La Moda in Giappone

La moda in Giappone è veramente spettacolare, in confronto noi in Italia sembriamo vestiti tutti uguali.

Basta farsi un giro per qualsiasi città giapponese e si possono vedere persone vestite nei modi più originali.

Ognuno si veste come vuole

I giapponesi in generale apprezzano le divise, li fanno sentire parte di un gruppo. Gli studenti possono sentirsi parte della loro scuola e non avere discriminazioni di alcun tipo e chi lavora se ha una divisa si sente parte importante della società. Questo si può notare soprattutto osservando che molti studenti anche nei giorni in cui non vanno a scuola mettono comunque la divisa scolastica per uscire con gli amici; inoltre i signori anziani in pensione che “danno una mano” facendo lavori umili spesso gratis o per pochi soldi, hanno sempre una loro divisa o anche semplicemente un solo oggetto che li fa sentire parte del gruppo di persone per cui lavorano.
Fuori da questi schemi però in fondo i giapponesi si vestono come vogliono. Le ragazze in stile sweet-lolita, paparazzate da tutti i turisti, in fondo in Giappone non se le rifila nessuno, nel senso che possono passeggiare tranquillamente ovunque senza che qualcuno dica “guarda quella!” come succederebbe sicuramente in Italia.
Le mode in Giappone non hanno confini ed ognuno nel tempo libero può indossare quello che gli pare senza dover sentire il peso dele critiche della società.


Nei quartieri di Tokyo

A Tokyo ogni quartiere ha le sue mode ed è proprio questo il bello della città: la sua divisione in quartieri.
Tanto per farvi qualche esempio veloce sui vari quartieri e sulla distribuzione delle mode:

  • Harajuku: moda giovanile alternativa e innovativa
  • Shibuya: moda più consolidata e ogni tanto gruppi tipo le Ganguro in passato.
  • Shimokitazawa: decisamente hippie
  • Ginza: eleganza ai massimi livelli

Le distinzioni tra i vari quartieri non sono solamente per quanto riguarda quello che vestono le persone che li frequentano ma anche i negozi seguono uno stile. Ad Aoyama si trovano importanti brand, ma ad 1km da lì nella strada tra Harajuku e Shibuya si trovano tutt’altro genere di negozi.

E’ perché sono magri?

Nel mondo della moda è decisamente diffusa l’idea perversa che chi indossa i vestiti ad una sfilata dev’essere per forza una persona magra. Non l’ho inventato io questo modo di pensare, e nemmeno ho deciso io come sono fatti i giapponesi.
Mi sono fatto l’idea, forse sbagliata, che i giapponesi riescono ad “osare” più di noi anche per il fatto che sono magri.
Sia ben chiaro che non sto dicendo che se una persona è “in carne” non è bella, anzi! Quello che voglio dire è che alcuni capi d’abbigliamento forse si adattano di più ai giapponesi per via della loro costituzione fisica. Vi basta guardare le foto in questa pagina per capire più o meno come sono fisicamente.
Possono indossare magliette aderenti o magliette molto larghe senza problemi, le donne indossano tailleur e sembrano il prototipo della segretaria, altre indossano tacchi e con le loro gambe lunghe e snelle le fanno sembrare perfette (anche se poi coi tacchi spesso non sanno camminare, ma è un altro discorso)…ecc. Di contro c’è che le donne giapponesi in genere non sono formose, ma anche qua c’è caso e caso… Sto generalizzando ovviamente, però è abbastanza difficile vedere una donna con un seno molto prosperoso in Giappone, e se ci pensate una donna così è altrettanto difficile vederla sulle passerelle delle sfilate di moda.
Se quindi unite la costituzione fisica, il pensiero libero del vestirsi come si vuole, la disponibilità illimitata di negozi e la voglia di shopping, quello che ne esce è un boom esplosivo che fa diventare il Giappone la meta perfetta per gli stilisti che vogliono provare a lanciare qualche moda.



Pazzi per i brand

Alcuni giapponesi vanno pazzi per i brand. Ho conosciuto persone con un lavoro normalissimo che hanno lavorato sodo per mesi per comprarsi qualche prodotto. Sono in vendita riviste in cui si trovano capi d’abbigliamento firmati ed alcuni fanatici poi fanno dei viaggi in Italia principalmente per fare shopping.

Enjo Kosai

Negli anni ’90 si scoprì che molte studentesse adolescenti facevano incontri con uomini maturi in cambio di soldi, usati poi per comprarsi vestiti e gadget di marca. Spesso erano solo incontri come cene al ristorante o qualche cantata al karaoke, altre volte invece si arrivava a fare qualcosa di più.
Questo succede ovunque, anche in Italia, ma in Giappone questo fenomeno ebbe una diffusione molto elevata, con un’alta percentuale (3-4%) di studentesse che hanno fatto questo almeno una volta tra le scuole medie e le superiori.
Lo scandalo col tempo è stato messo a tacere, con severe leggi che proibiscono tutto questo, ma ovviamente con la diffusione di internet, dei cellulari e di alcuni locali compiacenti, gli incontri a pagamento tra adolescenti ed anziani avvengono ancora.

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