Superare la timidezza

La prima buona notizia per i timidi cronici è che la timidezza non è un tratto innato del carattere, al contrario, è un comportamento che si sceglie di adottare in determinate situazioni, mentre l’estroversione è un atteggiamento che si può facilmente imparare, con buona volontà e un po’ di esercizio.
Per molte persone, la timidezza appare invece come un nemico insuperabile, soprattutto quando ci si trova insieme ad altre persone, là dove aprirsi equivale, nella mente del timido, a diventare possibile bersaglio di critiche o derisioni.

Nessuno nasce timido, al contrario lo diventa chi si auto impedisce di vivere liberamente e ogni volta che ci si sforza di aderire agli stereotipi che lo vogliono sicuro e socievole.
Come prima cosa, va detto che essere timidi non significa non avere personalità: sono molti i personaggi pubblici che, pur facendo un mestiere che li espone costantemente al pubblico, restano fondamentalmente timidi in molti altri contesti.
Se è vero che alcune persone sono naturalmente più portate all’estroversione, altre non lo sono, ma non per questo sono destinate a non esserlo mai. Vincere la timidezza è possibile.
Per superare la timidezza, è importante innanzitutto farsi un esame interiore, andando ad individuare quali siano le cause di tale atteggiamento. Se si prende consapevolezza del meccanismo che ci impedisce di essere estroversi, sarà più facile tentare di contrastare tale meccanismo.

Forme di timidezza

In realtà la timidezza prevede diverse sfaccettature a seconda del contesto in cui essa si manifesta. Ci sono coloro che sono timidi nell’approcciare una persona dell’altro sesso, coloro che sono timidi di fronte a manifestazioni di autorità (genitori, insegnanti, forze dell’ordine, capi ecc.) e così via.
Indipendentemente da quale sia il contesto, alla base della timidezza c’è sempre un sentimento di frustrazione e di inferiorità nel relazionarsi con gli altri.

Ritratto del timido

Il timido tende a sentirsi spesso fuori luogo e reagisce rimanendo in silenzio, incapace di esprimere la propria opinione per paura di essere giudicato dagli altri, o ancora arrossisce non appena si trova coinvolto in situazioni che lo vedono partecipe contro la sua volontà.
Proprio attraverso il suo stesso atteggiamento, il timido si auto condanna, arrivando a privarsi anche delle esperienze quotidiane piacevoli, in quanto fermo nella sua convinzione di non essere in grado di comportarsi in una maniera conforme alle richieste degli altri.
Diverse sono le manifestazioni fisiologiche che caratterizzano il timido: rossore al viso, difficoltà nella respirazione, balbuzie, cambiamento di voce, rigidezza muscolare, movimenti involontari, mancanza di equilibrio, spossamento, sudore ecc.
Una forma estrema di timidezza è la sociofobia, che connota coloro che sono angosciati nello stare in mezzo alla gente. Si parla di fobia sociale quando una persona ha paura di affrontare lo sguardo altrui e durante un incontro si angoscia a tal punto da farsi prendere dal panico.
I sociofobi hanno paura di essere osservati nelle situazioni più comuni e di essere sempre al centro dell’attenzione.

Si ha paura di ciò che non si conosce

Molte insicurezze e paure derivano da una mancata conoscenza di qualcosa. Più si capisce e conosce una situazione, più facilmente la si accetta e la si affronta.
Per fare un esempio, parlare in pubblico terrorizza la maggior parte delle persone, per non parlare dei timidi. In realtà basta fare qualche ricerca per scoprire che è assolutamente normale essere terrorizzati dal parlare in pubblico. Il passo successivo è quello di chiedersi il perché parlare in pubblico spaventi così tanto: la ragione è che si teme di non essere apprezzati, di essere giudicati o derisi. Da lì, si può andare a leggere le esperienze di persone esperte nel parlare in pubblico, imparando dai loro suggerimenti. In questo modo ci si sentirà più fiduciosi.
Il consiglio è dunque quello di documentarsi il più possibile sulla fonte delle proprie paure, solo così ci si renderà conto di quanto semplice sia in realtà affrontarle. Una buona dose di fiducia iniziale è tutto ciò che serve per iniziare la propria battaglia contro la timidezza.

