A 279 metriNakauA 279 metri
Ottimo fast food di cibo giapponese.

Un café taiwanese a Horie, a Osaka, con la facciata gialla in mezzo ai negozi di vestiti e una specialità precisa: i pancake. Belle Epoque è la prima sede giapponese di un’insegna nata a Taipei, e qui i pancake si fanno in due modi diversi: quelli alti e cicciotti e quelli soufflé, montati e cotti dopo che avete ordinato.
Accanto ai dolci ci sono brunch salati, acai bowl e qualcosa da portare via, per cui ci venite sia per una colazione lunga sia per una merenda dolce nel giro tra Horie e Shinsaibashi. Se di solito i dolci vi sembrano troppo zuccherati, questo è il posto giusto: la dolcezza resta sempre un passo indietro rispetto a quella che vi aspettate.
I pancake si dividono in due famiglie e la differenza si sente parecchio. Da una parte i soufflé, fatti con gli albumi montati; dall’altra quelli alti e compatti, più vicini all’idea americana, che arrivano a forma di cuore con la panna sopra.
La prima famiglia è il motivo per cui si viene fin qui: l’interno è umido e cede, e il profumo di tè al latte nell’impasto lo sentite prima ancora di assaggiare.
La tapioca sopra il soufflé è morbida e dolcissima di zucchero nero, e sotto c’è la crema di formaggio salata: il dolce-salato è la cosa che vi resta in bocca alla fine, e a chi quel gioco non piace conviene ordinare la versione con frutta e miele.
I soufflé non arrivano in fretta: si ordina, ci si siede e si aspetta un bel po’, perché li montano e li cuociono sul momento. Chi ha venti minuti contati prenda altro.
Sul fronte salato, il toast della casa arriva con uova, bacon, salsiccia all’aglio, cheddar e avocado.
Con un dolce e una bevanda si sta sui 1.500–2.300 yen a testa, che per Osaka è una spesa media e in linea con gli altri posti da pancake della zona. La differenza è che qui non pagate solo la foto: la panna ha poco zucchero, la frutta è fresca e tagliata al momento, e il soufflé esce dalla piastra che è ancora caldo dentro.
Quando sono a Osaka e voglio un dolce che non mi lasci pesante per il resto del pomeriggio, è uno dei primi posti che mi vengono in mente, perché con poco più di duemila yen mangio un soufflé caldo e una bevanda decente, e dopo riprendo il giro dei negozi senza fatica.
Il rapporto qualità-prezzo regge anche sui salati, meno sulle bevande: il latte alla fragola e i tè alla frutta sono buoni, ma costano quanto un dolce piccolo altrove.
Il locale è piccolo e si capisce subito: si entra, si ordina al bancone, si paga e poi ci si cerca un posto, tra tavoli da due e qualche tavolo da quattro.
I colori sono chiari, sul pastello, e in giro trovate cuori e stelline appesi, specchi e angoli pensati per le foto. Non è un arredamento neutro: o vi piace o vi sembrerà eccessivo, non c’è via di mezzo.
Il ritmo della sala è lento. Nessuno vi mette fretta, la gente resta seduta a chiacchierare, e quando arrivano i piatti c’è quasi sempre qualcuno che li fotografa prima di toccarli.
Il personale è gentile e se la cava con l’inglese, per cui ordinare non è un problema nemmeno senza una parola di giapponese. Un dettaglio da tenere a mente: le carte non le prendono, servono contanti oppure il pagamento col codice dal telefono.
Fuori la facciata gialla si vede da lontano e tiene un paio di posti a sedere, comodi nelle giornate tiepide.
La strada intorno è quella tipica di Horie, negozi di vestiti, usato e altre caffetterie, e infatti la clientela è in gran parte fatta di ragazze che stanno facendo il giro dei negozi e si fermano a metà pomeriggio.
La mattina è il momento più rilassato: si trova posto senza problemi, in tavola arriva soprattutto il brunch e la sala è tranquilla.
Da metà giornata in poi cambia tutto. I tavoli si riempiono, davanti a voi trovate gente in attesa, e nel fine settimana può succedere di dover rinunciare e tornare più tardi.
I pancake soufflé non ci sono dalla mattina presto: partono più avanti nella giornata, insieme al resto dei dolci. Se venite apposta per quelli, tenetene conto e non venite di prima mattina.
Con i pochi coperti disponibili, l’attesa non è solo per il piatto ma anche per il tavolo, e sommata alla cottura dei soufflé può diventare lunga.
Pro:
Contro:
Ideale per: una merenda dolce nel giro di negozi tra Horie e Shinsaibashi, o una colazione lunga con calma
Da ordinare: il soufflé con tapioca e crema di formaggio, per il contrasto dolce-salato
Atmosfera: sala chiara sui toni pastello, cuori appesi, tavolini vicini e tanta gente che fotografa il piatto
Quello che vi resta in testa uscendo non è il pancake in sé, è il momento in cui affondate la forchetta nel soufflé e non incontrate niente, come se il piatto fosse mezzo vuoto. Se ci andate una volta sola prendete il soufflé con tapioca e crema di formaggio, e aspettate il minuto che serve prima di attaccarlo: quando la crema caramellata si raffredda un attimo, il contrasto col tè al latte dell’impasto viene fuori meglio.
Sedetevi ai tavolini fuori se la giornata lo permette, con la facciata gialla alle spalle e Horie che passa davanti: cambia parecchio rispetto alla sala affollata. Vale la deviazione anche se di solito ai dolci preferite il salato, perché quella crema di formaggio caramellata sta a metà strada tra le due cose. A Osaka di pancake se ne trovano ovunque, ma così ne ho mangiati pochi: andateci.
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Belle Epoque
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).