Interno del ristorante Cocktail Works a Karuizawa con un lungo bancone di legno, bottiglie di liquori e luci verdi.

Cocktail Works

Una piccola catena di cocktail bar con locali a Tokyo e uno in montagna a Karuizawa, dove al bancone tagliano la frutta al momento invece di aprire bottiglie di sciroppo. Cocktail Works è conosciuta per i cocktail con la frutta di stagione e per una collezione di gin artigianali che passa le duecento etichette.
Non è un indirizzo dove si beve e basta: la cucina è di base italiana, ci sono taglieri, pizza e pasta, e in alcuni locali si mangia anche a mezzogiorno. È il posto giusto per una serata in due o per bersi qualcosa di serio da soli.

Piatti e prezzi

Il menu del cibo è corto e pensato per accompagnare i bicchieri, ma non è roba buttata lì per riempire lo stomaco. La base è italiana, con qualche piatto che cambia da locale a locale a seconda di cosa trovano in zona: a Karuizawa, per esempio, usano il manzo di Shinshu sia nella bistecca sia nel ragù.
Nei locali dove fanno anche il pranzo l’impostazione cambia: pizza e pasta, poco altro.

  • Margherita: impasto sottile, bordo che si spezza sotto il coltello, basilico messo dopo la cottura
  • Bolognese di manzo Shinshu: pasta fresca bella elastica, ragù di sola carne bovina tirato con pomodoro e vino rosso, profumo di erbe
  • Insalata caesar con prosciutto stagionato: salsa fatta da loro, prosciutto affettato sottile sopra
  • Tagliere di salumi italiani: prosciutto crudo e salame, c’è anche la mezza porzione se siete in due e volete solo stuzzicare
  • Noci miste affumicate: le affumicano loro, salate il giusto, spariscono in due minuti
  • Cioccolato crudo fatto in casa: lo preparano ogni giorno e si scioglie appena lo prendi in mano
Marco Togni sorride tenendo un piatto di pasta in mano all'interno del ristorante Cocktail Works a Karuizawa.
Ordino un piatto di spaghetti al ragù serviti in una ciotola di ceramica. Il menu non si ferma ai drink ma offre una ristorazione completa e curata.
Veduta frontale dell'ingresso del ristorante Cocktail Works a Karuizawa con menù esposti e una persona all'interno.
L'ingresso in legno scuro espone subito i menu con i prezzi in chiaro. Date un'occhiata alle proposte fuori prima di accomodarvi.

La pizza è buona perché l’impasto resta sottile fino al centro e non è gommoso, ma sappiate che state pagando il bancone più della farina: una margherita così a Tokyo la trovate a metà prezzo in cento posti.
Il cioccolato è la sorpresa vera: non è una pralina qualsiasi, è morbido e amaro e regge benissimo un gin invecchiato o un whisky.

La sera si va sui 5.000-6.000 yen a testa con due o tre bicchieri e qualcosa da mangiare, e nei locali fuori Tokyo si sale ancora un po’ se prendete la carne alla griglia. A pranzo, dove lo fanno, siamo sui 2.000-3.000 yen con pasta o pizza. C’è poi un coperto di poco meno di mille yen a persona, che è normale nei bar giapponesi ma conviene mettere in conto prima di sedersi.
È un prezzo medio-alto, senza giri di parole. Però in ogni cocktail vi shakerano frutta tagliata sul momento, e questo altrove in città lo pagate un terzo in più.
Quando ho voglia di bere qualcosa di preciso senza dover parlare a bassa voce, è uno dei primi nomi che mi vengono in mente: ci torno perché è una delle poche catene dove il bicchiere è fatto come in un bar d’autore e intanto posso anche cenare.

Cocktail e gin

Dietro al bancone c’è gente che ha vinto gare di cocktail, e si vede da come lavorano la frutta: la tagliano, la pestano, la filtrano davanti a voi, senza premiscele. La carta si muove con le stagioni, e così l’agrume di gennaio e la pesca di agosto non sono un’aggiunta decorativa ma il motivo per cui quel bicchiere esiste in quel momento.
Ci sono anche i classici fatti dritti, martini e daiquiri, e una riga di analcolici seri per chi non beve.

Tra le cose fisse da guardare in carta: il mojito con earl grey e bourbon, dove il tè arriva prima e la mela chiude dolce; il bloody mary con pomodoro fresco invece del succo, molto più acido e vegetale di quello a cui siete abituati; una margarita con la cannella che sembra strana sulla carta e poi sta in piedi benissimo; e un sour con l’olio d’oliva, che lascia in bocca una sensazione morbida, quasi burrosa.
Vi avviso che qualcuno di questi tende dolce: se li volete più secchi ditelo mentre ordinate, lo fanno senza problemi.

Poi c’è il gin, che è la ragione per cui questo posto è finito nelle liste dei bar migliori della città. Oltre duecento bottiglie da tutto il mondo, e tra queste più di venti giapponesi, dal Ki No Bi di Kyoto a distillerie che in Italia non avete mai sentito nominare.
Un gin tonic qui non è il ripiego di chi non sa cosa ordinare: chiedete al barman che profilo vi piace, agrumato, floreale, resinoso, e vi tirano fuori la bottiglia giusta con la tonica abbinata. Il menu esiste anche in inglese e chi serve se la cava a spiegare, che in un bar da distillati fa tutta la differenza.

