Akita Kanto Matsuri
Il Festival di Akita Kanto viene celebrato ogni anno nell’omonima città giapponese, precisamente dal 3 al 6 agosto, come auspicio per un buon raccolto, in particolare per quanto riguarda cereali come il grano, il riso e il miglio (la prefettura di Akita è particolarmente nota per la risicoltura). Si tratta di uno dei più importanti eventi folkloristici della regione nord-orientale del Tohoku, insieme con il Tanabata Festival di Sendai, l’Aomori Nebuta Matsuri Festival e l’Hanagasa Matsuri Festival di Yamagata.
La sera, quando svanisce il caldo della giornata, la Kanto Avenue viene chiusa al traffico e si riempie di lanterne appese su telai di bambù (Kanto), alcuni dei quali arrivano a pesare 50 Kg e a sostenere oltre 40 lanterne. Un Kanto è una canna di bambù alta fino a 12 metri, alla quale vengono fissati dei sostegni a reggere 46 lanterne di carta a forma di balle di riso, con decorazioni rappresentate da sottili brandelli di carta. I Kanto hanno la funzione di scacciare gli spiriti maligni attraverso preghiere offerte a divinità scintoiste e buddiste, invocando così un raccolto proficuo. Ogni Kanto arriva a pesare circa 50 kg nella sua versione più grande (o-waka), mentre le versioni più piccole sono chiamate chu-waka, ko-waka e yo-waka, a seconda del peso. I Kanto vengono trasportati da giovani energici vestiti con giacche corte, calzini bianchi e sandali tradizionali, che sfilano per la città facendo attenzione che le candele dentro le lanterne di carta non si spengano. Accompagnati dal suono di flauti e tamburi e acclamati dalla folla, essi sollevano i Kanto sostenendoli sul palmo delle mani, meravigliando il pubblico con le loro capacità di equilibrio nello spostare i telai sulla fronte, sulle spalle e sulla schiena, il tutto gridando stoicamente come a cercare di superarsi a vicenda.
Il Festival di Kanto risale alla metà del 18° secolo, nato dalla combinazione di riti per propiziare buoni raccolti e per liberare il corpo dalle impurità e dagli spiriti maligni. Intorno agli inizi del 19° secolo, il festival diventò un vero e proprio evento annuale, in occasione del quale si iniziarono ad effettuare sfilate lungo le strade della città, mostrando i Kanto alla folla come simbolo di buon auspicio. È stato solo in tempi recenti che l’attenzione si è gradualmente spostata sulle abilità tecniche dei portatori di Kanto.
Le tecniche dei portatori
Quello che vi lascerà a bocca aperta è il modo in cui i portatori fanno passare il Kanto da una parte all’altra del corpo senza mai usare le dita. Le posizioni base sono cinque: nagashi, con il palo tenuto tra le mani mentre si allungano i pezzi di bambù per alzarlo, hirate, sul palmo, hitai, sulla fronte, kata, sulla spalla, e koshi, sul fianco.
Per non perdere l’equilibrio, mentre il bambù si piega sotto il peso delle lanterne, i portatori allungano il palo di sezione in sezione. Ogni tanto un Kanto si inclina troppo e cade verso la folla: fa parte dello spettacolo, e gli altri portatori sono sempre pronti a rimetterlo in piedi.
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Hiru Kanto, la gara di giorno
La sfilata serale non è l’unico momento del festival. Durante il giorno si tiene l’Hiru Kanto, una vera e propria gara di abilità in cui squadre di quartieri e aziende si sfidano davanti a una giuria, che valuta equilibrio, postura e stile.
Visto alla luce del sole il Kanto perde l’effetto delle candele, ma si riesce a vedere da vicino la tecnica dei portatori, che di sera si perde un po’ nella folla e nel buio.
Le lanterne dei quartieri
Guardate bene le lanterne: su ognuna è dipinto lo stemma del gruppo che porta il Kanto, che sia un quartiere della città, un’azienda o un’associazione. In cima al palo c’è il gohei, l’offerta di carta tipica dello scintoismo, che ricorda il valore religioso del festival.
Quando lo spettacolo serale finisce, i portatori di solito si fermano tra il pubblico: è il momento giusto per vederli da vicino e, se ve lo propongono, provare a sollevare un Kanto con le vostre mani.

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).