La truffa del tè

Un viaggio in Cina può essere senza dubbio un’esperienza emozionante, anche se per molti di essi, soprattutto coloro che vantano meno esperienze all’estero, la vacanza potrebbe essere condita di episodi spiacevoli, uno su tutti la celebre truffa del tè, particolarmente diffusa a Pechino.

Nelle grandi città della Cina, e in particolare nei pressi delle principali attrazioni, capita spesso che i turisti vengano avvicinati da giovani studenti (o presunti tali) desiderosi di mettere in pratica il loro inglese. Di solito i truffatori sono giovani, possono essere da soli o in piccoli gruppi e affermano di essere studenti di una università cinese o di un istituto di lingua (talvolta lo sono davvero). I livelli di inglese variano, ma in molti casi essi dimostrano di parlarlo piuttosto bene. Ed è così che la truffa ha inizio…

Il primo approccio

Il turista si trova in una delle piazze più popolari al mondo, Piazza Tienanmen e si guarda intorno per decidere il da farsi. Improvvisamente si sente salutare in maniera molto educata e si ritrova dinnanzi a tre ragazze di bell’aspetto, che iniziano a fargli domande, sempre educatamente, su come stia procedendo il suo viaggio e dove è diretto. Il turista ne approfitta per farsi indicare la strada per la prossima attrazione e, casualmente, le ragazze affermano che si stanno recando proprio lì.

L’offerta

A questo punto le ragazze invitano il turista a prendere parte alla famosa cerimonia del tè, una tradizione di sicuro richiamo per un turista occidentale. Le ragazze decantano brevemente tutto il fascino e l’atmosfera suggestiva dell’evento, dichiarando che sarebbero liete di mostrare al turista l’ottimo sapore del vero tè cinese, presentato come il tè migliore che il turista possa mai avere assaggiato.
Non sempre l’offerta riguarda la cerimonia del tè: alcune varianti possono includere un aperitivo, una birra al bar o un caffè.

La cerimonia

Il turista accetta l’offerta e si reca con le ragazze verso la casa da tè. Tutto procede per il meglio, tra sorrisi e gentilezze. Se si tratta di una casa da tè, di solito la cerimonia truffaldina avviene in una stanza sul retro o in una zona meno in vista. Se si tratta di un ristorante o bar, al turista verrà dato un menu, ma non sarà lo stesso dato a tutti gli altri avventori, ma un menu speciali, dai prezzi altrettanto speciali..

L’amara sorpresa

Alla fine arriva il conto ed è un conto che il turista ricorderà a lungo. Può capitare che il turista si rifiuti di pagare, al che le reazioni dei presenti sono di evidente rammarico e disappunto. A quel punto il turista può chiudere la questione e pagare il conto, oppure prendere in considerazione di chiamare la polizia, ma anche in questo caso potrebbe non essere la scelta migliore, in quanto sarebbe la sua parola contro quella dei truffatori, che, avvantaggiati dalla lingua, farebbero certamente valere le loro ragioni, insinuando che l’idea sia stata del turista.

Come evitare di cadere nella truffa

Per quanto molte persone amino viaggiare soprattutto per la possibilità di sperimentare le tradizioni locali, occorre dire che l’atteggiamento migliore al fine di evitare la truffa è quello della diffidenza. Grazie ad internet oggi è possibile informarsi a sufficienza su tutti i tipi di truffe, paese per paese, in modo da arrivare preparati a destinazione. Il concetto di base è che nessuno spunta dal nulla offrendoci qualcosa senza volere niente in cambio. E la truffa del tè né è un classico esempio.
Un conto è avvicinarsi ad un locale per chiedere un’informazione, altro paio di maniche è venire avvicinati da locali che si mostrano sorprendentemente gentili e si offrono spontaneamente di aiutarci in qualcosa o peggio ancora darci l’immenso privilegio di partecipare ad una cerimonia del tè.
Quando è tutto troppo bello per essere vero, in 9 casi su 10 non lo è.