Aoyama

Aoyama è la parte di Tokyo dove vado quando ho voglia di camminare senza farmi spingere. Sta subito a est di Omotesando, dentro il distretto di Minato, e il nome viene da Aoyama Tadanari, un uomo di fiducia di Tokugawa Ieyasu che quattro secoli fa aveva qui la sua residenza.
Oggi sulla strada principale ci sono le vetrine delle grandi marche, gli uffici e il traffico, ma basta infilarsi nelle parallele per trovare case basse, gallerie, un cimitero enorme pieno di ciliegi e un giardino con quattro casette da tè.
Ve lo dico subito: è una zona da mezza giornata a piedi, non da lista di cose da spuntare una per una.

Cosa vedere

L'edificio di Prada, nella zona di Aoyama a Tokyko.

Spiral

Un edificio multifunzione ad Omotesando.

Ristoranti

Piatto gourmet al ristorante Narisawa con decorazioni floreali e verdure.

Negozi

Marco Togni, con i capelli appena tagliati da Assort a Tokyo.

Divertimento

Quartieri vicini

Persone attraversano la strada ad Omotesando.

Nishi-Azabu

Ristoranti esclusivi senza stazione dedicata.

Yotsuya

Location anime, fossato e ciliegi.

Le vie laterali

La zona è lunga e stretta e si sviluppa tutta lungo Aoyama-dori. Dalla parte di Omotesando si parte dallo Spiral, il palazzo bianco aperto negli anni Ottanta con gallerie e negozi dentro, mentre verso Nogizaka c’è il grande museo d’arte con la facciata di vetro ondulato.
Camminare su Aoyama-dori è la parte meno interessante di tutte: sei corsie di statale, marciapiedi larghi, palazzi di uffici. Le cose belle stanno di lato, a partire da Kotto-dori, la via degli antiquari, dove i negozi hanno una vetrina sola e nessuna insegna grossa.
Più in fondo, dietro un muro che non fa immaginare niente, c’è un giardino di quasi due ettari con quattro casette da tè e un dislivello che vi fa scendere in una specie di valletta: il biglietto sta intorno ai 1.500 yen e vale anche solo per quello.

La tomba di Hachiko

Il cimitero di Aoyama occupa ventisei ettari in mezzo ai palazzi e ha aperto nel 1874, quando diventò il primo cimitero di Tokyo aperto a tutti i cittadini e non a una sola religione. Dentro ci sono le tombe di parecchi personaggi dell’Ottocento giapponese, Okubo Toshimichi compreso, uno degli uomini che smontarono il Giappone dei samurai.
La tomba che cercano tutti è però quella di Hachiko, il cane che per anni ha continuato ad aspettare il suo padrone davanti alla stazione di Shibuya: sta accanto a quella di Ueno Hidesaburo, il professore di agraria che lo aveva preso con sé e che morì all’improvviso al lavoro. Il viale centrale è fiancheggiato da ciliegi e ad aprile si riempie di gente che cammina e fotografa, senza teli blu né bottiglie: resta un cimitero in funzione, e i picnic si fanno altrove.

Vicino all’uscita di Nogizaka c’è il santuario Nogi, dedicato al generale Nogi Maresuke, che si tolse la vita insieme alla moglie alla morte dell’imperatore Meiji nel 1912; la sua casa di legno è ancora lì dietro, accanto alla stalla in mattoni. La quarta domenica del mese il vialetto si riempie di banchi di mobili vecchi, ceramiche e kimono usati, ed è uno dei mercatini più vecchi della città.

Il viale dei ginkgo

Dalla parte di Aoyama-itchome, Aoyama-dori si apre su un viale diritto di circa trecento metri con 146 ginkgo piantati a nove metri uno dall’altro, che entra nel parco esterno del Meiji Jingu e finisce davanti alla galleria dei dipinti sulla vita dell’imperatore. Tra metà novembre e i primi di dicembre le foglie diventano gialle quasi tutte insieme e lungo il viale spuntano le bancarelle di cibo: c’è molta gente, e io onestamente ci vado comunque.
Nel resto dell’anno è una passeggiata d’ombra tra lo stadio di baseball e il campo di rugby, con i tifosi che ci passano prima delle partite. Il parco esterno è al centro di un grande progetto di ricostruzione che sposta lo stadio e il campo da rugby e porta nuovi grattacieli: i ginkgo del viale restano al loro posto, ma attorno ci sono cantieri e recinzioni, e il taglio degli alberi in altre parti del parco ha sollevato parecchie proteste in città. Nelle settimane del foliage la festa dei ginkgo con le bancarelle può saltare a causa dei lavori.

Se dovete scegliere un giorno, vi direi il sabato o la domenica. All’altro capo di Aoyama-dori, sul piazzale davanti all’università delle Nazioni Unite, decine di contadini da tutto il Giappone tirano su i banchi di frutta e verdura per due giorni, e finisce che mangiate lì in piedi qualcosa di buono spendendo poco.
Una zona di vetrine carissime dove le due cose che mi restano in mente sono un filare di alberi e un cesto di mandarini: Aoyama funziona così.

Come arrivare

Il modo più semplice è partire dalla stazione di Omotesando e risalire Aoyama-dori verso est a piedi: fino ad Aoyama-itchome sono circa 20 minuti, senza contare le deviazioni nelle vie laterali.
Per il cimitero e il santuario Nogi conviene invece scendere a Nogizaka, da cui si entra nel cimitero in pochi minuti.
Da Shibuya si arriva a piedi in una decina di minuti risalendo Aoyama-dori fino all'università delle Nazioni Unite, dove c'è il mercato dei contadini.

Informazioni utili

Nome: Aoyama
Durata visita: Mezza giornata a piedi, una giornata intera se entrate al Museo Nezu o al National Art Center
Giorni di chiusura: Il Museo Nezu chiude il lunedì e nei periodi tra una mostra e l'altra, il National Art Center chiude il martedì
Consigli utili: Se potete, venite la quarta domenica del mese: la mattina girate il mercatino del santuario Nogi tra mobili vecchi e kimono usati, poi attraversate la zona fino al mercato dei contadini davanti all'università delle Nazioni Unite e pranzate lì in piedi, spendendo poco.
Trasporti:
  • Stazione Omotesando (Ginza, Chiyoda, Hanzomon): uscita B1 per lo Spiral e Aoyama-dori
  • Stazione Aoyama-itchome (Ginza, Hanzomon, Oedo): per il viale dei ginkgo
  • Stazione Nogizaka (Chiyoda): per il cimitero e il santuario Nogi
  • A metà strada c'è anche la stazione Gaienmae (Ginza)

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Aoyama

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).