Come comportarsi sui treni in Giappone
Sui treni in Giappone ci si abitua in fretta a viaggiare con calma, e dopo un paio di giorni sembra tutto naturale. Le carrozze sono pulite, puntuali e quasi silenziose anche nell’ora di punta, e questo succede perché tutti seguono una serie di piccole regole non scritte.
Nessuno vi multerà se ne sbagliate una, ma conoscerle vi evita occhiate imbarazzate e vi fa sentire molto più a vostro agio. In questa guida vi spiego come comportarsi sui treni in Giappone: telefono, cibo, zaino, posti prioritari e tutte quelle abitudini che chi viene qui per la prima volta non conosce, dalla metro di Tokyo allo Shinkansen.
Indice
Il volume in carrozza
La prima cosa che si nota salendo su un treno locale è il silenzio. Le persone leggono, guardano il telefono, dormono, e se parlano lo fanno a voce bassa, quasi sussurrando.
Non esiste un divieto di parlare, sia chiaro. Due amici che chiacchierano piano non danno fastidio a nessuno, mentre un gruppo che ride e parla forte si fa notare subito, e in mezzo al silenzio generale sembra ancora più rumoroso di quanto sia davvero.
Nei sondaggi che le compagnie ferroviarie private fanno ogni anno tra i passeggeri, le conversazioni rumorose sono sempre ai primi posti tra i comportamenti più fastidiosi, insieme al modo di stare seduti e di tenere i bagagli.
Vi consiglio di abbassare il tono di voce appena salite, soprattutto se viaggiate in gruppo o con bambini. Vale anche per gli auricolari: se chi vi sta accanto sente la vostra musica, il volume è troppo alto. Sulle linee turistiche piene di stranieri la tolleranza è un po’ più alta, ma sui treni dei pendolari al mattino e alla sera la gente è stanca e il silenzio è quasi totale.
Telefono e smartphone
Sul telefono le regole sono semplici e le ripetono di continuo gli annunci in carrozza: modalità silenziosa e niente chiamate. In giapponese la modalità silenziosa si chiama manner mode, e il nome dice già tutto.
Rispondere a una telefonata sul treno è una delle cose che fanno girare più teste. Se vi chiamano, la cosa normale è rifiutare la chiamata e richiamare dopo, oppure rispondere con un velocissimo “sono in treno, ti richiamo” e chiudere.
Usare lo smartphone in silenzio invece è normalissimo: messaggi, video con le cuffie, giochi, mappe. L’unica eccezione riguarda la zona dei posti prioritari, dove sulle linee di Tokyo e dintorni si chiede di spegnere il telefono quando la carrozza è così piena che le persone si toccano. La regola nasce dalla paura di interferenze con i pacemaker e oggi viene applicata solo nei momenti di vero affollamento, però è bene sapere cosa significano quegli adesivi con il telefono sbarrato.
Sullo Shinkansen e sui treni espressi le chiamate si fanno nella deck, cioè lo spazio tra una carrozza e l’altra vicino alle porte. Ci si alza, si parla lì senza bloccare il passaggio e si torna al proprio posto.
Un’ultima cosa: camminare guardando il telefono in stazione dà molto fastidio, e nei sondaggi tra i passeggeri è una delle lamentele cresciute di più. Nelle stazioni grandi, con migliaia di persone che si muovono in fretta, fermarsi in mezzo al corridoio per controllare la mappa crea subito un piccolo ingorgo. Se dovete orientarvi, spostatevi di lato vicino a un muro o a una colonna.
Mangiare e bere
Qui la differenza la fa il tipo di treno. Non c’è un regolamento che vieta di mangiare, ma la regola pratica è molto chiara e la seguono praticamente tutti.
Sui treni locali e sulla metropolitana, quelli con i sedili lunghi lungo le pareti, non si mangia. Bere un sorso d’acqua o di tè da una bottiglietta va benissimo, soprattutto d’estate, ma aprire un panino, un onigiri o un sacchetto di patatine su un treno pieno di pendolari non si fa.