Guardare le persone con occhi diversi

Una delle caratteristiche del timido è la tendenza a credere che tutti siano pronti a criticarlo, giudicarlo o deriderlo. Si tratta di una deformazione nel modo di vedere gli altri, che non porta altro che conseguenze negative. Molto dannosi sono quei pensieri, del tutto immotivati, che spesso ci annebbiano la mente, pensieri come “Quello ce l’ha con me” oppure “Tanto lo so che daranno la colpa a me”.
La ricerca lo conferma: le persone positive e felici hanno più successo. Per sconfiggere il demone della timidezza, è fondamentale tenere sotto controllo queste voci.
L’unica cosa da fare è dunque tentare di uscire da questo guscio, convincendosi che non si è la pecora nera della situazione e che nessuno ha come obiettivo quello di criticarci.
Guardare il mondo e le persone che ci circondano con occhi positivi aiuta a sbloccarsi e ad esprimersi con maggiore fiducia in se’ stessi.
Quando capita di sentirsi inadeguati o inferiori, può essere utile guardarsi intorno con attenzione: ci si accorgerà ben presto che anche le altre persone non sono perfette o migliori, semplicemente diverse.

Parlare, parlare, parlare

Uno dei modi migliori per superare la timidezza è quello di prendere l’abitudine di parlare, parlare con più persone possibili, in contesti diversi. Il trucco è quello di iniziare dal basso, ad esempio scambiando un saluto o due chiacchere con il vicino di casa o il collega che si incontra sempre al bar.
Quando, poco a poco, si inizia a sentirsi a proprio agio, si può provare ad allungare la conversazione.
Lo sforzo più grande è quello di parlare a persone sconosciute, magari il vicino di sedia sull’autobus.
Un buon esercizio per superare gli ostacoli connessi all’arte della conversazione, potrebbe essere quello di sviluppare una sana curiosità verso coloro che ci circondano e imparare a fare domande, abbattendo così quella barriera che impedisce agli introversi di aprirsi al mondo.
Dopo aver instaurato un contatto visivo, magari un sorriso, rompere il ghiaccio con una domanda semplice, magari prendere spunto da ciò che ci circonda.
Le prime conversazioni fra due persone solitamente riguardano questioni in comune. Se si fa lo stesso lavoro o si hanno amici in comune, il gioco è presto fatto, basta esordire con qualche domanda che rientri nella sfera comune degli interessi.

Guardare negli occhi

Ecco uno degli esercizi più difficili per i timidi: mantenere il contatto visivo con il proprio interlocutore, specialmente nel momento in cui si parla, che è quello in cui ci si espone e si teme il giudizio dell’altra persona. Anziché guardare in basso o da un’altra parte, è fondamentale imparare e sforzarsi quanto più possibile a guardare negli occhi l’interlocutore, anche per non trasmettere la sensazione che si non si sia interessati e si stia pensando ad altro.

Superare la timidezza attraverso il linguaggio del corpo

La postura è un forte canale di comunicazione: il modo in cui camminiamo, ci sediamo, stiamo in piedi o compiamo qualsiasi azione, dice molto a proposito del nostro stato d’animo e comunica una serie di messaggi che rivelano il nostro grado di coinvolgimento in una determinata situazione.
Per superare la timidezza, può essere utile partire dal proprio corpo, imparando ad adottare una postura che comunichi apertura, ad esempio tenendo la testa alta, il sorriso sulle labbra ed evitando di tenere le braccia incrociate.
Anche un semplice gesto come stringere la mano può essere un ottimo punto di partenza, basti pensare all’effetto che può avere una stretta di mano più vigorosa, rispetto ad una più debole, che non trasmette altro che insicurezza.