Trovare lavoro a New York dall’Italia

Il vostro sogno è New York e volete trasferirvi a vivere nella Grande Mela? Be’ probabilmente non siete i soli dato che quasi la metà dei residenti è nata all’estero e questa grande metropoli continua ad affascinare molti. Ciò che maggiormente preoccupa chi vuole trasferirsi a New York è il lavoro perché, diciamolo, trovare lavoro nella Grande Mela non è facile e ancor meno lo è trovarlo dall’Italia. Non che sia impossibile, certo, ma a New York, come in altre città americane, oltre alla difficoltà pratica di trovare qualcuno disposto a sponsorizzarvi “a distanza” c’è la questione dei visti, che impegnano le aziende con una lunga procedura burocratica, richiedendo anche di presentare le motivazioni per cui preferisce assumere uno straniero piuttosto che un cittadino americano. Per questo molte società americane prediligono assumere gente del posto, ma non datevi per vinti: se questo è il vostro sogno e siete determinati a realizzarlo ce la farete! Un primo consiglio che mi sento di darvi è comunque di fare un “sopralluogo” nella Grande Mela, anche solo un breve viaggio perché se non ci siete mai stati magari potreste giungere alla conclusione che non vi piace poi così tanto e sfruttare l’occasione per parlare con la gente del posto, chiedere informazioni e capire com’è davvero la vita a New York.

Qui di seguito vi fornisco una serie di consigli utili per provare a cercare lavoro a New York già dall’Italia.

Il settore lavorativo fa la differenza

Iniziamo col dire che cercare lavoro tramite internet può dare buoni risultati soltanto per determinati settori di lavoro: per farvi un esempio potreste riuscire a trovare lavoro come cuoco, insegnante o informatico, ma non aspettatevi di trovare un impiego dall’Italia come cameriere o baby sitter. Per questo genere di posizioni essere sul posto è fondamentale ed indispensabile. In generale in alcuni settori gli italiani sono sempre molto ben visti: è il caso di cuochi, creativi, artisti, architetti, parrucchieri, stilisti, fotografi, ecc. e potrebbe essere utile in questa situazione anche realizzare un sito personale o un blog per mostrare i propri lavori.

Internship e Traineeship

In rete trovate anche molte agenzie che offrono assistenza e aiuto per la ricerca di lavoro e per le pratiche del visto attraverso programmi di traineeship o internship, ovvero un tirocinio formativo che può essere anche remunerato e durare fino a 18 mesi. Questi tirocini sono disponibili in numerosi settori e secondo me possono essere una buona idea ad esempio per i neolaureati che vogliono fare un po’ di esperienza lavorativa all’estero nel proprio settore e approcciarsi così al mondo lavorativo newyorchese.  Se invece aspirate ad una professione a contatto con i bambini potreste partecipare ad un programma di AuPair (negli USA è possibile fino ai 26 anni) o provare a cercare offerte o programmi di lavoro come assistente-educatrice in qualche scuola.

I siti di offerte di lavoro per italiani

La soluzione più semplice è consultare le offerte di lavoro sui vari siti che riportano gli annunci di lavoro inserendo nella parola chiave di ricerca “italian” per selezionare solo quelli in cui è richiesto l’italiano. Potete anche proporvi per lavori in cui essere italiani o parlare l’italiano non sia richiesto, ma in questo modo avrete maggiori probabilità perché l’azienda ha meno problemi a motivare la vostra sponsorizzazione: ha bisogno di un italiano o di qualcuno che parli italiano e voi siete italiani.  Esistono vari siti per cercare lavoro, dai classici Indeed, Craigslist, Monster, SimplyHired fino agli annunci sui siti dei nostri quotidiani e riviste nazionali. Il consiglio in questo caso è di preparare un buon curriculum, come vedremo in seguito, ed essere costanti e determinati: consultate gli annunci in maniera frequente e non scoraggiatevi se nessuno vi risponde, ma continuate a inviare il vostro curriculum.

Le aziende italiane

Se le aziende a cui vi proponete hanno gestori italiani o sono italiane con filiali all’estero potreste essere avvantaggiati. Spesso queste imprese pubblicano una lista di posizioni aperte direttamente sul loro sito perciò potrebbe essere un’idea monitorare costantemente gli annunci e provare a candidarsi da lì. Può capitare anche che queste aziende a volte effettuino le selezioni in Italia, come è successo di recente con Eataly che ha svolto colloqui nelle principali città italiane per la sede di New York. Quindi tenetevi informati e cogliete al volo l’occasione!

Curriculum e annunci

Il curriculum deve contenere tutte le informazioni dettagliate sulla vostra esperienza lavorativa e sugli studi, ma cercate di essere concisi e concentrare il tutto in una, massimo due pagine.  Ovviamente cercate di inserire le esperienze lavorative inerenti alla posizione ricercata, ma non dimenticatevi di inserire eventuali attività di volontariato o viaggi studi e altre esperienze all’estero: gli americani in generale valutano queste cose molto positivamente. Non dovete invece inserire né la data di nascita né la foto. Inserite informazioni anche sulle vostre competenze linguistiche e se conoscete ulteriori lingue, oltre all’inglese e all’italiano, potreste avere più possibilità soprattutto se sapete parlare spagnolo, che a New York è diffusissimo. Ma tenete presente che se vi candidate per una società americana, sapere bene l’inglese è fondamentale e che un eventuale colloquio viene fatto in lingua inglese, quindi se avete un livello scolastico iscrivetevi ad un corso e impegnatevi a migliorare la vostra conoscenza dell’inglese per mostrare di essere preparati.

Un’altra caratteristica molto apprezzata è la creatività, perciò se avete idee per rendere il vostro curriculum meno banale, mettetevi all’opera!

In ogni caso non limitatevi ad inviare il curriculum, ma accompagnatelo con qualche riga di presentazione, dove scrivete che siete molto interessati all’offerta e soprattutto cercate di far capire come il vostro contributo potrebbe essere importante per l’azienda. Mostratevi positivi, grintosi e con una spiccata personalità, ma evitate di dire che siete disperati, che non ne potete più della situazione di lavoro italiana, ecc. perché ai newyorchesi (e agli americani in generale) non piacciono le persone polemiche e che si lamentano troppo.