Sullo Shinkansen e sui treni espressi a lunga percorrenza, con i sedili rivolti in avanti e il tavolino, mangiare è assolutamente normale. Anzi, comprare un ekiben, il cestino da viaggio che si vende in stazione, e aprirlo appena il treno parte è una delle abitudini più belle del viaggiare in Giappone.
Vedrete impiegati in giacca e cravatta con birra e bento alle nove del mattino, e nessuno ci fa caso. Ci sono però alcune attenzioni che vi consiglio di tenere:
- Evitate cibi dall’odore molto forte: come alcuni piatti fritti o pesce secco, perché in carrozza l’aria gira poco e l’odore arriva a tutte le file.
- Mangiate con calma: e senza fare troppo rumore con le confezioni, soprattutto se la carrozza è silenziosa o c’è gente che dorme.
- Portate via la vostra spazzatura: sullo Shinkansen ci sono i cestini vicino alle porte, altrimenti la tenete in borsa fino a quando trovate un cestino in stazione.
- Se il treno è molto pieno: magari nel weekend o durante le vacanze, valutate se aspettare un momento più tranquillo per aprire il pranzo.
Zaino e bagagli
Lo zaino sulle spalle è la lamentela numero uno quando si parla di bagagli sui treni giapponesi. Chi lo porta non se ne accorge, ma ogni volta che si gira colpisce qualcuno, e nell’ora di punta occupa lo spazio di una persona in più.
Per anni la soluzione che si vedeva ovunque era tenerlo davanti, sulla pancia. Molte persone lo fanno ancora ed è comunque meglio che lasciarlo dietro, però le compagnie ferroviarie nei loro cartelli invitano a fare altro: tenerlo in mano in basso, appoggiarlo sulle ginocchia se siete seduti o metterlo sulla rastrelliera sopra i sedili. Io vi direi di usare proprio la rastrelliera ogni volta che è possibile, perché vi libera le mani e sparisce dall’ingombro di tutti.
Con le valigie il discorso cambia. Sulla metro di Tokyo e sui treni locali nell’ora di punta una valigia grande è davvero un problema, sia per voi sia per chi vi sta intorno.
Se potete, evitate di spostarvi con le valigie tra le otto e le nove e mezza del mattino e nel tardo pomeriggio. In alternativa usate il servizio di spedizione bagagli da un hotel all’altro, che in Giappone funziona benissimo e costa di solito sui 2.000–3.000 yen a valigia.
Sui treni, tenete la valigia vicino a voi e contro la parete, mai in mezzo al corridoio o davanti alle porte.
Sullo Shinkansen della linea tra Tokyo, Osaka e il Kyushu esiste una regola precisa per i bagagli molto grandi. Se la somma di altezza, larghezza e profondità della valigia supera i 160 centimetri, dovete prenotare un posto con lo spazio bagagli dedicato, che si trova dietro l’ultima fila di sedili della carrozza.
Senza prenotazione rischiate di dover pagare un supplemento a bordo e di dover spostare la valigia dove vi dice il personale. Le valigie di dimensioni normali, come un bagaglio a mano o una media, vanno invece sulla rastrelliera sopra i sedili, che su questi treni è abbastanza grande.
Posti prioritari
In ogni carrozza, di solito vicino alle estremità, ci sono alcuni sedili segnalati con adesivi e a volte con un colore diverso della tappezzeria. Sono gli yusenseki, i posti prioritari per anziani, donne incinte, persone con disabilità, persone infortunate e chi viaggia con bambini piccoli.
Molti viaggiatori pensano che non ci si possa sedere mai. In realtà se la carrozza è vuota e non c’è nessuno che ne ha bisogno, sedersi lì va bene e lo fanno anche i giapponesi.
