Buon compleanno in giapponese
Dire buon compleanno in giapponese è una di quelle frasi che conviene imparare, perché fa piacere a chiunque la riceva. Basta una sola espressione per fare bella figura con un amico, un collega o la persona che vi ospita durante il viaggio.
In giro però si trovano tante varianti, e non tutte vanno bene in ogni situazione: cambia molto se parlate con un amico o con un superiore, se scrivete un messaggio o se siete al ristorante. Poi c’è il modo in cui si festeggia, dalla torta alle fragole fino ai compleanni della longevità, che qui contano più di tutti gli altri.
Indice
La frase base
Per dire buon compleanno in giapponese si usa otanjobi omedeto (お誕生日おめでとう). Tanjobi vuol dire compleanno, letteralmente giorno di nascita; la o davanti lo rende più gentile e omedeto equivale ad auguri o congratulazioni.
Si pronuncia più o meno come si legge, con due accortezze: la o di tanjobi e quella finale di omedeto in realtà sono vocali allungate, quindi tenetele un attimo in più. Nella scrittura in romaji le trovate spesso come tanjoubi e omedetou, ma vi basta sapere che vanno strascicate leggermente.
La versione cortese è otanjobi omedeto gozaimasu (お誕生日おめでとうございます). Gozaimasu aggiunge rispetto, e la differenza non è un dettaglio: con un amico va bene la forma corta, con un collega più grande, un insegnante o il proprietario del vostro ryokan vi consiglio sempre quella lunga.
Tra amici stretti potete anche togliere la o iniziale e dire tanjobi omedeto, che suona ancora più alla mano.
Altre frasi utili
Il giapponese usa poco le frasi lunghe per gli auguri a voce, ma nei messaggi e nei biglietti si aggiunge quasi sempre qualcosa dopo la frase base. Queste sono quelle che vedo usare di più:
- Suteki na ichinen ni narimasu yo ni (素敵な一年になりますように), cioè che sia un anno bellissimo, è la chiusura più comune nei biglietti.
- Osoku natta kedo, tanjobi omedeto (遅くなったけど誕生日おめでとう) serve per gli auguri in ritardo, una cosa che succede a tutti.
- Happi basude (ハッピーバースデー) è il classico happy birthday adattato, lo trovate scritto su torte e cartoline e si usa tra giovani.
- Kore kara mo yoroshiku (これからもよろしく) significa più o meno continuiamo così insieme, ed è perfetta per un amico o un collega con cui avete un bel rapporto.
Se dovete scrivere a un superiore, restate sulla forma con gozaimasu e aggiungete magari un augurio di salute. In Giappone l’eccesso di confidenza in un messaggio scritto si nota più che a voce, per cui nel dubbio meglio essere formali, anche un po’ più del necessario.
Come si festeggia
Il compleanno in Giappone si festeggia, ma in modo più contenuto rispetto a quanto molti si aspettano. I bambini fanno la festa con la torta e gli amici, mentre tra adulti di solito ci si limita a una cena con il partner o con pochi amici, e spesso nemmeno nel giorno esatto.
Sul lavoro non esiste l’abitudine di portare dolci in ufficio per il proprio compleanno: a volte i colleghi vicini fanno un piccolo regalo o un biglietto firmato da tutti, ma dipende molto dall’azienda.
La torta più classica è la shortcake alle fragole, una torta soffice con panna montata e fragole sopra, la stessa che si mangia a Natale. Si compra in pasticceria con la placchetta di cioccolato con il nome scritto sopra, e le candeline in genere le danno gratis insieme alla torta.
La canzone che si canta è Happy Birthday, quasi sempre in inglese o con una pronuncia molto giapponese. Non esiste una versione locale diffusa, quindi se cantate in inglese non sembrerete fuori posto.
Al ristorante
Molti ristoranti, dalle catene alle izakaya fino ai locali più eleganti, preparano un piatto speciale per il compleanno se lo chiedete. Di solito è un dessert con una scritta in cioccolato sul piatto, a volte con una candelina, e lo staff lo porta al tavolo con un piccolo applauso o una canzone.
Va richiesto però al momento della prenotazione, non la sera stessa. Sui siti di prenotazione spesso c’è proprio un’opzione da spuntare per il compleanno o l’anniversario, dove potete scrivere il nome e il messaggio.
Se volete fare una sorpresa a qualcuno durante il viaggio, i passaggi sono pochi:
- Prenotate online oppure fatevi aiutare dall’hotel a chiamare, specificando che si tratta di un compleanno, che in giapponese si dice tanjobi.
