A 42 metriChina Town a YokohamaA 42 metri
La China Town più grande del Giappone.

Una rosticceria-ristorante cinese nella Chinatown di Yokohama, conosciuta soprattutto per una cosa che si compra dalla strada: l’anatra alla pechinese arrotolata, da mangiare in piedi mentre si gira il quartiere.
Chukagai Daihanten ha una sala enorme con il menu a volontà e decine di piatti fra dim sum, carne e verdure saltate, ma la parte che secondo me batte tutto è il banco davanti all’ingresso, dove tagliano l’anatra a vista e ve la passano già chiusa nella sfoglia.
È il posto giusto se state facendo il giro di Chinatown senza voglia di sedervi, e anche se siete in gruppo e cercate una tavolata dove ognuno ordina quello che vuole.
Al banco sulla strada si spende pochissimo per quello che si mangia: il rotolino di anatra sta sui 300–400 yen, e con 700–1.000 yen a testa vi fate un pranzo in piedi prendendo due o tre cose. Dentro, il menu a volontà viaggia sui 3.000–4.000 yen a persona a seconda della formula e del giorno, una cifra media per Chinatown.
La salsa è dolce e sta un passo avanti rispetto al resto, il cetriolo serve proprio a tenerla a bada. Se non amate il dolce sulla carne, mettetelo in conto.
Qui poi non c’è il rito dell’anatra portata intera al tavolo e affettata davanti a voi. Vi danno carne con la pelle sopra, non le fettine di sola pelle della versione da cerimonia, ed è un motivo in più per cui costa così poco.
Quando passo da Chinatown e non ho voglia di sedermi, questo è il primo banco dove mi fermo: con poche centinaia di yen ho in mano anatra tagliata al momento sotto i miei occhi, e per me è il boccone più buono di tutto il giro.
Il banco è incastrato in un angolo della facciata del ristorante, con la vetrina delle anatre appese e il tagliere sempre occupato. Chi sta dietro non si ferma mai: stacca la carne, la appoggia sulla sfoglia, aggiunge cetriolo e cipollotto, chiude e passa avanti.
Vedere il coltello che lavora a mezzo metro da voi mentre aspettate è mezzo motivo per fermarsi lì invece che al banco di fianco.
Davanti c’è la fila, ma non spaventatevi: anche con una dozzina di persone davanti si arriva alla cassa presto, perché è un banco che serve una cosa sola e la serve in fretta.
Nel fine settimana la coda esce sul marciapiede e si mescola con la gente che passa, e siccome il corso è stretto ci si trova spalla a spalla con chi sta solo camminando. Nessun problema, si scorre.
Appena dentro c’è un ripiano per appoggiare il bicchiere e qualche sgabello, il minimo per mangiare senza tenere tutto in mano.
Se prendete anche la zuppa vi consiglio di usarlo, perché camminare per Chinatown con un bicchiere caldo di brodo denso e un rotolino nell’altra mano è una manovra che non finisce bene.
La sala è un’altra storia: tre piani, un paio di centinaia di coperti, tavoli rotondi grandi e stanze separate per le comitive. Si ordina dal menu scrivendo o indicando quello che si vuole, non c’è il banco self-service con le vaschette, per cui i piatti arrivano caldi uno dopo l’altro come in un ristorante normale.
Le formule sono due, una con più piatti disponibili dell’altra, e la differenza sta soprattutto negli ingredienti di fascia alta.
A mezzogiorno il posto si riempie di famiglie e di gruppi in gita, la sera di tavolate aziendali con le bottiglie di birra in mezzo e il piatto girevole che non si ferma mai. Rumore, bambini, camerieri che passano con i vassoi: non è una cena intima, è una mangiata in compagnia.
La qualità in sala è quella di un buon ristorante da gruppi, non di una cucina d’autore, e ve lo dico senza problemi: se siete in due e cercate il piatto della vita, il rapporto qualità-prezzo rende più interessante il banco fuori.
L’anatra alla vostra tavola è la stessa che vendono sulla strada, e per molti è il vero motivo per scegliere il menu a volontà qui invece che altrove.
Se siete un gruppo di sei o otto persone che vogliono provare tanto senza mettersi a fare i conti, la sala risolve la serata.
Chinatown è un posto da mangiare camminando, e qui trovate uno dei pochi banchi dove quello che vi mettono in mano è carne vera e non solo impasto fritto. Chi viaggia da solo, chi ha poco tempo, chi vuole assaggiare cinque cose diverse in cinque negozi diversi: siete tutti nel posto giusto.
Vale la deviazione anche se state dall’altra parte del quartiere, perché a questo prezzo un’anatra fatta con la ricetta della scuola di Pechino non la trovate a ogni angolo.
Un’avvertenza onesta: la sfoglia già chiusa si ammorbidisce mano a mano, e dopo una ventina di minuti nel sacchetto la pelle perde quel colpo croccante che è il bello del boccone.
Mangiatelo appena ve lo passano, non tenetelo nel sacchetto per dopo.
Pro:
Contro:
Ideale per: una sosta in piedi durante il giro di Chinatown, oppure una tavolata numerosa che vuole assaggiare un po’ di tutto
Atmosfera: banco da strada trafficato davanti a un ristorante su tre piani, gente che mangia in piedi sul marciapiede
Da ordinare: anatra alla pechinese, e se volete aggiungere qualcosa il set con zuppa e panino al vapore
Di tutta la Chinatown di Yokohama, il gesto che mi resta in testa è quello del coltello che stacca la pelle dall’anatra appesa e la appoggia sulla sfoglia mentre voi aspettate il vostro turno. Fermatevi al banco anche se avete già mangiato altrove: un rotolino entra sempre, e la coda davanti non è lì per caso.
Se passate una volta sola, prendete l’anatra e la zuppa e mangiatele lì davanti, in piedi, con il rumore della strada intorno. Andateci affamati.
Questo posto è su MarcoMaps
Chukagai Daihanten
La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.


Chukagai Daihanten - lì vicino trovate:
A 42 metriLa China Town più grande del Giappone.
Panini con pinne di squalo.
A 156 metriDedicato a un generale cinese.
Xiaolongbao alla piastra con brodo.
A 328 metriStadio del baseball.
Caffè all'uovo e banh mi.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).