Monumento alla Democrazia di Bangkok

Il Monumento alla Democrazia è un monumento pubblico nel centro di Bangkok, situato sulla rotatoria all’incrocio tra Ratchadamnoen Klang Road e Dinso Road, proprio in corrispondenza del limite tra la parte antica e quella moderna della città.
Recentemente il monumento ha fatto da teatro a scontri fra l’esercito del re e i suoi oppositori politici, un evento terminato purtroppo in tragedia, con la morte di quasi 130 persone.

Il monumento è stato commissionato nel 1939 per commemorare la cosiddetta “Rivoluzione siamese del 1932″, che ha portato alla creazione di una monarchia costituzionale in quello che era allora il Regno di Siam, e avrebbe dovuto rappresentare un simbolo importante anche a livello architettonico, alla stregua di un arco di trionfo europeo.
Il progetto è di Mew Aphaiwong, con la collaborazione dello scultore italiano Corrado Feroci, che per l’occasione utilizzò il nome fittizio di Silpa Bhirasi onde evitare le ire giapponesi, nel corso della seconda guerra mondiale.
Al fine di far posto al cantiere, residenti e commercianti vennero sfrattati dalle loro case e imprese con preavviso di 60 giorni. Il piano prevedeva anche l’ampliamento di Ratchadamnoen Road, allo scopo di creare un ampio viale cerimoniale.

Caratteristiche architettoniche ed elementi stilistici

Il monumento si compone di quattro vele in pietra che culminano in un santuario centrale.
Il fulcro è una rappresentazione scolpita di un manoscritto con la Costituzione Thailandese del 1932, sulla cima di due ciotole d’oro. La Costituzione è simbolicamente custodita da quattro strutture alari simili, che rappresentano i quattro rami delle forze armate thailandesi: esercito, marina, aviazione e polizia, protagonisti del colpo di stato del 1932.
Le vele sono alte 24 metri, stessa dimensione del raggio alla base del monumento, a ricordare che il colpo di stato è avvenuto il giorno 24 giugno. La torretta centrale è alta tre metri, a simboleggiare il mese di giugno, che è il terzo mese del tradizionale calendario thailandese.
Inizialmente vi erano anche 75 piccoli cannoni intorno all’anello esterno del monumento, poi rimossi.

Le sei porte della torretta rappresentano le sei parole-simbolo della rivolta: indipendenza, pace interna, uguaglianza, libertà, economia e istruzione.
Alla base di due delle vele, rivolte verso l’esterno, vi sono due fontane a forma di naga, creatura mitologica simile ad un serpente.

Le sculture in rilievo alla base del monumento sono pura propaganda: esse presentano infatti le forze armate come campioni di democrazia e come personificazione del popolo thailandese. Così come raffigurato in queste sculture, il colpo di stato del 1932 è stato messo a segno dalle forze armate thailandesi per conto del popolo, allo scopo di fare della Thailandia una democrazia. Nei rilievi, i civili appaiono solo come destinatari riconoscenti di eroismo e di benevolenza delle forze armate.

Tra i pannelli principali, figurano quello intitolato “Soldati che combattono per la democrazia”, quello intitolato “Personificazione del Popolo”, che ​​mostra un soldato nell’atto di proteggere il popolo thailandese e quello dal titolo “Personificazione dell’ equilibrio e della buona vita”, che simboleggia l’ideologia sociale del regime militare, attraverso una figura allegorica che rappresenta la nazione, seduta in una postura simile a quella di un Buddha seduto, e con in mano una spada e una bilancia, rispettivamente forza e giustizia, affiancata dalle rappresentazioni dello sport, istruzione, religione e arti.

Tra propaganda e realtà

La storia rappresentata da queste sculture è in realtà una distorsione della verità storica. In realtà il colpo di stato del 1932 è stato progettato ed eseguito quasi senza spargimento di sangue, da un piccolo gruppo di ufficiali e di collaboratori civili, mentre il re era in una località di vacanza al mare.
Il risultato fu la promulgazione della prima Costituzione della Thailandia, ma questa era ben lungi dall’essere un’espressione della democrazia tout court. A metà degli anni ‘30 ci fu un tentativo di progredire verso la piena democrazia, nonostante le spaccature interne tra militari e civili portarono il paese verso una dittatura militare a tutti gli effetti.

Dove si trova

Mappa:

Nome: Monumento alla Democrazia

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