- Indicate il nome da scrivere sul piatto in caratteri latini, perché in genere lo copiano senza problemi.
- Chiedete se il dessert è incluso o a pagamento: spesso è un omaggio, ma nei locali di livello più alto può costare qualche migliaio di yen in più.
- Avvisate se la persona festeggiata ha allergie, visto che il dolce lo preparano apposta.
Gli hotel di fascia medio-alta fanno qualcosa di simile, con una piccola torta in camera o un biglietto. Vi consiglio di scriverlo nelle note della prenotazione: non sempre ottenete qualcosa, ma chiedere non costa nulla.
Età e tradizioni
Per secoli in Giappone l’età si è contata in modo diverso. Con il sistema chiamato kazoedoshi si nasceva già con un anno e si diventava tutti un anno più vecchi insieme a Capodanno, non nel giorno del compleanno.
Il conteggio moderno, con l’anno in più che scatta al compleanno, è diventato ufficiale intorno al 1950, ma il vecchio metodo resiste ancora in alcune ricorrenze tradizionali e nelle cerimonie dei templi, dove a volte si calcolano gli anni sfortunati proprio con l’età contata alla vecchia maniera.
Stupisce anche molti giapponesi il fatto che per la legge si compie un anno in più il giorno prima del compleanno, non il giorno stesso. Per questo i bambini nati il primo aprile finiscono nella classe dell’anno precedente, visto che l’anno scolastico inizia ad aprile.
Il primo compleanno è quello più ricco di tradizioni. In molte famiglie si fa portare al bambino sulla schiena un grosso mochi da circa due chili, chiamato isshomochi, come augurio di una vita lunga e senza fame.
Spesso si fa anche l’erabitori: davanti al bambino si mettono oggetti come una penna, delle monete o un pallone, e quello che afferra per primo dovrebbe indicare il suo futuro. È un gioco, ma le famiglie lo prendono con un certo entusiasmo e riempiono il telefono di foto.
I compleanni speciali
Da adulti, i compleanni che contano davvero sono quelli della longevità, chiamati in generale toshiiwai.
Ognuno ha un nome e un colore, e spesso i figli organizzano una cena o un piccolo viaggio con tutta la famiglia.
- Il kanreki, a 60 anni: è il più famoso, segna il ritorno all’inizio del ciclo dello zodiaco cinese e il festeggiato indossa per tradizione un gilet rosso imbottito chiamato chanchanko.
- Il koki, a 70 anni: prende il nome da un verso di una poesia cinese che definiva rara questa età.
- Il kiju, a 77 anni: deriva da una forma corsiva del carattere della gioia che ricorda il numero 77.
- Il beiju, a 88 anni: è legato al carattere del riso, che si può scomporre negli elementi di otto, dieci e otto.
- L’hakuju, a 99 anni: si ottiene togliendo un tratto al carattere di cento, e cento meno uno fa novantanove.
Se conoscete qualcuno che compie uno di questi anni, nominare il compleanno speciale fa davvero piacere. Kanreki omedeto gozaimasu, ad esempio, fa capire che sapete quanto conta quella ricorrenza.
Il regalo giusto
Tra amici il regalo è quasi sempre qualcosa di piccolo e pensato: un dolce buono, un oggetto utile, un buono per un caffè mandato tramite LINE, l’app di messaggi che usano praticamente tutti. Quando ho dubbi su cosa regalare a qualcuno qui, vado sempre su un dolce confezionato bene o su qualcosa di consumabile, perché non lascia l’imbarazzo di un oggetto da tenere per forza.
Il pacchetto conta quanto il contenuto, e i negozi lo fanno gratis o per poco se chiedete la confezione regalo.
Un’abitudine da conoscere è l’okaeshi, il regalo di ricambio: spesso chi riceve qualcosa ricambia in un secondo momento con un pensiero di valore simile o più basso. Per i compleanni tra amici questa regola è più leggera, ma se fate un regalo importante a un conoscente non stupitevi se poi ne arriva uno anche a voi.
Ve lo dico sinceramente: anche se vi ricordate solo otanjobi omedeto, detto con un sorriso fa già tutto il lavoro. Se poi avete un amico giapponese che compie gli anni mentre siete qui, io gli porterei una fetta di shortcake alle fragole e gli farei gli auguri con gozaimasu, anche se siete in confidenza. Riderà di sicuro, e se lo ricorderà.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