Vista ravvicinata del bancone del locale Cocktail Works a Karuizawa con una selezione di bottiglie di distillati.
Sulla superficie si allineano decine di etichette, con una netta preferenza per le declinazioni del gin. La disposizione ordinata facilita la scelta per le degustazioni.
Bottiglie di bitter su un'alzatina in metallo e lampada da tavolo sul bancone del ristorante Cocktail Works a Karuizawa.
Un'alzatina in ottone custodisce le boccette dei bitter artigianali. Sono questi estratti concentrati a definire il profilo aromatico dei drink più complessi.

Com'è dentro

I locali non sono fotocopie uno dell’altro, ma la mano è la stessa: ferro, ottone, legno di quercia e mobili vecchi recuperati, luci basse puntate sul bancone e poco altro acceso. Da qualche parte il soffitto è altissimo, altrove si sta più stretti tra un tavolo e l’altro.
Si va dalla ventina di coperti ai quaranta scarsi, sempre con un bancone lungo davanti alle bottiglie e qualche tavolo dietro.

Il bancone è il punto migliore e vi consiglio di puntarlo: da lì vedete il ghiaccio che viene tagliato, la frutta pestata, e potete farvi consigliare senza sentirvi in imbarazzo. Sedersi da soli non è strano, capita di continuo.
Non si fuma, e il volume della musica resta basso abbastanza da parlare senza alzare la voce.
La sera si riempie di coppie e di gruppetti da due o tre, gente che esce dall’ufficio e si toglie la giacca, qualche straniero che ha letto del gin. A pranzo, dove c’è, la scena cambia del tutto: luce dalla vetrina, tavoli occupati da chi mangia la pasta in mezz’ora, e i bicchieri restano fermi sugli scaffali.

Interno del ristorante Cocktail Works a Karuizawa con un lungo bancone di legno, bottiglie di liquori e luci verdi.
Il lungo bancone di legno è il fulcro del locale, illuminato da lampade a sospensione verdi. Scegliete i posti centrali per avere una visuale diretta sulle bottigliere.
Scaffali in legno con bicchieri e bottiglie di liquori presso il Cocktail Works a Karuizawa.
Tra i ripiani spiccano le bottiglie di Ichiro's Malt accanto a un vecchio telefono a disco. I calici sono divisi per formato in base alla tipologia di bevanda richiesta.

Limiti e avvertenze

Non è un posto da tutti i giorni e non pretende di esserlo. Tra coperto, due bicchieri e un paio di piatti da dividere il conto sale in fretta, e se venite dall’idea giapponese del bere spendendo poco in izakaya il salto lo sentite.
Chi cerca birra e fritti a buon mercato qui non trova quello che vuole.

Quando il bancone va pieno il ritmo rallenta parecchio: dietro c’è una squadra ridotta e ogni cocktail richiede tagliare, pestare, shakerare. Il secondo giro può farsi aspettare, e se avete fretta è meglio saperlo prima.
Anche la scelta del locale cambia la serata: alcuni sono più ristorante con il bar dentro, altri sono bar puri dove il cibo è di accompagnamento. Se il piano è cenare per davvero, puntate su quelli dove la cucina è centrale, come a Karuizawa.

In breve

Pro:

  • oltre duecento gin artigianali, con i barman che sanno indirizzarvi sul profilo che cercate
  • cocktail costruiti con frutta lavorata sul momento, non con basi pronte
  • si cena e non solo si beve, e al bancone si sta bene anche da soli, con l’inglese che non è un problema

Contro:

  • conto medio-alto, con coperto di poco meno di mille yen sopra ai consumi
  • carta dei piatti corta, e nei momenti di pieno i bicchieri arrivano con calma

Ideale per: una serata in due o una sosta seria da soli dopo il lavoro, e in qualche locale anche un pranzo veloce con pizza o pasta

Atmosfera: luci basse, ottone e mobili vecchi, gente che parla piano al bancone davanti a un muro di bottiglie

Conclusione

Quello che vi resta in testa uscendo non è un bicchiere in particolare, è il rumore del ghiaccio tagliato a mano a mezzo metro da voi, con l’odore della frutta appena pestata che arriva subito dopo. Sedetevi al bancone e lasciate che vi chiedano che profilo vi piace: è lì che il gin smette di essere una parola sull’etichetta e diventa una cosa che riconoscete.
Se ci passate una volta sola, prendete un gin tonic costruito su misura e chiudete con il cioccolato crudo. Nei locali dove fanno anche il pranzo il posto mostra un’altra faccia: a Karuizawa la pasta a mezzogiorno con il ragù di manzo di Shinshu è buona come un cocktail della sera, ed è la versione di questo bar che in pochi conoscono.
Andateci, e il secondo bicchiere lasciatelo scegliere a loro.

Informazioni utili

Nome: Cocktail Works Kanda
Orario: Lunedì - Venerdì: dalle 18 alle 3; Sabato: dalle 16 alle 23:30; Domenica: chiuso
Indirizzo: Japan, 〒101-0052 Tokyo, Chiyoda City, Kanda Ogawamachi, 3-chōme−7−13 ヴァンサンクビル 1F
Sito Internet: Cocktail Works Kanda
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Cocktail Works Kanda

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Nome: Cocktail Works Kagurazaka
Orario: Lunedì - Sabato: dalle 17:30 alle 2; Domenica: chiuso
Indirizzo: Japan, 〒162-0825 Tokyo, Shinjuku City, Kagurazaka, 3-chōme−2−39 カグラザカMKビル 2F / 2F MK Building
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).