Come non sprecare cibo

Lo spreco alimentare è uno dei fenomeni più comuni nella società moderna, complice un consumismo esagerato che porta a comprare più del necessario, con la conseguenza di trovarsi spesso a dover buttare via prodotti non consumati che hanno superato la data di scadenza.
Secondo un recente studio della FAO, ogni anno vengono sprecati 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari a circa un terzo della produzione totale di cibo destinato al consumo umano.
La responsabilità dello spreco è ovviamente dei consumatori, che spendono in media 300 euro all’anno in cibo che viene buttato senza essere consumato.

Complice la crisi, molte persone hanno fortunatamente iniziato a ridurre gli sprechi, ma al di là delle motivazioni, sprecare cibo è socialmente inaccettabile.
Per evitare gli sprechi è fondamentale imparare la corretta conservazione dei cibi, il primo passo per evitare di doverli buttare senza averli consumati.

Perché si spreca cibo

Da uno studio emerge che la ragione principale dello spreco di cibo è rappresentato da un mancato allineamento tra domanda e offerta, in altre parole, viene prodotto più cibo di quanto effettivamente venga consumato dalle famiglie, senza contare che le allettanti offerte dei supermercati inducono all’acquisto di prodotti non necessari.
Solo il 6% del totale viene donato alle cosiddette banche del cibo o alle associazioni che si occupano di re-distribuirlo.

Come evitare lo spreco

Per evitare il massiccio spreco di cibo è fondamentale che le persone vengano educate ad una spesa intelligente, una corretta conservazione ed eventualmente alle modalità di recupero del cibo non consumato ma ancora buono.

  • Fare la spesa con moderazione: un modo per evitare di comprare il superfluo è recarsi al supermercato con una lista della spesa, che rispecchi le reali necessità del nucleo familiare, evitando di farsi tentare da offerte speciali o prodotti che quasi sicuramente non verranno nemmeno consumati.
  • Fare una spesa sostenibile: una migliore alternativa alle grandi catene di distribuzione sono i cosiddetti mercati sostenibili, che spesso propongono cibo più fresco e buono, oltre che di stagione.
  • Conservare in maniera corretta: ogni tipologia di cibo possiede regole precise per la conservazione, che se se non vengono rispettate portano a dover buttare via il cibo.

La data di scadenza

Molti sottovalutano o ignorano la differenza tra termine minimo di conservazione e scadenza: nel primo caso l’etichetta riporta la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” (ossia la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione), mentre nel secondo caso la dicitura è “da consumarsi entro”, e indica la data entro la quale il prodotto va necessariamente consumato.

Come conservare il cibo: frigorifero e freezer

Tutti i cibi cucinati e non consumati andrebbero messi in frigo entro due ore: trascorso questo tempo si possono infatti sviluppare batteri in grado di rendere il cibo pericoloso.
Gli avanzi devono essere riposti in un recipiente pulito, evitando di riporli o lasciarli nel contenitore in cui sono stati serviti o cucinati.
Per consentire un raffreddamento rapido e uniforme all’interno del frigorifero o del congelatore, lasciare dello spazio per la circolazione dell’aria intorno al contenitore.
Si consiglia sempre di consumare gli avanzi entro un paio di giorni: più a lungo viene conservato un alimento cotto maggiore è il rischio di intossicazione alimentare.
E’ consigliabile riservare il piano più alto ai latticini, quello intermedio ai cibi già cotti e ai salumi. In basso, carne, pesce e cibi crudi, sempre ben distanziati gli uni dagli altri. Utilizzare i cassetti per frutta e verdure, e le mensoline laterali per le uova.
Se si opta per il congelatore, suddividere gli alimenti avanzati in piccole porzioni e sistemarli in contenitori di non più di 5 cm di profondità, in modo tale che si raffreddino più velocemente. Gli avanzi devono essere perfettamente freddi, in modo da mantenere la struttura degli alimenti. Per scongelarli si può utilizzare il frigorifero (che è il modo più sicuro in quanto consente uno scongelamento più lento), l’acqua calda o il forno.
Le stelle classificano gli scomparti più freddi dell’elettrodomestico. Nel caso di un frigo ad 1 stella, l’elettrodomestico non dispone del freezer separato, ma solo di uno scomparto del ghiaccio dove si ha una temperatura inferiore ai -6° e che può garantire la conservazione di prodotti congelati e surgelati fino a una settimana.

