Quale facoltà scegliere

Una volta terminate le superiori, arriva per molti il momento di scegliere se cercare un lavoro o proseguire gli studi, e nel caso si opti per la seconda opzione si è chiamati a decidere quale facoltà intraprendere.

Spesso tale scelta viene fatta in maniera frettolosa o magari per assecondare le aspettative della propria famiglia o per emulare i propri amici, finendo così per iscriversi ad una facoltà non adatta a noi, perdendo tempo e denaro. I dati parlano chiaro: uno studente su cinque cambia il proprio corso di laurea al primo anno di studi. E nonostante alcuni riescano comunque ad ottenere una laurea che quasi sicuramente non darà loro alcuna soddisfazione, la maggior parte abbandona gli studi, non appena capisce di aver commesso un errore. L’unico modo per ovviare a tutto ciò è quello di prendersi del tempo per riflettere e capire davvero quale sia la strada giusta da percorrere.

Le proprie inclinazioni

Il primo passo è naturalmente interrogarsi su quali siano i propri interessi, le proprie predisposizioni e le proprie aspirazioni, cercando di capire se vi possa essere un percorso accademico in linea con il proprio profilo. Chi avesse ancora le idee confuse può orientarsi su un test attitudinale (online se ne trovano molti), che permetta di focalizzare al meglio le proprie inclinazioni.

I pro e i contro

Una volta fatto l’esame di coscienza e appurate le proprie inclinazioni e aspirazioni, potrebbe essere utile stilare una lista di tutte le facoltà ritenute interessanti, provando a scrivere, per ognuna, tutti i pro e i contro, dal punto di vista di: durata, esami, eventuali tirocini (sia in Italia che all’estero), servizi ed infrastrutture, possibilità di inserimento nel mondo del lavoro ecc.
In questo modo si potrà avere un quadro nettamente più chiaro e arrivare a scegliere nella maniera più serena e consapevole, riducendo al minimo i rischi di pentimento.

Valutare in base agli sbocchi lavorativi

Un altro metro di giudizio è quello di provare a pensare a cosa si vorrebbe fare come lavoro o, più cinicamente, a capire quali possibilità concrete di inserimento lavorativo possano fornire le diverse facoltà. In realtà nessuna laurea garantisce un lavoro, ma è pur vero che alcune facoltà, statisticamente parlando, offrono più possibilità in questo senso.
Detto ciò, la situazione, a prescindere dalla facoltà scelta, non è delle più rosee, visto l’elevatissimo numero di brillanti laureati alle prese con lavori precari e sottopagati, quasi uno schiaffo agli anni di sacrifici passati a studiare e culminati in molti casi in lauree con lode.
Ad influire sulle possibilità di entrare nel mondo del lavoro, vi è anche la collocazione dell’università: in alcune città particolarmente vitali dal punto di vista economico, potrebbe essere decisamente più facile trovare un posto di lavoro soddisfacente e in linea con il percorso di studio fatto.
Sul web e su certi quotidiani, si possono trovare inoltre tutti i dati necessari per farsi un’idea generale del mondo del lavoro e capire quali potrebbero essere i corsi che, almeno sulla carta, offrono maggiori sbocchi una volta conseguito il titolo. Occorre al tempo stesso informarsi sulle varie professioni, cercando di capire in cosa consistano a livello pratico: titolo di studio richiesto, quanto e dove si lavora ecc.

Reperire informazioni: forum e social

Nell’era dei social network, anche informarsi su una data facoltà universitaria può diventare molto semplice, approfittando delle opinioni di chi già la frequenta o l’ha frequentata in passato. Numerosi anche i forum sul tema e i siti delle varie associazioni studentesche, preziosi per reperire contributi e testimonianze importanti.

Orientamento

Le università italiane forniscono degli utili servizi di orientamento, da usufruire nei periodi che precedono le campagne di iscrizione. Tali servizi permettono di avere tutte le informazioni sui corsi di quella determinata facoltà, inclusi stage all’estero, borse di studio ecc.
E’ sufficiente consultare il sito ufficiale dell’università della propria città per scoprire orari e modalità dei servizi di orientamento. Le varie facoltà organizzano in genere le cosiddette giornate a “porte aperte”, nelle quali professori e laureandi illustrano i vari corsi e sono a disposizione per rispondere a tutte le domande dei potenziali nuovi iscritti. In molti casi si organizzano dei tour guidati all’interno dell’università, un modo perfetto per vedere direttamente i luoghi della didattica e tutti i servizi a disposizione degli studenti.

