Abiti e kimono in vendita su scaffali metallici all'interno del negozio Chicago Harajuku a Tokyo.

Chicago

Una catena di negozi di vestiti usati in Giappone dove, tra jeans americani e felpe anni Novanta, trovate anche kimono e yukata veri, di seconda mano. Chicago ha i suoi negozi a Harajuku, a Kichijoji e non solo, e mette insieme roba giapponese, americana ed europea.
Ci venite per rovistare tra gli stender in cerca del pezzo giusto, per portarvi a casa un kimono senza spendere una fortuna o per trovare un regalo che non sappia di negozio di souvenir. Anche se uscite a mani vuote, il giro non è mai tempo perso.

Cosa si compra e prezzi

Si compra abbigliamento usato di tutti i giorni, da uomo e da donna, più tutta la parte giapponese: kimono, yukata e quello che serve per indossarli. La roba occidentale è quasi tutta dagli anni Novanta in poi, lavata e stirata prima di finire sugli stender, e i capi giapponesi sono divisi per tipo, con un cartellino in inglese che vi dice cosa avete in mano.

  • Kimono usati: dai modelli semplici da tutti i giorni a quelli da cerimonia, con fantasie a fiori, geometriche o in tinta unita.
  • Yukata: il kimono leggero di cotone che in estate si mette per i festival e i fuochi d’artificio, anche in taglie da bambino.
  • Obi e accessori: le cinture larghe da kimono, quelle più semplici per lo yukata, i calzini tabi e i cordoncini per chiudere tutto.
  • Haori, happi e jinbei: la giacca corta da mettere sopra il kimono, la casacca delle feste di quartiere e il completo estivo con pantaloncini.
  • Jeans e pantaloni da lavoro: tanti Levi’s, con il modello 505 in prima fila, e pantaloni Carhartt.
  • Felpe e magliette: Champion e stampe americane, i pezzi che i ragazzi giapponesi cercano per vestirsi in stile anni Novanta.

Per le magliette e le camicie si spende sui 1.000–2.000 yen, gonne e vestiti stanno intorno ai 3.000 yen e i jeans partono dai 4.000 yen in su, a seconda di come sono tenuti. I kimono partono dai 2.000–3.000 yen e un obi si porta a casa con un paio di migliaia di yen.
Per un kimono vero, anche se usato, sono cifre bassissime che in un negozio di abiti tradizionali nuovi non bastano nemmeno per la cintura.

Vi avviso subito che non è un negozio da collezionisti: i Levi’s rari e le giacche militari da museo stanno altrove, qui c’è il vintage normale da mettere addosso domani. Chi cerca il pezzo da vetrina esce deluso, chi vuole un paio di jeans buoni esce contento.
Sui kimono controllate sempre la lunghezza delle maniche e guardate bene la stoffa alla luce, perché qualche macchiolina o un filo tirato ci può stare. Un kimono di seta piegato occupa pochissimo in valigia, mentre gli obi più rigidi sono pesanti e non si arrotolano come vorreste.
Gli yukata sono la cosa più facile da regalare: sono di cotone, si lavano, non serve saperli indossare alla perfezione e ai vostri amici in Italia fanno comunque effetto.

Il rapporto qualità-prezzo è la ragione per cui questa catena mi piace così tanto. Non trovate l’affare da 100 yen a ogni stender, ma quasi tutto quello che prendete in mano è in buono stato e costa il giusto per quello che è.
Ci passo ogni volta che ho amici dall’Italia che vogliono uno yukata da riportare a casa, perché con poche migliaia di yen se ne vanno con uno vero, usato davvero da qualcuno, al posto di quelli in poliestere stampato delle bancarelle turistiche.

Stand di capi di abbigliamento happi colorati all'interno del negozio Chicago Harajuku nel quartiere di Harajuku, Tokyo.
Oltre ai kimono ci sono interi scaffali dedicati agli happi colorati. I cartelli affissi aiutano a orientarsi tra le taglie e gli accessori come le cinture tradizionali.
Dettaglio ravvicinato di tessuti colorati e fantasie geometriche su capi di abbigliamento appesi da Chicago Harajuku.
Frugando tra le grucce sbucano tessuti sintetici e fantasie geometriche dai colori accesi. È la sezione perfetta per chi cerca abbigliamento eccentrico a poco prezzo.

