Santuario Yasukuni

Il santuario di Yasukuni, situato nel quartiere di Chiyoda, Tokyo, è un luogo toccante in cui riaffiorano nella memoria i ricordi dei momenti più tragici della storia del Giappone.

Qui vengono commemorati  e venerati gli spiriti dei soldati caduti in guerra, i cui nomi sono ricordati in lunghissime liste, mentre nell’edificio honden del santuario sono menzionati anche coloro che sono morti in nome dell’impero, tra cui civili, operai, medici e cittadini di altri paesi. Il santuario di Yasukuni, oltre ad essere un importante luogo di culto shintoista, è la meta ideale per coloro che vogliono conoscere meglio il passato turbolento del paese.

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Nome: Santuario Yasukuni

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La storia del santuario

Il santuario Yasukuni fu commissionato dall’imperatore Meiji, che scelse anche il punto in cui doveva sorgere questo edificio. Il santuario nacque sulla scia della guerra Boshin come luogo di commemorazione di coloro che persero la vita combattendo per l’imperatore. Il nome originario del santuario era Tokyo Shokonsha, che letteralmente significa “santuario di raccolta delle anime”, e, infatti, in seguito alla rivolta di Satsuma, avvenuta nel 1877, qui erano sepolte circa 7.000 vittime di guerra. L’imperatore Meiji modificò poi il nome del santuario ispirandosi al volume cinese Zuo Zhuan: nel testo viene citato il termine Yasukuni che letteralmente significa “nazione pacifica”.Fino al periodo della seconda guerra mondiale, il santuario occupò un ruolo molto importante, sia a livello governativo che religioso, e coloro che venivano sepolti qui diventavano automaticamente degli eroi agli occhi della nazione. Durante la guerra, con l’occupazione degli USA, venne sancita la divisione tra Stato e Chiesa e il santuario di Yasukuni divenne a tutti gli effetti un istituto religioso indipendente appartenente all’Associazione dei Santuari Shintoisti. Nel periodo che seguì la fine della seconda guerra mondiale il santuario di Yasukuni fu al centro di numerose polemiche, che sono continuate fino ai giorni nostri, poiché il governo decise di seppellire nel santuario, accanto ai caduti in battaglia, anche i criminali di guerra e questa decisione, ovviamente, non fu ben accolta dalle famiglie delle vittime. Per questo motivo nel 1975 l’imperatore Hirohito si rifiutò di visitare il santuario e da allora la famiglia imperiale si reca a Yasukuni solo in occasione della Giornata di Commemorazione Nazionale dei Caduti in Guerra.
 By: Dick Thomas Johnson

Il santuario di Yasukuni si estende su una vasta area che comprende numerosi edifici ricchi di valore storico, ciascuno dei quali ci racconta un frammento del passato burrascoso del paese. Tra i luoghi religiosi è presente anche un museo e ciò costituisce un fatto insolito che distingue Yasukuni dagli altri santuari del Giappone; all’interno del museo è possibile ripercorrere tutte le tappe della storia di questo luogo, dalla sua fondazione fino ai giorni nostri.
È possibile accedere al santuario attraverso numerose porte torii e mon situate in vari punti del complesso. Arrivando da est vi imbatterete nell’imponente porta Daiichi Torii, che al momento della costruzione, nel 1921, rappresentava la porta più grande del paese. Con la sua struttura in acciaio s’innalza verso il cielo raggiungendo i 25 metri. Da ovest si giunge attraverso la Daini Torii, la più grande porta in bronzo del paese, che fu costruita nel 1887 per sostituire un’antica porta in legno. Proseguendo oltre Daini Torii sarete condotti verso una seconda porta, Shinmon, un grazioso edificio in legno di cipresso che fu costruito nel 1934. Ad ovest di questa porta si trova Chumon Torii; oltrepassata quest’ultima si raggiunge infine all‘haiden.

Tra gli edifici religiosi presenti all’interno del complesso potete ammirare alcune strutture religiose molto importanti, tra cui l’haiden, la sala dedicata alle preghiere. Questo edificio fu realizzato nel 1901 e, anche se in seguito furono apportate delle modifiche e alcuni rinnovamenti, conserva  ancora oggi il suo aspetto e il suo fascino originali; all’interno potete ammirare alcuni schermi bianchi appesi al soffitto che vengono colorati di viola durante le occasioni e le cerimonie speciali. Alla destra dell’haiden si trova la Sala delle Assemblee o Sanshuden; qui si trovano le sale da ricevimento e d’attesa per i visitatori.
Proseguite nel tour verso l’honden, che rappresenta il santuario principale, all’interno del quale vengono custodite le reliquie delle vittime e hanno luogo i principali rituali shintoisti. Purtroppo potrete ammirare questo luogo sacro sollo dall’esterno, poiché è chiuso al pubblico.

Uno dei tesori più importanti del santuario è custodito all’interno del Reijibo Hoaden, ovvero il magazzino dei registri che si trova nella zona retrostante la sala honden e che fu costruito dall’imperatore Hirohito; qui sono conservati i documenti storici e le liste dei kami, gli spiriti nobili venerati al santuario. Oltre a queste strutture, sono presenti due piccoli santuari secondari, Motomiya e Chinreisha. Il primo fu costruito per commemorare i caduti nella guerra civile che scoppiò durante il periodo del Rinnovamento Meiji e il suo nome, che letteralmente significa “Santuario Originale” fa riferimento al fatto che questo edificio ispirò il santuario di Yasukuni. Invece il piccolo santuario Chinreisha ricorda coloro che rimasero uccisi in guerra o altri eventi tragici e che al momento non sono ricordati nell’honden.
Passeggiando all’interno del complesso noterete, sparsi qua e là, numerosi monumenti e statue, anche questi legati alle vicende belliche del paese. Tra questi c’è l’incantevole fontana Irei no Izumi, dedicata a coloro che hanno sofferto o sono morti di sete durante le battaglie; la Statua della Vedova di Guerra con Bambini rende omaggio invece a tutte quelle madri che hanno dovuto crescere i loro figli da sole durante, e spesso anche dopo, le guerre. La figura dei piloti kamikaze, che durante la guerra si lanciavano in missioni suicide contro le navi nemiche, viene ricordata con la Statua del Pilota Kamikaze, una scultura in bronzo collocata alla sinistra dell’entrata di Yushukan. Una delle prime statue di bronzo del Giappone si trova proprio nel santuario Yasukuni e raffigura Omura Masujiro, il “Padre del Moderno Esercito Giapponese”.

Oltre a questi monumenti più antichi, potete trovarne anche di più recenti, come il Monumento alla Giustizia Radha Binod Pal, aggiunta nel 2005, che raffigura l’omonimo giudice indiano che dichiarò non colpevoli gli accusati giapponesi dei crimini di guerra. Alcune statue che potete ammirare nel santuario commemorano alcuni animali, come cavalli, cani e i piccioni viaggiatori, anche loro vittime della guerra.

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