Come riscaldare gli avanzi

Salse, sughi e minestre vanno sempre portati ad ebollizione, mentre altri cibi vanno riscaldati fino a raggiungere una temperatura di circa 75°C.

Attenzione: mai riscaldare il cibo più di una volta, né tantomeno mescolarlo a cibi freschi.

Evitare gli sprechi in estate

Con l’arrivo dell’estate e di temperature più alte, i cibi diventano più facilmente deperibili, tanto che aumentano gli sprechi. Ecco alcuni consigli su come evitare di buttare sprecare il cibo nei mesi estivi.

  • Controllare sempre la modalità di conservazione riportata sull’etichetta e rispettarla, al fine di non avviare il processo di degradazione del prodotto, che in estate diventa più veloce.
  • Quando si fa la spesa al supermercato, acquistare per ultimi i surgelati e utilizzare le apposite borse termiche, in modo che il trasporto del cibo avvenga nel più breve tempo possibile.
  • Appena si arriva a casa, sistemare velocemente la spesa, in modo da non interrompere la catena del freddo.
  • Evitare di aprire e chiudere frequentemente il frigo, per non far salire troppo la temperatura e rischiare di scongelare i cibi.
  • In virtù della alte temperature dei mesi estivi, il termostato del frigo deve essere spostato su una temperatura più fredda rispetto all’inverno.
  • Se possibile, rispettare la regola del “primo dentro primo fuori”, ovvero consumare per primi gli alimenti che sono stati riposti per primi in frigorifero.
  • Per quanto riguarda i prodotti che si possono conservare a temperatura ambiente, fare attenzione a non posizionarli in luoghi dove siano eccessivamente esposti al caldo. Inoltre, una volta aperti, è bene riporli in contenitori chiusi.
  • Scegliere frutta e verdura al giusto grado di maturazione e, una volta a casa, riporli nello scomparto apposito del frigo, possibilmente avvolti in sacchetti di carta.
  • Appena possibile, cucinare il cibo acquistato, evitando di lasciarlo in frigo o a temperatura ambiente per troppo tempo, specialmente se si tratta di carne o pesce.

Ad ogni cibo la sua stagione

  • Frutta e verdura: se si acquistano prodotti di stagione si risparmia e si ha una maggiore garanzia in termini di freschezza e qualità. E’ importante dunque tener conto sia dei periodi stagionali dei prodotti che della provenienza nazionale o estera.
  • Pesce: generalmente il pesce costa meno nei mesi di ottobre e novembre, in quanto in questo periodo l’offerta supera la domanda: in autunno si tende a consumare meno pesce per dedicarsi a funghi e cacciagione.
  • Carne: alcune carni, come ad esempio l’agnello, costano molto meno d’estate.
  • Salumi e formaggi: non vi sono stagionalità. Se si desidera risparmiare, il consiglio è quello di acquistare il necessario, facendo molta attenzione alle date di scadenza, soprattutto per i formaggi freschi.
  • Pane: anche in questo caso non vi sono stagionalità. Il consiglio è però quello di orientarsi verso pani locali, o di sostituire il pane di pezzatura piccola con quella più grande a seconda della regione dove si vive.

Un’idea vincente: Last Minute Market

Last Minute Market è una società che opera su tutto il territorio nazionale per il recupero dei beni invenduti e non più commercializzabili, a favore di enti caritativi. Last Minute Market si impegna sensibilmente nel ridurre lo spreco di cibo, valorizzando i prodotti invenduti, con enormi vantaggi dal punto di vista sociale, ambientale, economico e nutrizionale.

Riutilizzare gli avanzi

Un tempo usare gli avanzi per cucinare altre pietanze era la consuetudine: nulla veniva buttato e tutti i cibi non consumati trovavano una seconda vita. Oggi, purtroppo, questa abitudine si è persa e nella spazzatura finiscono spesso cibi ancora perfettamente commestibili.