La scelta del luogo

Una delle prime variabili da tenere in considerazione quando si sceglie l’ateneo è la città. I più fortunati che vivono nelle grandi città (Milano, Roma, Bologna) potrebbero non avere la necessità di spostarsi, mentre per tutti gli altri il trasferimento potrebbe essere un passo da affrontare. Naturalmente è una scelta non facile, in quanto ciò presuppone doversi trovare un alloggio e naturalmente vivere lontano da amici e parenti, anche se si tratterebbe di una trasferta a tempo determinato. Gli elementi da considerare sono diversi: il corso di laurea, il piano di studi e le strutture a disposizione, oltre ad eventuali possibilità di tirocini, scambi culturali ecc.
Considerato anche il fatto che spesso il futuro non è dettato da “quale facoltà” ma dalle capacità della singola persona, vi consiglio caldamente di non andare troppo lontani da casa perlomeno inizialmente, per contenere i costi. Se poi in futuro vorrete buttarvi in un’esperienza all’estero, ben venga, ma almeno inizialmente puntata al risparmio, non trovate una facoltà a 1000km da casa solo perché è cool, in modo particolare se non siete proprio portati nello studio.

Il budget

Studiare all’università costa, e non poco. Nonostante la possibilità di accedere a borse di studio, resta il fatto che le tasse universitarie sono ingenti, senza considerare che a queste vanno sommate le spese per i libri di testo e gli eventuali costi di trasferta per chi decidesse di spostarsi in un’altra città.
La decisione di iscriversi all’università va purtroppo presa anche in relazione alla possibilità o meno di sostenere tali costi. L’alternativa è quella di optare per un piccolo lavoro part-time che permetta allo studente di mantenersi e al limite di concedersi la libertà di scegliere quale facoltà frequentare e in che città frequentarla.

Tirocini e dintorni

Un ulteriore metro di valutazione nel scegliere la facoltà, potrebbe essere quello di informarsi sulla possibilità di svolgere degli stage all’interno delle aziende. Questo aspetto è di vitale importanza per aumentare le possibilità di un inserimento lavorativo dopo la laurea. Scegliere un corso di laurea che si sa essere particolarmente connesso al tessuto produttivo del paese, potrebbe rivelarsi una mossa vincente.

Facoltà a numero chiuso

Se da un lato scegliere in tutta fretta non è certamente auspicabile, dall’altro potrebbe rendersi necessario , in alcune situazioni, giocare d’anticipo, soprattutto per coloro che decidono di iscriversi a facoltà a numero chiuso (architettura, medicina ecc.): in questi casi gli atenei impongono un limite al numero dei nuovi studenti che possono effettuare la pre-iscrizione, il tutto fino ad esaurimento posti e allo scopo di garantire una didattica di più alto livello. Per tutti coloro che fossero interessati a queste facoltà, il consiglio è quello di muoversi per tempo e prepararsi debitamente per i test di ingresso.

La situazione italiana

Una premessa importante è che, in un paese come l’Italia, un’università non vale l’altra: il panorama dei vari atenei presenti sul suolo italiano è più che mai variegato, con realtà di eccellenza, affiancate da altre che di fatto si collocano uno o due passi indietro.
Il Sole 24 ore ha stilato una classifica annuale delle università italiane più e meno virtuose (sia pubbliche che private), incrociando i dati del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Almalaurea, Stella ed Istat: a guidare la classifica i politecnici di Milano e Torino, mentre tra le statali, si piazzano ai primi posti l’Università di Modena e Reggio Emilia e quella di Trieste. Tra le private, al primo posto si piazza la Bocconi, seguita dalla San Raffaele e la Luiss, che hanno registrato datti ottimali in termini di rendimento degli studenti, puntualità alla laurea e fondi per la ricerca.

Agli ultimi posti si collocano invece molte università del Sud, soprattutto quelle di Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. Più nel dettaglio, la maglia nera va alle napoletane L’Orientale e la Parthenope. Non tutto il meridione segue questa tendenza: il Politecnico di Bari si piazza ad un decoroso 22° posto, mentre l’Università Mediterranea di Reggio Calabria al 31°.