Animali e insetti pericolosi in Giappone
Il Giappone è uno dei posti più tranquilli in cui muoversi, e la fauna non fa eccezione: per la stragrande maggioranza dei viaggiatori l’animale più fastidioso resterà una zanzara in estate.
Detto questo, qualche bestia che merita rispetto c’è, soprattutto se ti allontani dalle città e vai in montagna, al mare o in campagna.
Ve ne parlo perché conoscerle in anticipo toglie molta della paura irrazionale e lascia spazio a due o tre accortezze pratiche, quelle che contano davvero.
Indice
Il calabrone gigante
Se c’è una bestia che rispetto sul serio è il suzumebachi, il calabrone gigante giapponese. È il più grande al mondo, con un corpo che può superare i quattro centimetri e una testa arancione ben visibile. Non è il classico insetto che ronza e se ne va: il suo carattere è l’aggressività, tende ad attaccare e a pungere qualsiasi cosa si muova vicino al nido.
Il periodo più delicato è la fine dell’estate e l’autunno, quando le colonie difendono i nidi e diventano nervose. Le punture fanno molto male e nelle persone allergiche possono portare a shock anafilattico, per questo ogni anno in Giappone provocano alcune vittime. Il veleno è potente e più punture insieme sono pericolose anche per chi allergico non è.
La regola numero uno è non fare movimenti bruschi se te ne ritrovi uno intorno.
Vi dico come mi comporto io e cosa conviene sapere:
- Non agitate le braccia e non provate a scacciarlo: il movimento veloce è proprio ciò che lo fa scattare.
- State alla larga dai profumi forti e dai vestiti neri, che sembrano attirarli più dei colori chiari.
- In montagna fate attenzione ai nidi appesi ai rami bassi o vicino ai sentieri, hanno la forma di una grossa palla grigia a strati.
- Se venite punti e avvertite gonfiore alla gola, difficoltà a respirare o capogiri, andate subito al pronto soccorso senza aspettare.
I serpenti velenosi
I serpenti pericolosi in Giappone sono essenzialmente tre, e cambiano molto a seconda di dove vi trovate.
Il più diffuso sulle isole principali è il mamushi, una vipera che vive tra risaie, boschi ed erba alta. Non è aggressivo, morde quasi sempre perché qualcuno lo calpesta o ci mette una mano sopra senza vederlo.
Il morso non va preso alla leggera: ogni anno in Giappone circa 2000-3000 persone vengono morse da un mamushi e in genere serve una settimana di ricovero, con una decina di decessi l’anno nei casi più gravi.
Nelle isole di Okinawa il protagonista diventa invece l’habu, un serpente più grande e con più veleno, mentre un po’ ovunque c’è anche lo yamakagashi, spesso sottovalutato ma velenoso anche lui.
La buona notizia è che gli ospedali giapponesi hanno il siero antiveleno e sanno esattamente come trattare questi morsi. La cosa più utile che potete fare è prevenire: camminate sui sentieri battuti, evitate di infilare mani e piedi tra le rocce o nell’erba alta, e se andate in zone di campagna in estate mettete scarpe chiuse e pantaloni lunghi. Se vi morde un serpente, niente laccio emostatico e niente tentativi da film di succhiare il veleno: tenete la parte ferma, restate calmi e fatevi portare in ospedale il prima possibile.

Il mukade in casa
Il mukade è quello che, ve lo dico sinceramente, dà più fastidio a chi vive qui. È un millepiedi lungo e piatto, marrone-arancione, che può arrivare a una quindicina di centimetri e si muove veloce. Ama il caldo umido dell’estate giapponese e, a differenza degli altri animali di questa lista, non serve andare in montagna per incontrarlo.
Il problema è proprio che entra nelle case. Il mukade riesce a intrufolarsi dentro e a nascondersi nelle lenzuola o nello scarico della doccia, e capita di trovarlo in bagno, dietro un mobile o vicino a punti dove c’è acqua.
Non morde in senso stretto: inietta il veleno con una coppia di zampe modificate dietro la testa, e il risultato è un dolore forte e pulsante con gonfiore che può durare giorni.
Se vivete in una vecchia casa giapponese o affittate una stanza in campagna, tenete a mente qualche accortezza semplice:
- Scuotete il futon o le lenzuola prima di dormire, soprattutto d’estate.
- Controllate scarpe e vestiti lasciati per terra prima di infilarli.
- Tappate gli scarichi che non usate e sistemate le zanzariere alle finestre.
- Se ne trovate uno, non schiacciatelo a mani nude: usate delle pinze lunghe o qualcosa di rigido, perché anche mezzo tagliato può ancora pungere.
Orsi in montagna
Gli orsi ci sono, e in Giappone sono di due tipi. In Hokkaido vivono gli orsi bruni su quasi tutta l’isola, mentre su Honshu e Shikoku ci sono gli orsi neri asiatici nelle zone di montagna; in Kyushu e a Okinawa non ci sono orsi selvatici. Se il vostro viaggio è fatto di città e templi, non li incontrerete mai. Il discorso cambia se andate a fare trekking.
Gli attacchi veri restano rari, ma capitano, e le zone più delicate per gli escursionisti sono il nord del Tohoku, in particolare le prefetture di Akita e Iwate, oltre alle montagne di Hokkaido.
La cosa importante è farsi sentire mentre si cammina, così l’orso ti evita per primo. Molti usano il campanellino da orso appeso allo zaino, anche se non ci sono prove che i campanelli riducano davvero gli incontri, e battere le mani è più rumoroso.
Io in montagna faccio così: parlo, batto le mani ogni tanto nei punti con poca visibilità, e sto più attento all’alba e al tramonto, quando gli orsi sono più attivi.
Non lasciate mai cibo o rifiuti sul sentiero e informatevi in loco: nei centri visitatori e ai punti di partenza dei sentieri, quando ci sono avvistamenti recenti, lo segnalano con cartelli. Se vi trovate un orso davanti, non mettetevi a correre e non voltategli le spalle: allontanatevi piano, tenendolo d’occhio, parlando a voce bassa.