A volte basta solo l’aggiunta di qualche altro ingrediente ed un po’ di fantasia per trasformare una pietanza in un piatto nuovo e buonissimo.

Ecco alcune idee vincenti per riutilizzare con successo gli avanzi del giorno precedente.

  • Purè: se non è troppo liquido, stendetelo, ritagliatelo con delle formine e passatelo in poco burro, da condire a piacere per realizzare degli ottimi hamburger vegetariani. In alternativa si possono fare delle crocchette passando il purè nell’uovo sbattuto e nel pangrattato e poi friggendolo.
  • Verdura nel frigorifero: tutta la verdura dimenticata nel frigorifero, dall’aspetto poco invitante, è in realtà ottima per realizzare un brodo vegetale.
  • Verdure arrostite: tutti gli avanzi di verdure arrosto possono essere utilizzati per fare un minestrone, al posto degli ingredienti freschi che si usano solitamente.
  • Foglie di sedano: le foglie del sedano non vengono quasi mai utilizzate, pur essendo ottime da aggiungere a zuppe, stufati e insalate.
  • Pomodori: farli seccare in forno, cospargendoli con olio e erbe, e cuocendoli per due ore a 225°C. Si possono poi conservare in barattoli, coperti di olio extra vergine d’oliva.
  • Piselli, fagioli, mais, carote, broccoli, cavolini di bruxelles, cavolfiori, bietole, spinaci e cavolo nero: se si teme di non riuscire a consumarli prima che appassiscano, sbollentarli e metterli in frigo.

Come riutilizzare bucce e gambi di frutta e verdura

  • Biscotti con bucce di mele: utilizzare le bucce di mela tagliate finemente da aggiungere ad un qualsiasi impasto per biscotti.
  • Patatine caserecce: le bucce delle patate sono ottime se tagliate a strisce e fatte friggere in olio bollente.
  • Crema di gambi di broccoli: bollire i gambi dei broccoli, frullarli e aggiungere un pochino di latte.
  • Frittata con foglie di ravanelli: tritare le foglie di ravanelli e sbollentarle, poi aggiungerle alle uova strapazzate.
  • Polpette con foglie di porro: sbollentare le foglie di porro e utilizzarle per avvolgere le polpette. In alternativa si possono tritare e aggiungere all’impasto di carne.
  • Pesto di bucce di carote: frullare le bucce di carote con mandorle, uno spicchio di aglio, un filo di olio e un pizzico di peperoncino.
  • Infuso di bucce di arance: tagliare le bucce a strisce, farle essiccare per circa 2 ore a 50°. Si possono realizzare ottimi infusi digestivi aggiungendo pepe e un rametto di timo.
  • Salsa di gambi di carciofi: bollire i gambi e le foglie esterne dei carciofi; frullare il tutto con una manciata di noci e olio.

Come riutilizzare il pane raffermo

Il pane raffermo può essere riutilizzato per la preparazione di numerose ricette, molte delle quali provengono dalla cucina “povera” e regionale.

  • Crostini: tagliare il pane a fette o a cubetti e rosolarlo in padella in olio extravergine, eventualmente con aggiunta di erbe aromatiche, fino a doratura. I crostini possono essere preparati anche al forno.
  • Pangrattato: uno dei modi più semplici per recuperare il pane raffermo. Grattugiando il pane avanzato, si eviterà di doverne comprare una versione confezionata, che spesso contiene additivi.
  • Torta di pane avanzato: si può realizzare un’ottima torta per colazione o merenda, utilizzando il pane raffermo al posto della farina.
  • Zuppe: aggiungere qualche pezzo di pane raffermo nelle zuppe o nei passati di verdura, serve a renderle ancora più dense e gustose.
  • Gnocchi di pane raffermo: anziché utilizzare la farina fresca per la preparazione degli gnocchi, si può utilizzare con successo il pane raffermo grattugiato, lavorandolo insieme a patate, polpa di zucca o carote lessate e schiacciate.
  • Pappa al pomodoro: i pomodori a cubetti vanno cotti insieme ad olio, aglio e basilico, per poi passare all’aggiunta di pane raffermo e di brodo vegetale.