Il punto è alzarsi appena sale una persona che ne ha bisogno, senza aspettare che ve lo chieda, perché in Giappone quasi nessuno lo chiederà mai. Per questo vi consiglio di non addormentarvi con le cuffie proprio sui posti prioritari.
Ci sono anche due simboli che vale la pena riconoscere:
- La maternity mark: un piccolo ciondolo rosa con il disegno di una mamma e un bambino, che portano sulla borsa le donne incinte, anche quando la pancia ancora non si vede.
- La help mark: una targhetta rossa con una croce e un cuore bianchi, usata da chi ha una disabilità o un problema di salute non visibile e potrebbe avere bisogno di sedersi o di aiuto.
Offrire il posto a una persona anziana può creare qualche situazione un po’ goffa, perché capita che rifiuti per non sembrare fragile. Non insistete troppo: un gesto verso il sedile e un sorriso bastano, e spesso la soluzione più semplice è alzarsi e spostarsi poco più in là, lasciando il posto libero.
Salire e scendere
Sulle banchine delle stazioni, per terra, ci sono segni dipinti o adesivi che indicano dove si fermeranno le porte del treno. Le persone si mettono in fila ordinata ai lati di questi segni, lasciando libero il centro per chi scende.
Quando il treno arriva si aspetta che siano scese tutte le persone, poi si sale. Sembra ovvio, ma è la regola che rispettano davvero tutti, anche nella stazione di Shinjuku all’ora di punta.
A volte nelle stazioni più grandi trovate due file diverse davanti alla stessa porta, per esempio una per il treno in arrivo e una per quello dopo. Guardate i cartelli sopra la banchina o semplicemente mettetevi dietro l’ultima persona della fila più lunga: di solito chi aspetta il treno successivo sta nella fila laterale.
Una volta dentro, non fermatevi davanti alle porte se non dovete scendere alla fermata dopo. Spostatevi verso il centro della carrozza per lasciare spazio a chi sale.
Se invece siete in piedi vicino alla porta e il treno è pieno, alle fermate più affollate è normale scendere un attimo sulla banchina, far passare chi deve uscire e risalire subito. Lo vedrete fare a tantissime persone ed è un gesto molto apprezzato.
Quando le porte stanno per chiudersi e suona la musichetta di partenza, non correte: a Tokyo tra un treno e l’altro passano pochi minuti, e buttarsi dentro all’ultimo è pericoloso e rallenta la partenza.
Come stare seduti
Sui sedili lunghi dei treni locali ogni posto è pensato per una persona, e in alcuni treni lo spazio è segnato anche dal colore o dalla forma della seduta. Sedersi a gambe larghe, accavallarle allungando il piede nel corridoio o lasciare un mezzo posto vuoto tra voi e il vicino sono le cose che danno più fastidio a chi viaggia ogni giorno.
Quando la carrozza si riempie, stringetevi e tenete la borsa sulle ginocchia invece che sul sedile accanto. Anche le gambe stese in avanti sono un problema, perché chi è in piedi non ha dove mettere i piedi.
Dormire in treno invece è normalissimo, tanto che è una delle scene più tipiche dei pendolari giapponesi. Se però vi accorgete che la vostra testa cade sulla spalla del vicino, cambiate posizione.
Sullo Shinkansen e sui treni espressi i sedili si reclinano. Prima di abbassare lo schienale è buona educazione girarsi e fare un piccolo cenno o chiedere con un semplice sumimasen alla persona dietro, e abbassarlo piano, non tutto di colpo. Se il vicino di dietro sta mangiando o lavorando al computer, aspettate un momento o reclinate poco.
Su molti treni espressi le file si possono anche ruotare per viaggiare di fronte in quattro. Si fa volentieri se il treno non è pieno, ma alla fine del viaggio si rimette il sedile nel verso di marcia.
