Nishi Hongan-ji

Il tempio Nishi Hongan-ji è la sede principale del Buddismo Shin Honganji detto anche Jodo Shinshi Honganji. Il tempio ruota attorno alla figura del fondatore del Buddismo Shin, il monaco Shinran i cui insegnamenti ancora oggi conquistano i cuori  di tantissimi fedeli.

La figura di Shinran viene commemorata in tantissime occasioni, come la cerimonia che si è svolta nel 2012 in occasione dei 750 anni dalla scomparsa di Shinran; in ogni cerimonia si riflette sulla vita e sugli insegnamenti del monaco che guidano e confortano tantissime persone in un mondo moderno in cui regnano la confusione e i conflitti.

Mappa:

Nome: Nishi Hongan-ji
Orario: Dalle 5 alle 17. Fino a 18 da maggio ad agosto.
Costo a persona: Gratuito


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Il passato turbolento del tempio

Nel punto in cui sorge il tempio di Honganji si trovava in origine il mausoleo di Shinran Shonin. Nel 1272 reliquie del fondatore del Buddismo Shin furono trasferite da Otani, sulle colline ad est di Kyoto, al luogo in cui si trova oggi il tempio per volere della figlia di Shinran, Karushinni. Quest’ultima poté contare sull’aiuto dei tantissimi fedeli, seguaci di Shinran, che si misero all’opera per costruire una cappella al cui interno fu collocata una statua di Shinran. Alcuni anni dopo il mausoleo venne dedicato alla scuola buddista Shin; in seguito attorno al 1300, il mausoleo divenne a tutti gli effetti un tempio. A questo edificio fu attribuito il nome di Hongan-ji, che letteralmente significa “Tempio del Voto Originario” e diventò la sede principale e il cuore pulsante del Buddismo Shin.

Gli incendi e le guerre danneggiarono il tempio che fu poi ristrutturato ed ampliato; furono aggiunti nuovi edifici, tra cui la Sala del Fondatore e la Sala di Amida Buddha, e Hongan-ji cominciò lentamente ad assumere la forma che presenta tutt’oggi.

By: gtknj
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In particolare sotto la guida del monaco Reynno l’importanza del tempio crebbe enormemente, di pari passo con la diffusione degli insegnamenti di Shinran; il monaco Rennyo raccolse molti consensi tra la popolazione e la sua abilità di diffondere il credo della scuola buddista Shin fece aumentare in maniera esponenziale il numero di seguaci. Allo stesso tempo, però, crebbe anche la rivalità con la scuola Tendai che non vedeva di buon occhio la grande influenza del buddismo Shin. Questi conflitti sfociarono in un attacco dei monaci guerrieri Tendai al tempio di Hongan-ji che fu quasi raso al suolo nel 1465. Da questo momento cominciò un periodo davvero turbolento per Hongan-ji che fu ricostruito e distrutto più volte dai signori della guerra e dai monaci guerrieri delle altre scuole buddiste che temevano la forte ascesa del buddismo Shin, ormai inarrestabile. Gli scontri continuarono fino alla fine del 1500 quando sotto la guida di Toyotomi Hideyoshi il paese fu unificato e lui stesso donò la terra dove oggi sorge il tempio di Hongan-ji che, dopo vari secoli, tornò a Kyoto.

La vita di Shinran

Il buddismo Shin ha origini molto antiche e la sua fondazione fu opera del monaco Shinran Shonin. Shinran nacque in un periodo contrassegnato dalle lotte tra i clan guerrieri ed in questo clima di violenza e instabilità il Buddismo, ormai un lusso della nobiltà,  non era più in grado di aiutare e guidare la popolazione. Alla giovane età di nove anni Shinran decise di dedicarsi al buddismo e si preparò alla sua vita da monaco studiando presso il tempio del Buddismo Tendai sul monte Hiei. Nonostante il suo impegno e la sua dedizione Shinran non trovava conforto nel Buddismo Tendai e la corruzione dilagante del monastero del monte Hiei lo portò a mettere in discussione ciò a cui aveva dedicato gran parte della sua vita. La svolta avvenne grazie all’incontro con il monaco Honen Shonin, grande promotore del Nembutsu, una forma di preghiera che consiste nel ripetere continuamente il nome di Amida Buddha per raggiungere l’illuminazione. Shinran decise di abbandonare la scuola Tendai ed unirsi al movimento di Honen. La forte diffusione e l’influenza degli insegnamenti di Honen accrebbero le gelosie e le ostilità delle altre scuole buddiste e del governo che vietò l’insegnamento del Nembutsu e esiliò Honen e Shinran dalla capitale. Questi avvenimenti non fermarono però Shinran che continuò ad insegnare il Nembutsu attirando una folta schiera di seguaci. A sessantanni decise di ritornare a Kyoto e si dedicò alla scrittura dell’opera che divenne poi il testo principale del Buddismo Shin, Kyogyoshinsho, e altri testi tra cui le tre collezioni di wasan.