Cinghiali e scimmie
Il cinghiale, l’inoshishi, è più comune di quanto si pensi e si spinge fino ai bordi delle città. Di solito scappa, ma una femmina con i piccoli o un maschio messo all’angolo può caricare, e con quella stazza fa danni. Se ne vedete uno, dategli spazio e non mettetevi tra la madre e i cuccioli: nella maggior parte dei casi se ne va da solo.
Le scimmie sono un capitolo diverso, perché con loro il problema lo creiamo noi. In posti come Nikko o le zone termali di montagna sono abituate ai turisti e associano le persone al cibo. Vi do i due consigli che ripeto sempre a chi ci va:
- Non guardatele fisso negli occhi: per loro è una sfida e possono reagire male.
- Non date da mangiare e non tenete cibo in mano o in vista, nemmeno una bottiglietta o un sacchetto: lo vedono e provano a strapparvelo.
A Nikko mi è capitato spesso di vedere scimmie tranquillissime che, appena qualcuno tira fuori uno snack, cambiano atteggiamento in un attimo. Tenete zaini chiusi e telefono in tasca quando siete in mezzo a loro.

Pericoli in mare
L’acqua giapponese è splendida, ma d’estate al mare l’insidia principale sono le meduse. Nelle isole del sud c’è quella che preoccupa di più, la habu-kurage, una medusa scatola. Vive nelle acque costiere intorno a Okinawa e alle isole Ryukyu ed è una delle meduse più pericolose di quelle zone. La sua puntura è molto dolorosa e nei casi seri può essere grave.
Per questo tante spiagge attrezzate a Okinawa hanno reti anti-medusa che delimitano l’area di balneazione: nuotate dentro quelle e vi togliete gran parte del rischio.
La stagione più a rischio è l’estate piena, quando l’acqua è più calda. Se vi punge una medusa scatola, non sciacquate con acqua dolce e non strofinate: l’aceto è il rimedio che tengono a portata di mano in molti stabilimenti proprio per questo, poi si va a farsi vedere. Al mare, in generale, tenete d’occhio anche i cartelli sulle correnti, che in certi tratti sono più insidiose degli animali.
Ragni e zecche
Il ragno di cui si sente più parlare è il redback, il seaka goke gumo, arrivato dall’estero e ormai presente in buona parte del paese. È imparentato con la vedova nera e il veleno è simile, quindi non è una cosa da niente, però le morti sono rarissime.
La cosa che mi rassicura è che questi ragni non sono aggressivi: mordono solo se schiacciati o disturbati. Amano gli angoli riparati, come sotto le panchine, dentro i tombini, negli interstizi vicino al suolo. Se frugate a mani nude in fessure buie all’aperto, occhio.
In montagna e nei boschi, invece, i due seccatori veri d’estate sono un altro paio.
Le zecche possono trasmettere malattie, quindi al ritorno da un’escursione controllatevi gambe e caviglie. Le sanguisughe di terra, i famigerati yamabiru, si attaccano nei sentieri umidi dopo la pioggia: non fanno male e non trasmettono granché, ma toglierle è sgradevole. Pantaloni infilati nei calzini e un repellente aiutano parecchio.

Insetti e mesi caldi
Al di là delle bestie più temute, il fastidio quotidiano dell’estate giapponese sono insetti molto più banali. Le zanzare qui sono aggressive e resistono fino all’autunno inoltrato, per cui un repellente ve lo consiglio anche solo per passeggiare la sera in città.
Nei boschi e vicino ai fiumi ci sono i tafani, quelli che chiamano abu: pungono di giorno, danno un dolore secco e sono attratti dai movimenti e dal sudore.
Non è il caso di partire attrezzati come per una spedizione, ma qualche accortezza rende l’estate molto più leggera:
- Repellente per la pelle e, se andate in montagna, anche uno spray per i vestiti.
- Maniche e pantaloni leggeri ma coprenti per boschi e sentieri.
- Una crema al cortisone da banco per le punture, che nelle farmacie giapponesi trovate senza problemi.
- Scarpe chiuse quando lasciate l’asfalto: valgono contro insetti, sanguisughe e, nell’erba alta, anche contro i serpenti.
Quanto preoccuparsi
Mettiamo le cose in proporzione, perché è facile spaventarsi leggendo una lista così.
La verità è che un viaggio normale tra Tokyo, Kyoto, Osaka e le mete classiche non vi metterà mai davanti a un orso o a un serpente, e il rischio più concreto resta una brutta puntura d’insetto. Gli animali di cui vi ho parlato diventano rilevanti quando cambiate ambiente: la montagna, la campagna d’estate, il mare del sud.
Io onestamente li vedo come un motivo in più per informarsi prima, non per rinunciare. Il Giappone ti lascia andare in posti bellissimi e spesso poco battuti, e sapere come muoversi ti fa godere quei posti con la testa libera. Le regole vere sono poche e quasi tutte di buon senso: non toccare, non correre, non dare da mangiare, coprirsi quando serve.
Se davvero dovete tenere a mente una cosa sola, tenete questa: quasi tutti gli incidenti nascono da un animale spaventato o disturbato, non da uno che va a caccia di voi.
Muovetevi con rispetto, fatevi sentire in montagna, guardate dove mettete mani e piedi, e il resto viene da sé. Poi certo, un mukade nella doccia una volta nella vita rovina la mattinata a chiunque, ma fa parte del pacchetto.

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