Il reparto kimono

La parte giapponese è quella che vi consiglio di non saltare, anche se siete entrati per un paio di jeans. I capi sono separati per uomo e donna e per tipo, per cui gli yukata non si mischiano con i kimono da cerimonia e i bambini hanno i loro stender a parte.
Le cinture per lo yukata hanno scritto Yukata Belt sul cartellino, e così via per ogni pezzo: se non sapete la differenza tra un haori e un kimono, ve la spiegano i cartelli senza dover chiedere.

Tra i kimono da cerimonia ci sono stoffe che si toccano volentieri, seta pesante con ricami e fantasie di stagione come glicine, fiori di ciliegio o la luna. Mettetevi con calma a sfogliare le grucce una a una: i pezzi più belli non sono appesi in vista ma infilati in mezzo agli altri.
Molti comprano un kimono non per indossarlo ma per appenderlo in casa o tagliarlo e farci qualcos’altro, cuscini o borse. A questi prezzi il dispiacere di tagliare la seta è molto meno.

Interno del negozio Chicago Harajuku a Tokyo con file di kimono e yukata appesi su scaffali.
I corridoi sono stretti e densi di merce, con i capi scuri separati da quelli chiari e floreali. Conviene scorrere le grucce con calma per esaminare bene i tessuti.
Una selezione di vestiti vintage, inclusi kimono e yukata a Chicago Harajuku, appesi su rastrelliere in un negozio.
L'organizzazione su due livelli permette di sfogliare decine di giacche in velluto in alto e pantaloni in basso. Armatevi di pazienza per valutare ogni singolo capo.

Com’è dentro

I negozi sono pieni fino in fondo, con gli stender uno dietro l’altro divisi per marca e per tipo di capo. I pezzi più richiesti stanno vicino all’ingresso, e dove c’è più di un piano ne trovate altri appena finite le scale.
Si cammina guardando le grucce da vicino più che gli scaffali, e per fare un giro serio ci vuole almeno mezz’ora, anche solo tra magliette e jeans.

La gente che trovate tra le corsie è di due tipi: ragazzi giapponesi che cercano la felpa giusta e turisti che si provano uno yukata davanti allo specchio. Nel fine settimana i camerini hanno la loro fila e alla cassa si aspetta un po’, mentre in una mattina di metà settimana si gira molto meglio.
I capi nuovi arrivano di continuo, per cui lo stesso negozio a distanza di un mese sembra un altro.

Fanno il tax free per i turisti, quindi portatevi dietro il passaporto se pensate di comprare più di un pezzo. Le carte straniere passano senza problemi.

In breve

Pro:

  • kimono, yukata e obi usati a cifre bassissime per quello che sono
  • jeans e felpe americane in buono stato a prezzi da tutti i giorni
  • cartellini in inglese su ogni pezzo della parte giapponese

Contro:

  • niente vintage raro da collezione
  • fila ai camerini nel fine settimana e alla cassa

Ideale per: chi vuole riportare a casa un kimono o uno yukata vero senza svenarsi

Atmosfera: stender fitti, ragazzi giapponesi e turisti davanti agli specchi

Da comprare: yukata di cotone da regalare e un obi da abbinare

Conclusione

Qui non si paga il nome né il pezzo raro: si paga poco per vestiti che hanno già avuto una vita e che ne possono avere un’altra. La forza di Chicago è mettere un kimono vero alla portata di chiunque passi da Tokyo, e trovare nello stesso posto i jeans per il giorno dopo. Magari non comprate niente, ma vale la pena entrare anche solo per sfogliare la seta, e se trovate il pezzo giusto lo pagate molto meno che in qualsiasi negozio di abiti tradizionali.

Informazioni utili

Nome: Chicago Harajuku
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 11 alle 20
Indirizzo: Japan, 〒150-0001 Tokyo, Shibuya, Jingūmae, 6-chōme−31−15 2F
Sito Internet: Chicago Harajuku
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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