Come scrivere un articolo di giornale

La prima caratteristica che contraddistingue un articolo di giornale da qualsiasi altro tipo di testo scritto è lo stile, chiamato appunto giornalistico, che, oltre ad essere impersonale (ad eccezione di recensioni e articoli di opinione), segue precise regole. Numerose sono le tipologie di articolo, in base alle quali variano anche lo stile e il linguaggio adottato: cronaca, intervista, articolo culturale, resoconto ecc.

L’articolo deve comunque essere piacevole sia per chi lo legge, sia per chi lo scrive. A differenza di un romanzo, un articolo si consuma in pochi minuti, ma non per questo può permettersi di essere inconcludente, poco interessante o trattato con superficialità. Molti articoli di grandi giornalisti sono passati alla storia. Se non ci si appassiona alla notizia di cui si sta rendendo conto, è molto probabile che anche l’articolo non incuriosirà il lettore.

Ecco alcuni consigli generali su come preparare un buon articolo di giornale.

La regola delle cinque W

In altre parole, un articolo, specialmente se di cronaca, deve rispondere necessariamente a queste cinque domande, possibilmente nell’ambito delle primissime righe: Who? What? Where? When? Why? (ossia “chi, cosa, dove, quando e perché”). Nel rileggere la propria bozza occorre esaminare se si abbia risposto a tutti e cinque i punti, fondamentali per dare una notizia in modo esaustivo.

La progettazione

Scrivere un articolo è solo l’ultimo step di un lungo e approfondito lavoro preliminare di raccolta dati e idee.
Prima di iniziare a scrivere il proprio articolo è bene raccogliere alcuni elementi e individuare gli aspetti che ci permettano di elaborare un buon articolo. Ecco gli elementi più importanti da tenere in considerazione:

  • Il tipo di giornale cui è destinato l’articolo
  • Il destinatario, ossia il lettore ideale. E’ importante dare un volto al lettore. Che tipo è? Cosa gli interessa? Quanti anni ha? Cosa gli piace sapere? Non c’è giornalismo senza un pubblico.
  • La raccolta del maggior numero possibile di informazioni sul fatto che si sceglie di trattare, che naturalmente deve essere temporalmente vicino al momento in cui si scrive, per destare attenzione nel lettore; un bravo giornalista sa che non vi è nulla di più prezioso delle fonti, pertanto è di fondamentale importanza studiare e valutare al meglio le proprie fonti, esaminandone caratteristiche, punti in comune contraddizioni ecc.

La scaletta

L’articolo di giornale è costituito da un cappello iniziale (o lead), molto breve, che riassume la notizia in poche battute, seguito da un corpo, che tratta la notizia nel dettaglio, e da una conclusione, che può sia contenere indicazioni sugli sviluppi della vicenda sia qualche commento sul fatto da parte di autorità.

La stesura

Una volta raccolti i dati e le idee di cui sopra, si passa alla stesura vera e propria, il momento in cui ci si mette a scrivere le notizie raccolte, mettendo insieme i pezzi e gli elementi ottenuti attraverso le fonti. Il corpo dell’articolo deve raccontare fatti, cose, in assenza delle quali viene meno lo scopo stesso di scrivere un articolo. Si può iniziare fornendo gli elementi fondamentali della notizia, rispettando la regola delle 5 W, per poi sviluppare i dettagli, con dovizia di particolari, trasmettendo a tutti i lettori l’importanza della notizia che stiamo raccontando.

Moltissimi giornalisti, o presunti tali, inventano storie piacevoli ma non raccontano nessuna notizia. Il dovere di una bravo giornalista è quello di attenersi ai fatti e alle fonti. Oltre alle fonti c’è il nulla. I fatti vanno enunciati in modo tale che parlino da soli, come se non ci fosse un narratore. Può capitare di non riuscire ad individuare, all’interno del materiale raccolto, i fatti degni di nota, oppure di non riuscire a raccontarli nella giusta maniera. Se non si trovano le notizie, allora è necessario iniziare da capo. Ecco un piccolo trucco per i giornalisti alle prime armi, che sentono di non riuscire a raccontare la notizia in forma scritta: basta far finta di scrivere una lettera alla propria mamma o ad un amico, iniziando appunto con un “cara mamma, ho scoperto che….”, infine, cancellare il “cara mamma” e con ottime probabilità si avrà realizzato una buona bozza per un articolo.

