Confezioni di salsicce di pesce e snack per bambini esposte negli scaffali di un supermercato a Beppu.©TY Lim - Shutterstock

Cibo per neonati e bambini in Giappone

Viaggiare in Giappone con un neonato o un bambino piccolo è molto più semplice di quello che si immagina, soprattutto sul fronte del cibo. Qui trovate praticamente tutto, di buona qualità e a prezzi ragionevoli, dai vasetti pronti al latte in polvere fino alle merende pensate per ogni fascia d’età.

Il problema vero non è la disponibilità, ma sapere dove cercare e come leggere le confezioni scritte solo in giapponese.

In questo pezzo vi spiego dove comprare, cosa aspettarvi negli scaffali e qualche trucco pratico per consigliare le famiglie che passano di qui con i più piccoli.

Dove comprarlo

La prima cosa da sapere è che il cibo per bambini non è confinato in un negozio speciale: lo trovate un po’ ovunque, il che è comodissimo quando siete in giro tutto il giorno. I posti dove vi mando più spesso sono questi.

  • Farmacie e drugstore come Matsumoto Kiyoshi, Welcia, Tsuruha, Sundrug e Cocokara Fine, che hanno quasi sempre una corsia dedicata con vasetti, latte in polvere, pannolini e salviette.
  • Supermercati grandi tipo Aeon o Ito Yokado, dove la scelta è più ampia e trovate anche il fresco e i prodotti a marchio, di solito più economici.
  • Akachan Honpo e Nishimatsuya: il paradiso se cercate qualcosa di preciso o volete la selezione più larga.
  • Don Quijote, aperto fino a tardi, che vi salva la serata quando finite le scorte a un orario in cui il resto ha già chiuso.

I konbini, cioè i minimarket come 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, sono un discorso a parte. Qualcosa capita di trovarlo, magari una confezione di latte o un vasetto singolo, ma non contateci troppo: la scelta è minima e cambia da negozio a negozio. Io li vedo come la soluzione d’emergenza a mezzanotte, non come il posto dove fare la spesa vera.

Come leggere l’età

Il Giappone divide il cibo per bambini per mesi di vita, e una volta capito lo schema diventa tutto facilissimo anche senza sapere il giapponese. Sulle confezioni trovate un numero grande che indica da quando quel prodotto è adatto: le fasce sono cinque e coprono tutta la fase dello svezzamento.

  • 5 mesi in su, per l’inizio dello svezzamento: creme lisce, riso frullato, verdure passate, roba senza pezzi.
  • 7 mesi in su, quando il bambino inizia a gestire consistenze più dense e piccoli pezzetti morbidi.
  • 9 mesi in su, con bocconcini più strutturati e pasti più simili a un piatto vero in miniatura.
  • 12 mesi in su, praticamente mini-menù completi, e da qui si passa al cibo per la fascia 1-3 anni.

Il numero è sempre ben visibile sul davanti della confezione, spesso dentro un cerchietto o su una fascia colorata. Vi consiglio di fidarvi del numero più che dell’immagine del piatto, perché la foto a volte trae in inganno e fa sembrare tutto più adatto ai grandi di quanto sia in realtà.

Vasetti e pouch

Il grande vantaggio del cibo pronto giapponese è che gran parte è mangiabile così com’è, senza scaldarla. Vasetti, vaschette e buste sono sterilizzati in confezione, quindi li aprite e li date direttamente al bambino. È una comodità enorme quando siete in treno, in un parco o dentro un tempio senza microonde a portata di mano.

Le marche che vedete dappertutto sono Wakodo e Kewpie, le due storiche, più Pigeon e le linee proprie dei supermercati. I formati principali sono tre, e la scelta dipende molto da come viaggiate:

  • Buste morbide, leggere e piatte, che occupano pochissimo spazio nello zaino e si buttano una volta usate. Le mie preferite per le giornate fuori.
  • Vasetti di vetro, un po’ più pesanti ma pratici perché vedete cosa c’è dentro, utili quando volete essere sicuri degli ingredienti.
  • Vaschette e liofilizzati, quelli dove aggiungete solo acqua calda, comodi in hotel dove il bollitore c’è quasi sempre.

D’inverno il cibo dal vasetto risulta freddino e non tutti i bambini lo gradiscono. In quel caso io vi direi di travasarlo in una ciotolina e scaldarlo un attimo, mai nel vetro originale. Molti bar e ristoranti, se glielo chiedete gentilmente, vi danno una mano con l’acqua calda senza fare storie: qui c’è una grande abitudine ad accogliere le famiglie.

Il latte in polvere

Se il vostro bambino prende il latte artificiale, sappiate che qui è di ottimo livello ed è controllato con standard rigidi, quindi potete comprarlo sul posto senza preoccupazioni. Le marche principali sono Meiji, Morinaga, Glico Icreo, Wakodo e Pigeon, e le trovate nei drugstore e nei supermercati grandi accanto agli altri prodotti per neonati.

Oltre alla classica polvere in barattolo, in Giappone si trova facilmente il latte liquido già pronto, quello che aprite e date senza dosare né sciogliere niente. Ne esistono anche i cubetti solubili in bustina, geniali in viaggio: uno o due cubetti a poppata, un po’ d’acqua calda e via, senza portarvi dietro il barattolone.

Il liquido pronto costa di più a parità di quantità, ma per le giornate in giro o per il volo lo consiglio senza esitazioni.

