A 5758 metriIsola IriomoteA 5758 metri
Isola incontaminata nell'arcipelago Yaeyama.

Una cascata in mezzo alla giungla subtropicale, nel nord dell’isola di Iriomote, a cui si arriva prima in canoa tra le mangrovie e poi a piedi nella foresta, e dove alla fine ci si butta in acqua proprio sotto il getto. Le Cascate di Pinaisara sono il salto d’acqua più alto di Okinawa: si possono guardare dal basso, nuotando nella vasca, oppure dall’alto, con la foresta e il mare sotto i piedi.
È l’escursione che consiglio a chiunque venga a Iriomote anche solo per un giorno. Sembra una spedizione, ma la fanno famiglie, coppie e persone che non hanno mai preso in mano una pagaia.
L’arrivo alla cascata è il premio, ma tutto il percorso fa parte della gita. In ordine, quello che vi trovate davanti è questo:
La canoa è più facile di come sembra. Le canoe sono larghe e stabili, non si ribaltano, per cui anche chi non ha mai remato ci prende la mano dopo pochi colpi.
Il sentiero invece va preso sul serio. Si sale nella foresta tra radici e rocce, ci sono tratti ripidi e qualche passaggio stretto, e dopo la pioggia è fango ovunque. Chi ha problemi alle ginocchia o fatica con le scale lo sente.
Non si fa tutto in una volta sola: le gite più brevi vanno o alla vasca o alla cima, e per vederle entrambe serve il giro lungo.
Secondo me, se dovete sceglierne una, prendete la vasca. Dall’alto si vede tutto il paesaggio, ma la cascata non la vedete davvero, perché ci siete sopra. Dal basso invece ce l’avete davanti tutta, l’acqua vi arriva in faccia e il rumore copre le voci.
In acqua si entra col giubbotto di salvataggio, e si galleggia tranquillamente anche senza saper nuotare bene. Vi avviso che l’acqua è più fredda di quella del mare, ma dopo la salita nell’umido della giungla non vi sembrerà affatto.
A questa cascata non ci si arriva per conto proprio: l’area è protetta e si entra solo con una guida autorizzata, con un tetto di persone al giorno. Le guide sono gente dell’isola che conosce ogni pianta e ogni uccello, si fermano a spiegare e fanno sembrare la camminata molto più corta di quanto sia.
Il risultato è che sembra di aver fatto l’avventura della vita, e forse lo è davvero, ma è una cosa semplice e alla portata di tutti. Quando qualcuno mi chiede cosa fare a Okinawa che non sia solo spiaggia, rispondo sempre questo, perché nella stessa uscita si passa per un fiume con le mangrovie, una giungla con alberi giganti e un bagno sotto una cascata, ed è un Giappone che quasi nessuno si immagina.
La cascata cambia con le stagioni più di quanto si pensi. D’estate e fino all’autunno si viene per fare il bagno: fa caldo, nella vasca ci si sta volentieri a lungo e la luce passa tra le foglie fino all’acqua.
D’inverno piove di più e la cascata è più gonfia, con un salto più pieno e rumoroso, ma il bagno diventa una cosa per pochi coraggiosi. Se per voi la cosa più importante è entrare in acqua, scegliete i mesi caldi.
La folla qui non è un problema, proprio per quel limite di ingressi. Nella vasca trovate qualche altro gruppo con la sua guida, chi si fa le foto, chi galleggia, ma nessuno che si spinge.
Il tempo conta molto di più. Con la pioggia forte il sentiero diventa scivoloso e le gite si possono annullare, e con il cielo coperto dalla cima il mare perde tutto il suo colore. Le giornate di sole dopo qualche giorno asciutto sono quelle in cui rendono meglio sia la camminata che la vista dall’alto.
Bagnarsi è inevitabile: si scende dalla canoa con i piedi in acqua, si attraversano rivoli e si suda parecchio. Mettetevi il costume già sotto i vestiti e scegliete roba che asciuga in fretta, niente gonne. Servono anche scarpe che tengono bene sulla roccia bagnata, perché con le infradito il sentiero è un rischio.
La salita è la parte faticosa: non è lunga, ma non dà tregua, l’aria è umida e c’è sempre da guardare dove mettete i piedi. In cambio quasi tutto il sentiero è all’ombra degli alberi.
Con i bambini si può fare, a patto che siano abbastanza grandi da remare un po’ da soli e da camminare sulle loro gambe. Per i più piccoli, e per chi va con il passeggino, non è adatto.
Per la foto la vasca è il punto migliore: mettetevi in acqua di fronte alla cascata e inquadrate in verticale, così c’entra tutto il salto, dalla cima con le piante fino alla schiuma. Il giubbotto rosso sul turchese dell’acqua salta all’occhio subito.
Le Cascate di Pinaisara non sono una cosa da vedere e basta: sono un’uscita in cui si rema, si sale tra le radici, ci si infanga e alla fine ci si tuffa. È la cascata in sé a darvi il motivo per partire, ma è la strada per arrivarci a rendere la gita diversa da qualsiasi altra in Giappone, e vale ogni goccia di sudore.
Se state decidendo cosa fare a Iriomote, partite da qui. L’unico motivo per lasciar perdere è non poter camminare su un sentiero ripido e scivoloso: in quel caso il giro in canoa tra le mangrovie si fa anche da solo, e vi porta già lontano.
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Cascate di Pinaisara
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).