Aria condizionata in Giappone
Il condizionatore in Giappone è quasi ovunque, e imparare a usarlo cambia in meglio l’estate qui.
La prima cosa che noto in chi arriva d’estate è lo stesso gesto: prendere in mano il telecomando pieno di kanji e restare bloccati, senza sapere quale tasto premere per avere aria fredda.
Vi racconto come funziona davvero, cosa dicono quei caratteri e qualche trucco quotidiano per stare freschi senza far esplodere la bolletta.
Indice
Meno fredda di prima
Chi arriva dalle grandi città del Sud-est asiatico si aspetta la stessa botta di gelo appena entra in un negozio, e qui non la trova. Nelle città tropicali come Singapore e Bangkok gli spazi chiusi vengono raffreddati in modo aggressivo per creare un contrasto netto con il caldo di fuori, mentre in Giappone l’aria condizionata negli interni è più moderata: negozi, ristoranti e spazi pubblici tengono una temperatura confortevole, ma raramente gelida.
C’è un motivo dietro, e non è pigrizia. Dai primi anni Duemila il governo giapponese porta avanti la campagna Cool Biz, che invita chi lavora a vestire più leggero così gli edifici possono tenere il termostato più alto, di solito intorno ai 28 gradi d’estate. A questo si aggiunge un’idea molto radicata qui, il mottainai, cioè l’insofferenza verso lo spreco, energia compresa.
Il risultato è che a volte entri da qualche parte e ti sembra che il condizionatore sia debole o addirittura spento. Non è un guasto: è voluto, ed è legato al modo giapponese di intendere il comfort e il risparmio.
Ve lo dico sinceramente: all’inizio spiazza, poi ci si abitua e si finisce per preferirlo, perché non ti prendi il torcicollo passando dai 35 gradi della strada al freddo polare di un centro commerciale.
I kanji del telecomando
Qui arriviamo al punto che interessa a chi è in viaggio e si ritrova davanti un telecomando incomprensibile. Il condizionatore in giapponese si chiama eakon (エアコン) e il telecomando rimokon (リモコン), spesso appeso alla parete sotto l’unità. Segnatevi questi caratteri, perché sono sempre gli stessi su quasi tutti i modelli, di qualunque marca.
- 冷房 (reibou): è il raffreddamento, l’aria fredda, quello che cercate d’estate.
- 暖房 (danbou): è il riscaldamento, l’aria calda: se avete impostato una temperatura bassa e continua a uscire aria tiepida, quasi sicuramente siete finiti qui per sbaglio.
- 除湿 (joshitsu): a volte scritto come ドライ (dry), è il deumidificatore, che toglie umidità dall’aria.
- 送風 (soufuu): fa girare solo la ventola, senza raffreddare né scaldare.
- 自動 (jidou): è la modalità automatica, che decide da sola in base alla temperatura della stanza.

Per accendere e spegnere ci sono due tasti chiave: 運転 (unten) avvia la macchina, mentre 停止 (teishi) la ferma. Il tasto che cambia modalità è 運転切替 (unten kirikae), quello che su molti telecomandi in inglese chiamano semplicemente Mode: premetelo finché la freccia sul display punta alla funzione che volete.
Per la temperatura cercate 温度 (ondo), di solito con due frecce su e giù. La forza della ventola è 風量 (fuuryou), che passa da debole a forte, e la direzione dell’aria è 風向 (kazamuki), a volte indicata come スイング (swing) quando le alette oscillano da sole.
Poi c’è la parte del timer, utilissima di notte. La parola è タイマー (timer), e intorno trovate 入 per l’accensione programmata, 切 per lo spegnimento, おやすみ per lo spegnimento notturno graduale e a volte 予約 (yoyaku) per confermare la programmazione. Se avete pasticciato, 取消 annulla tutto.
Un altro tasto che vedrete spesso è 内部クリーン, la pulizia interna: asciuga l’interno della macchina dopo l’uso per evitare muffa e cattivi odori, e va benissimo lasciarlo attivo.