Carrozze solo donne
Su molte linee di Tokyo, Osaka e delle altre grandi città ci sono carrozze riservate alle donne, di solito nelle ore di punta del mattino nei giorni feriali. Le riconoscete dagli adesivi rosa sulla banchina e sui finestrini, con scritte anche in inglese.
In queste carrozze possono salire anche i bambini fino alle elementari, le persone con disabilità e chi le accompagna. Non esiste una legge che vieta agli uomini di salirci, è un servizio basato sulla collaborazione dei passeggeri, ma un uomo adulto dentro una carrozza per sole donne verrà guardato male e a volte invitato a spostarsi.
Se viaggiate in coppia o in gruppo misto, controllate i cartelli sulla banchina prima di mettervi in fila, perché la carrozza per sole donne spesso è quella di testa o di coda. Fuori dagli orari indicati diventa una carrozza come le altre, e ci può salire chiunque.
In stazione
Le regole non finiscono quando si scende dal treno. Sulle scale mobili nella zona di Tokyo ci si ferma a sinistra e si lascia libera la destra, mentre a Osaka succede il contrario.
Le compagnie ferroviarie e le associazioni dei costruttori chiedono però di stare fermi senza camminare, e in alcune zone, come la prefettura di Saitama e la città di Nagoya, stare fermi sulle scale mobili è previsto da un regolamento locale. Io vi direi di adeguarvi a quello che fanno le persone davanti a voi: se tutti stanno su un lato, fate lo stesso.
Nei corridoi e sulle scale si segue il verso indicato dalle frecce a terra, che a volte è a sinistra e a volte a destra a seconda della stazione. Qualche altra attenzione che vi evita problemi:
- Passate dai tornelli con il biglietto già in mano: perché fermarsi a cercarla nello zaino blocca la fila dietro di voi.
- Se la carta dà errore: e il tornello si chiude, non tornate indietro spingendo, ma andate allo sportello del personale accanto ai tornelli.
- Non sedetevi per terra: sulle banchine o nei corridoi, nemmeno quando si aspetta a lungo.
- Fumare è permesso solo nelle aree dedicate: e sulle banchine non se ne trovano quasi più.
Tosse, profumi e trucco
Nei sondaggi tra i passeggeri, tossire senza coprirsi la bocca è arrivato in cima alla lista dei comportamenti più fastidiosi. Per questo, quando si ha il raffreddore, molti giapponesi portano la mascherina anche fuori dalla stagione dell’influenza.
Se vi sentite poco bene non è un obbligo, ma vi consiglio di tenerne una in borsa: si trovano in qualsiasi konbini e costano pochissimo, e in carrozza vi sentirete molto più tranquilli.
Anche i profumi molto intensi danno fastidio, perché in un treno pieno si sentono da un metro di distanza. Truccarsi in treno invece è una di quelle cose che si vedono spesso ma che molte persone considerano poco educate, soprattutto quando si usano spray o polveri.
Parlare al telefono in vivavoce, guardare video senza cuffie o salire ubriachi e rumorosi dopo una serata sono tutte cose che si notano subito. Sui treni dell’ultima ora del venerdì sera ne vedrete di tutti i colori anche tra i giapponesi, ma resta una cosa poco apprezzata.
Il mio consiglio
Quando qualcuno mi chiede come comportarsi sui treni in Giappone, rispondo sempre la stessa cosa: guardate cosa fanno le persone intorno a voi e copiatele. Nessuno si aspetta che un turista conosca ogni dettaglio, e un errore fatto in buona fede viene perdonato quasi sempre con un sorriso.
Ve lo dico sinceramente: le cose che contano davvero sono tre o quattro. Voce bassa, telefono in silenzioso, zaino giù dalle spalle, e il posto a chi ne ha bisogno. Il resto lo imparate in un paio di giorni.
Dopo una settimana vi sorprenderete ad abbassare la voce appena si aprono le porte, anche una volta tornati a casa.

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