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La visione del buddhismo Shin

Probabilmente vi chiederete perché il Buddismo Shin ha attirato così tanti seguaci che hanno trovato conforto nei suoi insegnamenti. Alla base di questa dottrina buddista c’è la visione di una vita improntata alla saggezza e alla compassione e l’obiettivo primario che si prefigge il Buddismo Shin è portare ogni essere umano ad avere una vita piena e soddisfacente. Questo scopo si raggiunge, secondo gli insegnamenti di Shinran, rivolgendosi al Buddha Amida e coloro che si affideranno al Buddha otterranno la salvezza e a loro si apriranno le porte della Terra Pura, il regno dell’illuminazione. Shinran sosteneva che recitare in maniera genuina il Nembutsu ripetendo più volte il nome del Buddha, Namu Amida Butsu, porta alla rinascita nella Terra Pura e trasforma le nostre menti rendendole sagge e compassionevoli. L’intenzione con cui viene recitata la preghiera è fondamentale: finché il fedele prega con il solo scopo di raggiungere il regno di Buddha tutto ciò a cui lui aspira è il proprio bene e la propria salvezza. Secondo Shinran fino a quando penseremo soltanto a noi stessi non faremmo altro che erigere dei muri tra noi e il prossimo e questo causa un aumento di tutti quei sentimenti che avvelenano la nostra vita, come il desiderio, l’invidia, la rabbia e la paura; agire influenzati da questi sentimenti non provoca altro che un ulteriore dolore. Nel momento in cui ascoltiamo e ci affidiamo al Voto Originario di Amida la nostra mente acquisisce una fiducia autentica e sincera e arriviamo a comprendere che tutti i nostri progetti sono inutili e non realmente necessari; nel momento in cui la luce di Amida illumina le nostre esistenze e ci dona saggezza comprendiamo che tutte le nostre azioni sono frutto di una visione egocentrica.

In merito alla vita dopo la morte, il Buddismo Shin sostiene che nel momento in cui il corpo muore coloro che si sono affidati ad Amida saranno portati nella Terra Pura per poi rinascere nel mondo terreno con l’obiettivo di portare a termine il loro compito: risvegliare le persone portandole ad acquisire consapevolezza.

Uno dei fattori che incise sulla diffusione del Buddismo Shin è che questa dottrina è rivolta a tutti; dopo un periodo in cui il Buddismo era stata una religione riservata agli aristocratici e agli imperatori, Shiran attua una rivoluzione sostenendo nella sua opera che il Voto Originario di Amida pone tutti gli individui sullo stesso piano senza alcuna distinzione. Ed è il Voto stesso a salvare le persone dal male senza la necessità di compiere alcuna buona azione; nessuna buona azione, infatti, può portare a risultati migliori del Nembutsu. Un aspetto molto importante del Buddismo Shin è anche la condivisione; secondo Shinran nel momento in cui una persona si affida al Voto avverte immediatamente la necessità di condividere i benefici acquisiti con altre persone.

Nella sua opera Shinran tratta anche della distinzione tra buoni e cattivi e di come il Buddismo Shin  concepisce questa distinzione in relazione alla rinascita nella Terra Pura. In altre religioni al cattivo non viene concesso di accedere al Paradiso a causa dei peccati commessi, ma nel Buddismo Shin la visione è molto differente. Non è infatti scontato, sostiene Shinran, che se una persona cattiva ottiene di rinascere allora automaticamente anche tutte le persone buone ci riusciranno; questo ragionamento, infatti, si scontra contro l’obiettivo del Voto Originario, che è considerato l’Altro Potere. I buoni fanno affidamento alle buone azioni compiute e spesso non riescono ad affidarsi completamente all’Altro Potere e questo requisito è fondamentale per la rinascita.

I cattivi che riescono nell’atto di affidarsi all’Altro Potere rappresentano coloro che possiedono il motivo più vero e sincero per aspirare alla rinascita.

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