Le modalità che contano
Nella pratica di modalità ne userete due o tre, non di più. D’estate il tasto giusto è 冷房, il raffreddamento, e da lì regolate temperatura e ventola con le frecce.
Un dettaglio che pochi sfruttano riguarda le alette. L’aria fredda tende a scendere, quindi conviene puntare il getto verso l’alto per raffreddare bene tutta la stanza; l’aria calda invece sale, per cui con il riscaldamento conviene puntare il getto verso il basso. È una sciocchezza, ma cambia parecchio la sensazione di frescura a parità di gradi impostati.
Il riscaldamento (暖房) merita una parola, perché tanti non sanno che lo stesso apparecchio scalda anche d’inverno. Tra le tante opzioni per scaldare una stanza, dalle stufe a cherosene ai termoventilatori, la funzione di riscaldamento del condizionatore è una delle più comode, un bel sollievo per chi affitta sia nel caldo umido dell’estate sia nei mesi freddi.
La modalità automatica (自動) è comoda quando non volete pensarci: la macchina legge la stanza e sceglie lei se raffreddare o deumidificare. Io la uso soprattutto nelle mezze stagioni, quando la giornata parte fresca e si scalda a mezzogiorno.
Il tasto deumidificatore
Il 除湿 è la vera arma segreta dell’estate giapponese, perché qui il problema non è solo il caldo ma l’umidità appiccicosa che ti resta addosso. L’impostazione deumidificatore abbassa l’umidità, aiuta a proteggere casa dalla muffa e spesso raffredda un po’ anche la stanza, ed è particolarmente utile nella stagione delle piogge, quando magari asciugate i panni dentro o avete ombrelli e scarpe bagnate all’ingresso.
Qui però c’è una cosa che vale la pena sapere, perché va contro l’intuito. In molti pensano che il deumidificatore consumi sempre meno del raffreddamento, e non è così su tutti i modelli.
Alcuni condizionatori giapponesi, soprattutto quelli di fascia alta, deumidificano riscaldando di nuovo l’aria prima di rimetterla in stanza, così ti tolgono l’umidità in una giornata di pioggia senza congelarti: il guaio è che raffreddare e scaldare insieme è un divoratore di corrente.
Quindi vi direi di ragionare così:
- Giornate roventi, sopra i 30 gradi: usate il raffreddamento (冷房) e tenetelo su una temperatura media, senza scendere all’estremo.
- Giornate piovose e appiccicose, ma non bollenti: il deumidificatore (除湿) dà il meglio, perché toglie quella sensazione di umido senza trasformare la stanza in un frigo.
- Se non volete impazzire a scegliere: lasciate fare all’automatico: i sensori di questi apparecchi leggono bene l’umidità e passano da una modalità all’altra da soli.
Treni e negozi
Sui mezzi il discorso cambia, perché lì il freddo a volte c’è eccome. Sui treni delle grandi città esiste una cosa che spiazza chi non la conosce: alcune carrozze sono marcate come 弱冷房車, cioè a raffreddamento ridotto, pensate per chi il freddo lo patisce.
Le riconoscete dagli adesivi sui finestrini e sulla banchina, di solito con un pinguino o con la scritta in blu. Se invece avete caldo, salite in una carrozza normale, dove l’aria è più decisa.
Nei konbini e nei grandi magazzini l’aria è fresca ma quasi mai gelida, in linea con quello che dicevo prima sul modo giapponese di raffreddare. Se girate tutto il giorno tra strada bollente e interni climatizzati, io porto sempre qualcosa da buttarmi sulle spalle, perché il continuo dentro-fuori è la cosa che stanca di più.
Nei ristoranti piccoli, soprattutto le izakaya con la porta che si apre in continuazione, può capitare che l’aria fredda faccia fatica ad arrivare al tavolo in fondo: non è avarizia, è che quegli spazi si raffreddano male.

Case poco isolate
Se affittate un appartamento e vi sembra che d’estate scotti e d’inverno geli, non è colpa vostra. Di solito le pareti delle case e dei condomini non sono granché isolate e i vetri non sono spessi: telai in alluminio e vetri singoli non tengono fuori né il caldo né il freddo, ed è per questo che negli ambienti fa scomodamente freddo d’inverno e un caldo esagerato d’estate.
Questo spiega perché qui il condizionatore non è un lusso ma quasi l’unico modo di rendere vivibile una stanza. In tante case è anche l’apparecchio che scalda d’inverno, quindi lo stesso telecomando vi serve tutto l’anno: d’estate su 冷房, d’inverno su 暖房.
Un’accortezza che consiglio a chi si trasferisce: fate girare l’aria della stanza con un ventilatore da terra, perché muove l’aria fredda molto meglio del solo condizionatore. Un piccolo ventilatore o un circolatore d’aria costano poco e vi permettono di tenere il condizionatore uno o due gradi più alto sentendo lo stesso fresco.

Come risparmiare in bolletta
L’elettricità in Giappone non è regalata e d’estate la bolletta sale, perciò qualche abitudine aiuta. La prima riguarda la ventola: molti la mettono al minimo pensando di risparmiare, ed è il contrario.
Conviene impostare la ventola su automatico invece che su debole, perché con poca aria la stanza ci mette più tempo a raffreddarsi e quindi consuma di più. Quando entrate in una stanza rovente, alzate prima la ventola e poi regolate la temperatura, così l’ambiente si raffredda in fretta e la macchina lavora meno a lungo.
C’è poi la questione del filtro, che tanti dimenticano. Col tempo i filtri si riempiono di polvere e sporcizia e lasciano passare meno aria, e questa inefficienza si traduce in spreco di energia e in una bolletta più alta, perché il condizionatore deve lavorare di più per raffreddare la stanza.
Non serve chissà che: si apre lo sportello, si tolgono i filtri, si passano sotto l’acqua e si lasciano asciugare. Se preferite una pulizia profonda esistono ditte che smontano e lavano l’unità, un servizio dal prezzo medio-alto che di solito si fa una volta l’anno o giù di lì; conviene controllare i costi aggiornati prima di prenotare, perché variano parecchio da zona a zona.
Il timer è l’altro alleato per la notte: lo imposto quasi sempre in modo che si spenga qualche ora dopo che mi sono addormentato, così non resta acceso a vuoto.
Il mio consiglio
Alla fine bastano cinque o sei kanji per cavarsela: 冷房 per il fresco, 暖房 per il caldo, 除湿 per l’umido, 温度 per i gradi e i tasti verde e rosso per accendere e spegnere. Il resto lo scoprite premendo, che è il modo con cui tutti impariamo davvero.
Se dovessi dare una sola dritta a chi arriva d’estate, direi di non aspettarsi il gelo e di portarsi sempre qualcosa da mettersi addosso per i mezzi. E voi, meglio il fresco deciso o quello leggero alla giapponese?
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