Il titolo

Il titolo riveste un ruolo fondamentale nell’efficacia dell’articolo, in quanto serve per destare interesse, attirare e incuriosire il lettore, oltre a fungere da orientamento rispetto al fatto narrato.

Il titolo è composto da tre parti: occhiello, titolo propriamente detto e sottotitolo. Molti giornalisti decidono il titolo solo dopo aver completato l’articolo, salvo quei casi in cui esso venga già fornito insieme alla consegna. Altri optano invece iniziare proprio dal titolo, immaginandone uno provvisorio e sviluppando in seguito il corpo.

Una tecnica spesso utilizzata nei titoli è l’ellisse, ossia la soppressione del verbo o l’uso di questo al participio passato.

Tenete presente poi che nelle redazioni ci sono persone che si occupano esclusivamente dei titoli.

Il corpo

La prima parte del corpo dell’articolo è rappresentato dal lead, ossia quelle poche righe in cui si riassume il fatto e si indirizza il lettore, cercando di rispondere immediatamente alle cinque domande (chi, dove, cosa, come e quando). Un buon lead dovrebbe contenere una enunciazione, una situazione, una dichiarazione o una domanda. La notizia viene prima di tutto e va raccontata fornendo il maggior numero di informazioni possibile. L’attacco deve attirare l’attenzione del lettore invogliandolo a proseguire nella lettura e deve pertanto essere privo di informazioni superflue. Il lead deve insomma essere essenziale ma coinvolgente, deve informare e al tempo stesso incuriosire.

Segue poi il corpo vero e proprio del testo, che sviluppa la notizia enunciata dal lead. In questa parte si seguono linee relative alla tipologia di articolo

Nel caso di un articolo-intervista, ad esempio, è bene optare per una breve introduzione che serva a chiarire il contesto dell’intervista e per un corpo centrale articolato su uno scambio di domande e risposte, possibilmente incentrate su argomenti di potenziale interesse per il lettore. In questi casi non è necessaria la conclusione, in quanto le regole della cortesia prevedono che si lasci l’ultima parola all’intervistato.

La conclusione

La parte conclusiva di un articolo contiene una sorta di saluto o congedo, che in termini giornalistici va tradotto in professionalità e cortesia. A tal proposito esistono varie scuole di pensiero. Gli americani, ad esempio, sono piuttosto pragmatici, e sono soliti terminare gli articoli aggiungendo elementi di sfondo, fatti secondari ma comunque importanti. Nel mondo anglosassone gli articoli sono strutturati come una piramide, là dove in fondo sono collocati i fatti meno importanti e meno urgenti.

Le righe conclusive meritano una certa cura, in quanto concorrono a dare il senso generale dell’articolo. In sostanza deve essere una conclusione degna di nota, non necessariamente ad effetto sensazionalistico, ma comunque tale da meritare l’attenzione del lettore. La conclusione è l’ultima cosa che il lettore saprà del nostro articolo, prima di passare alla lettura di qualcos’altro. Nel giornalismo italiano si dice spesso che le cose più importanti di un articolo sono collocate all’inizio e alla fine, due momenti che da soli valgono metà articolo, un po’ come il finale di un film, che molto spesso condiziona l’opinione generale dello spettatore. Un film coinvolgente, ma con un finale buttato lì, in maniera inconcludente, può compromettere l’apprezzamento generale. Lo stesso principio va adottato quando si scrive un articolo.

La revisione

Questa fase prevede una rilettura approfondita della bozza, comprensiva di eventuali modifiche, correzioni, valutazioni e adeguamenti.

La lunghezza

L’unità di misura della lunghezza degli articoli di giornali è la cosiddetta “cartella“: solitamente è il committente dell’articolo a dare indicazioni in tal senso, indicazioni alle quali è fondamentale attenersi, in quanto non si tratta di una scelta personale, ma dettata dalle esigenze della testata giornalistica.

Lingua e stile

Lingua e stile dipendono totalmente dal tipo di giornale, di pubblico e di articolo. Nel caso dell’articolo di cronaca, si adotta spesso il cosiddetto “doppio racconto“, secondo il quale all’inizio si sviluppano le informazioni essenziali, mentre successivamente si riprende il fatto, entrando maggiormente nel dettaglio. Nell’articolo di giornale lo stile deve essere snello, chiaro, impersonale e disinvolto, eventualmente inclusivo di termini dedotti dal gergo quotidiano, questo per essere comprensibile ad un pubblico numeroso ed eterogeneo. Nel caso di articoli specialistici o d’opinione, il lessico può diventare più elevato e settoriale.

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