Tokyo vedete soprattutto finestre e luci, non la forma della città.
Anche la stagione conta:
- In primavera il fiume Sumida si riempie di ciliegi in fiore e i battelli da Asakusa sono molto richiesti, per cui prenotate presto.
- D’estate le serate sul ponte sono piacevoli, e quando ci sono i fuochi d’artificio sulla baia o sul fiume le barche con posto davanti sono le prime a esaurirsi.
- In autunno l’aria è limpida e il clima è il più comodo dell’anno per stare all’aperto.
- In inverno la visibilità è la migliore, ma sul ponte servono guanti e berretto.
Prenotazione e consigli pratici
Per le navi ristorante e per gli yakatabune la prenotazione è quasi obbligatoria, soprattutto nel weekend, nelle sere di festa e a dicembre. Si prenota dal sito ufficiale delle compagnie o dai grandi portali giapponesi di ristoranti, e su molti siti per turisti trovate anche pacchetti in inglese.
Per i battelli di linea invece basta presentarsi in biglietteria, tranne che per le navi di Leiji Matsumoto e nei giorni di grande affluenza.
Qualche consiglio che mi trovo a ripetere spesso a chi mi scrive:
- Arrivate al molo almeno un quarto d’ora prima, perché le navi ristorante partono all’ora esatta e non aspettano chi è in ritardo.
- Non serve un abito elegante: sulle navi ristorante non c’è un codice di abbigliamento, anche se alla cena la gente si veste un po’ meglio.
- Se soffrite il mal di mare scegliete le navi grandi, che nella baia si muovono pochissimo, e sugli yakatabune tenete conto che il dondolio si sente di più quando la barca si ferma a metà giro.
- Con vento forte o tifone le uscite possono essere cancellate, quindi controllate il meteo e le email della compagnia il giorno stesso.
- Sugli yakatabune segnalate eventuali allergie o diete al momento della prenotazione, perché il menu è fisso e a bordo non si cambia.
I bambini sono benvenuti quasi ovunque: sulla Symphony a pranzo nel weekend ci sono molte famiglie e i più piccoli hanno tariffe ridotte. Sugli yakatabune con il bere a volontà, invece, la serata tende a farsi rumorosa verso la fine, e con bambini piccoli non è la scelta più comoda.
Abbinarla a Odaiba
Una crociera nella baia si sposa bene con una giornata a Odaiba, l’isola artificiale davanti al porto. Potete arrivarci in battello da Asakusa la mattina, passare il pomeriggio tra la spiaggia artificiale, il lungomare con la vista sul Rainbow Bridge e la statua della Libertà in miniatura, e poi tornare verso Hinode per la crociera del tramonto.
In alternativa si fa il contrario: crociera a pranzo dal molo di Hinode e poi Yurikamome per Odaiba, con il trenino che passa sopra il ponte e vi fa vedere la baia dall’alto.
Chi ha poco tempo può anche limitarsi al tratto Hinode–Odaiba in battello, venti minuti e una spesa piccola. Non è una vera crociera, ma vi dà comunque l’idea di com’è la città vista dall’acqua, ed è un buon test per capire se la sera vale la pena spendere di più per una nave ristorante.
Vale la pena?
Sì, ma solo se scegliete la formula giusta per voi. Se dovessi organizzare io la giornata per chi viene a Tokyo per la prima volta, farei il battello da Asakusa a Odaiba di giorno e poi la Symphony al tramonto, magari solo con l’imbarco e un drink sul ponte se il budget è stretto.
Lo yakatabune lo terrei per chi vuole una serata di cibo e chiacchiere alla giapponese più che un giro panoramico. E voi, siete più da tempura sul tatami o da calice di vino sotto il Rainbow Bridge?

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
