A 127 metriTempio ReiyukaiA 127 metri
Molto particolare.

Un complesso di grattacieli, giardini e negozi a Tokyo, tra Roppongi e Toranomon, dove nello stesso pomeriggio si passa da una boutique di lusso a un mercato del cibo sotterraneo e poi a un museo d’arte digitale. Azabudai Hills è conosciuto soprattutto per teamLab Borderless, ma sotto il prato della piazza centrale c’è una trentina di botteghe di cibo giapponese di alto livello, e in inverno sulla stessa piazza arrivano i mercatini di Natale.
È il posto giusto per chi cerca regali golosi da riportare in Italia, per una mezza giornata tra arte e cibo senza cambiare zona, o per chi vuole vedere un pezzo di Tokyo costruito in mezzo al verde.
I negozi stanno quasi tutti nei palazzi bassi dalle forme ondulate che circondano la piazza, con qualche indirizzo in più alla base della torre principale. Non c’è un tema unico: si va dalla gioielleria da vetrina alla bottega che vende il pesce, e i prezzi cambiano parecchio a seconda di dove entrate.
Questi sono i reparti e i negozi dove passo più tempo:
Il mercato sotterraneo è la parte dove si spende anche con un budget normale: una scatola di dolci, un tè buono o una bottiglia di sake stanno sui 1.000–5.000 yen, e sono cose che in valigia viaggiano senza problemi. Frutta, verdura e carne invece costano più che al supermercato sotto casa, per cui non è un posto dove fare la spesa di tutti i giorni.
Nelle boutique i prezzi sono quelli di Ginza, né più né meno. Il Conran Shop è bello da girare, ma i pezzi che vi fanno venire voglia sono lampade e sedie che a casa non riportate.
Nel complesso siamo su una fascia medio-alta, e sul lusso decisamente cara. Quello che si paga però si vede: i dolci sono di pasticcerie che hanno la fila anche nelle altre città, il pesce al banco è lo stesso che finisce nei ristoranti buoni della zona.
Quando devo portare un regalo a qualcuno in Italia, o presentarmi a casa di amici giapponesi, scendo al mercato: con 2.000–3.000 yen esco con una scatola di dolci o una bottiglia che fanno bella figura e non hanno niente del souvenir da aeroporto.
Il museo d’arte digitale di teamLab è il motivo per cui la maggior parte dei turisti arriva fin qui, e secondo me da solo vale la deviazione. Si entra in sale buie senza un percorso segnato e senza mappe: le opere si spostano da una stanza all’altra, i fiori proiettati sui muri si aprono quando ci passate accanto, le cascate di luce cambiano se le toccate.
Il bello è perdersi, e infatti ci si perde davvero, perché per ritrovare una sala vista mezz’ora prima bisogna tornare indietro a tentativi. Per vedere tutto con calma servono due o tre ore, e dentro c’è anche una sala da tè dove fermarsi a metà giro.
I biglietti sono a data e fascia oraria, con un prezzo che cambia a seconda del giorno e resta sulle poche migliaia di yen: caro, ma è l’unica spesa che non si rimpiange. Si sta sempre al coperto, senza togliersi le scarpe e senza bagnarsi, per cui va bene anche quando piove o fa freddo.
Vi consiglio di prendere il biglietto prima di partire per Tokyo e di lasciare libero il resto del pomeriggio: si esce con gli occhi pieni di luce e la voglia di sedersi a mangiare qualcosa, e il mercato è a pochi passi.
Nelle settimane prima di Natale la piazza centrale si riempie di casette di legno, ed è il periodo in cui ci passo più volentieri. Ci sono una quindicina di bancarelle tra cibo e oggetti: addobbi natalizi importati dalla Germania, schiaccianoci, palle di vetro con la neve, ghirlande, e dal lato cibo pretzel, carne alla griglia, zuppe calde e cioccolata.
Il vin brulé lo servono anche in caraffa da dividere, e alla sera si vedono gruppi di colleghi in cappotto che se lo passano in piedi intorno ai tavolini.
Al centro della piazza c’è un grande abete con luci create apposta, che cambiano sequenza più volte durante la sera. Dopo il tramonto l’atmosfera è molto più europea di quello che uno si aspetta a Tokyo, con le luci che si riflettono sulle vetrate delle torri tutto intorno.
Nel fine settimana davanti ai banchi del cibo si fa la fila, nei giorni feriali a pranzo si trova posto con facilità.
Il complesso è enorme, ma non dà mai l’idea di un centro commerciale chiuso. I palazzi bassi hanno tetti curvi coperti di piante che scendono verso la piazza, dove c’è un prato vero e un piccolo frutteto in cui i bambini corrono mentre i genitori prendono il caffè sulle panchine.
Dentro i palazzi le cose cambiano: alcuni corridoi sono stretti, i soffitti bassi, e i passaggi sotterranei che collegano le varie parti confondono le prime volte.
L’affollamento non è mai quello di Shibuya. Nei giorni feriali si cammina tranquilli, a pranzo davanti ai ristoranti si formano le code degli impiegati delle torri, e all’ingresso di teamLab c’è sempre un gruppetto di turisti che controlla i biglietti sul telefono.
Le boutique e diversi negozi fanno il tax free alla cassa, per cui se pensate di comprare qualcosa di importante portatevi il passaporto.
Sui panorami vi avviso subito: la torre principale supera i 300 metri, ma i piani alti non sono aperti liberamente al pubblico. Per salire bisogna passare dal caffè in alto e pagare un piccolo supplemento, oppure prenotare in uno dei ristoranti dei piani alti.
Pro:
Contro:
Ideale per: chi vuole unire teamLab a un pranzo buono e a qualche regalo mangereccio, o chi è a Tokyo a dicembre e vuole un mercatino di Natale.
Atmosfera: prato e piante tra le torri, impiegati, famiglie e turisti mescolati.
Azabudai Hills non è un posto per chi vuole risparmiare: qui si paga la qualità e la si ritrova in quello che si porta a casa. Il valore vero è mettere nella stessa giornata un museo come teamLab, una spesa golosa che altrove richiederebbe tre quartieri diversi e, a dicembre, una sera sotto le luci del mercatino. Per il tempo che ci si passa e per i soldi spesi bene, a Tokyo è uno dei complessi dove torno più volentieri.
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Azabudai Hills
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Azabudai Hills - lì vicino trovate:
A 127 metriMolto particolare.
A 228 metriMuseo fotogenico, con arte digitale.
A 231 metriDa Parigi a Roppongi.
A 264 metriBuona pizza napoletana.
Boulangerie, croissant dolci e salati.
A 492 metriKaraoke e divertimento.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).