Una cosa da mettere in conto: qui il latte artificiale è pensato fino a circa un anno, poi si passa a un latte di crescita, il cosiddetto follow-up, adatto dai nove mesi in su.

Se il piccolo è abituato a una marca precisa che a casa vostra gli va bene, io onestamente vi direi di partire con una scorta sufficiente per i primi giorni, così eviterete cambi improvvisi proprio all’inizio della vacanza. Poi, una volta ambientati, potete valutare con calma cosa comprare qui.

Merende e snack

Superati i sei-sette mesi si apre il mondo delle merende, ed è forse la parte più divertente da esplorare negli scaffali. I senbei di riso pensati per i bambini sono l’oggetto che vedo funzionare meglio in assoluto: si sciolgono in bocca, non fanno briciole dure e tengono impegnato il bambino mentre voi mangiate in santa pace.

Accanto ai senbei trovate biscottini, wafer e piccole gallette, spesso arricchiti con ferro o calcio, sempre divisi per fascia d’età. Le porzioni sono di solito in mini-buste singole dentro la confezione grande, così ne aprite una alla volta e il resto resta chiuso e pulito nello zaino.

Ci sono anche succhi e bevande a base di frutta e verdura studiati per i piccoli, ma su quelli vi consiglio di andarci piano: sono comodi da avere, non da usare a ogni pasto.

Ordinare su Amazon

Un trucco che consiglio spessissimo a chi resta più giorni nello stesso posto è usare Amazon Japan e farsi spedire in hotel le cose ingombranti o difficili da trasportare. Pannolini in confezione grande, barattoli di latte, scorte di vasetti: invece di girare con lo zaino pieno, ordinate e ve li trovate alla reception.

C’è però una regola che per me non si tocca: chiedete sempre prima il permesso all’hotel. La maggior parte accetta senza problemi di ricevere pacchi per gli ospiti, ma alcuni non lo fanno, e presentarsi con una consegna a sorpresa mette in difficoltà il personale.

Vi consiglio di scrivere o chiedere alla reception qualche giorno prima, indicando il vostro nome e le date del soggiorno, e di far combaciare la consegna con i giorni in cui siete davvero lì. Fatelo e vi risparmierete un sacco di peso e di stress, soprattutto se viaggiate con un solo bambino e già tante borse.

Allergie e ingredienti

Leggere le etichette in giapponese sembra un ostacolo, ma si risolve col telefono. Io uso la fotocamera dell’app di traduzione puntata sulla confezione: non sarà perfetta, però per capire ingredienti principali e allergeni funziona più che bene.

Il punto a vostro favore è che qui l’indicazione degli allergeni è molto dettagliata e riportata in modo chiaro sulle confezioni, con un elenco lungo di ingredienti a rischio segnalati per legge. Se il vostro bambino ha un’allergia seria, questa è una bella sicurezza.

Detto ciò, quando l’allergia è importante non mi fiderei solo della traduzione automatica: portatevi da casa una scorta dei prodotti di cui siete certi e usate quelli locali come integrazione. Meglio abbondare in prudenza che scoprire un ingrediente sbagliato a metà viaggio.

Mangiare fuori

Girare per ristoranti con un bambino piccolo qui è meno complicato di quanto temono in tanti. Le catene di famiglia, i cosiddetti family restaurant come Gusto, Saizeriya o Jonathan’s, sono i posti dove mando sempre chi viaggia con figli piccoli: hanno seggioloni, menù per bambini, spazio per il passeggino e nessuno che storce il naso.

In questi locali capita spesso di poter scaldare il vostro cibo o avere acqua calda per il latte, basta chiedere.

Nei ristoranti più piccoli e tradizionali, invece, lo spazio è ridotto e il passeggino diventa un problema, quindi valutate in base all’età del bambino. Un neonato che dorme nella fascia è gestibile ovunque, un bambino di un anno che vuole muoversi rende molto di più in un locale ampio con il seggiolone.

Cosa portare da casa

Anche se qui trovate quasi tutto, un piccolo kit di partenza ve lo consiglio comunque, giusto per i primi giorni e per le emergenze. Non serve riempire la valigia: bastano poche cose mirate.

  • Una scorta del latte o dei vasetti a cui il bambino è già abituato, per non cambiare tutto appena arrivati.
  • Posatine e ciotolina vostre, così avete sempre qualcosa di familiare a portata di mano.
  • Prodotti specifici per allergie, che sono la cosa più difficile da rimpiazzare al volo.
  • Bavaglini usa e getta e sacchetti, perché in giro i cestini in Giappone sono pochi e vi troverete spesso a portarvi dietro l’immondizia.

Il resto compratelo qui con calma il primo giorno, magari facendo un salto in un drugstore vicino all’hotel per capire cosa piace al bambino prima di fare scorte grandi.

Il mio consiglio

Se dovessi riassumere in una frase: rilassatevi, perché sul cibo per i piccoli il Giappone è uno dei posti più facili in cui viaggiare. Portatevi lo stretto necessario per i primi giorni, comprate qui il resto e sfruttate le consegne in hotel per le cose pesanti.

La parte più divertente, ve lo dico sinceramente, è girare tra gli scaffali e scoprire quanta roba pensata per i bambini esiste qui. Voi come ve la cavereste, con un vasetto di verdure giapponesi e un pacchetto di senbei nello zaino?

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).