Superare la frustrazione

Con la parola “frustrazione” si intende quella condizione per la quale l’organismo si trova ostacolato, in modo temporaneo o permanente, rispetto alla soddisfazione dei propri bisogni. Tale condizione è purtroppo assai diffusa tra la popolazione, in risposta a stili di vita sempre più stressanti e all’impossibilità di raggiungere determinati obiettivi o anche semplicemente di sentirsi sereni e soddisfatti con ciò che si ha.
Le cause del sentimento di frustrazione possono essere connesse all’ambiente in cui si vive o derivare dalla
presenza e dall’azione di altri individui, soprattutto in ambito lavorativo.

La frustrazione è dunque parte della nostra vita. Stress da lavoro, tensioni in famiglia, improvvisi cambi di piani possono immediatamente proiettarci in uno stato d’animo di rabbia e scoraggiamento. Ogni giornata è potenzialmente ricca di situazioni frustranti: un obiettivo non concretizzato, una persona che non fa quello che ci saremmo aspettati da lei, un rifiuto, una delusione. Chi tende a sentirsi vittima di continui complotti, finirà per certo col diventare un frustrato cronico, sviluppando tendenze autodistruttive. Chi invece prende atto del suo malessere è cerca di opporsi ad esso, imparerà via via ad affrontare anche le situazioni più negative, nella maniera migliore e con il giusto spirito.

La buona notizia è che si può fare qualcosa per imparare a controllare le proprie emozioni in situazioni frustranti, impedendo che esse prendano il sopravvento su di noi.

Breve test

Ecco alcune domande per acquisire consapevolezza circa il proprio livello di frustrazione.

  • Sono spesso frustrato e irritabile?
  • Tendo a dare la colpa agli altri per le mie frustrazioni?
  • Tendo a compensare la frustrazione con cibo spazzatura o altri vizi?
  • Le mie reazioni tendono a ferire i sentimenti degli altri?
  • Quando la frustrazione è passata, mi sento spesso frainteso?
  • Nel corso di una dura giornata di lavoro, tendo a perdere la calma?
  • Quando sono deluso, tendo spesso a sentirmi indegno e a rinunciare?

Aver risposto “si” ad almeno 5 domande indica un livello molto alto di frustrazione. Da 3 a 5 risposte affermative indica un livello moderatamente elevato, 2 risposte affermative indicano un livello moderato, 1 solo “si” indica un livello basso, mentre nessuna risposta affermativa indica che non siamo mai preda di frustrazione. Anche se il proprio livello di frustrazione assume dimensioni preoccupanti , è sempre possibile migliorare, l’unica vera cura è la pazienza, una qualità assai preziosa. Prima ancora di essere pazienti con gli altri, occorrerebbe imparare ad essere pazienti con se stessi.

Ridimensiona le tue aspettative

La maggior parte delle persone si sente frustrata a causa della delusione per qualcosa che non è andata nel modo previsto. Il consiglio è dunque quello di non aspettarsi mai troppo dagli eventi e di prendere quello che viene con gioia, evitando di pensare troppo al fatto che avrebbe potuto andare meglio di così. Avere troppe aspettative è spesso l’anticamera di uno stato di frustrazione.

Prendi la vita così com’è

La vita è come una lunga partita di carte. Alcune mani sono più fortunate, altre meno. Anche ai giocatori più fortunati può capitare di perdere qualche volta, ma non per questo devono sentirsi abbattuti o rimpiangere di non aver vinto. Altre vittorie ci aspettano dietro l’angolo, basta sapere aspettare e vivere con il giusto atteggiamento di positività.

Non prenderla troppo sul personale

Molte persone avvertono frustrazione per essere state deluse da qualcuno o qualcosa, ma troppo spesso tendono a prendere ogni situazione sul personale, come se l’affronto fosse fatto direttamente a loro.
Ognuno ha il suo modo di agire e nonostante le apparenze, il suo comportamento potrebbe non avere nulla a che fare con noi.

Fermati e rifletti

Prenditi il tuo tempo per analizzare lucidamente i motivi della tua frustrazione. Basta fermarsi e riflettere, cercando di valutare se davvero quella situazione è una causa valida per il nostro malessere. È probabile che quando ci si fermi a contemplare, ci si renda conto che nel quadro più ampio delle cose, quel singolo evento non abbia poi tutta quella grande importanza che gli si è data.