Migliorare l’autostima nei bambini

L’autostima è il fondamento su cui un bambino costruisce il proprio benessere e la potenziale chiave del successo come un adulto, e come tale è un bene da incoraggiare e coltivare. I modi per farlo sono diversi, a cominciare dallo sforzo che un bravo genitore dovrebbe fare per interpretare al meglio le loro esigenze e i loro bisogni, creando una base sicura in essi si sentano a loro agio, e dove possano partire per esplorare il mondo che li circonda. L’effetto sull’autostima dei propri figli deriva in realtà da tutti comportamenti di coloro che li circondano, in particolare i genitori, oltre all’ambiente e le esperienze quotidiane che sono chiamati ad affrontare. In genere il bambino si guarda allo specchio e tende ad apprezzare ciò che vede, sentendosi a suo agio con se stesso.

Quando tutto ciò non avviene, possono generarsi dei problemi comportamentali che spesso tendono ad aggravarsi con il passare degli anni: la maggior parte dei problemi comportamentali deriva quasi sempre da una scarsa autostima. Ecco perché è fondamentale che i genitori imparino a migliorare l’autostima dei propri figli. Aiutarli a sviluppare un’autostima non significa farli diventare narcisisti o arroganti, significa al contrario contribuire a far maturare in loro una comprensione realistica dei propri punti di forza e di debolezza, facendo si che potenziano i primi e lavorino sui secondi.

Criticare, ma con moderazione

I bambini tendono a comportarsi a seconda di come gli adulti li etichettano, ecco perché è sbagliato criticare un bambino per la sua incapacità a fare qualcosa, in quanto così facendo lo si incoraggerebbe inconsciamente a comportarsi di conseguenza, facendo maturare in lui la convinzione di essere davvero incapace. Se vostro figlio non dovesse essere particolarmente portato per svolgere una determinata attività, provate a fargli cambiare strada, indirizzandolo verso un’altra attività e cercando di trovare la sua strada. Ridimensionare le aspettative che talvolta si ripone sui propri figli è un passo molto importante per accrescere la loro autostima. Ad esempio, se un genitore pratica con successo uno sport, non dovrebbe dare per scontato che il proprio figlio voglia seguire lo stesso percorso o sia portato per farlo. La cosa migliore è ascoltarlo, capire le sue esigenze e i suoi desideri ed incoraggiarlo su quella strada, lasciando che scopra quello che davvero ama fare.

Le giuste amicizie

Per un bambino, l’influenza delle amicizie rappresenta un aspetto fondamentale nello sviluppo del suo carattere. Se vedete che gli amichetti di vostro figlio tendono ad imporsi su di lui, facendolo sentire a disagio e inadeguato, fate il possibile per indirizzarlo verso altre frequentazioni, questo per evitare che cresca con complessi di inferiorità. E’ importante che i bambini siano circondati da individui che abbiano un’influenza positiva sulla loro autostima. Talvolta capita di incorrere nell’idea che un bambino dovrebbe essere esposto a bambini con valori diversi in modo che si apra alla molteplicità sociale e possa scegliere autonomamente ciò in cui credere, in realtà è fondamentale che un genitore monitori i rapporti interpersonali tra il proprio figlio ed i suoi coetanei, specialmente nella delicata fase della crescita, sia negli anni che precedono la scuola, sia in quelli scolari.
I valori del bambino sono influenzati da tutta una serie di persone che li circondando nei vari ambienti: parenti, allenatori, insegnanti, amici ecc. E’ compito dei genitori schermare i figli da quelle frequentazioni che potrebbero invece distruggere la loro autostima e incoraggiarli a frequentare coloro che possano avere un’influenza positiva. Per prima cosa, lasciate che il vostro bambino scelga autonomamente i propri amici e monitorate i rapporti, cercando di carpirne le sensazioni, al termine di una esperienza di gioco. E’ sereno o turbato? Se tra vostro figlio e il gruppo di amici che frequenta non sembra esserci la giusta chimica, è opportuno intervenire. Un modo per tenere sotto controllo il rapporto che si instaura tra vostro figlio e gli amici è quello di incoraggiarli a giocare a casa vostra, un’occasione per monitorare le dinamiche sociali e imparare qualcosa di più su vostro figlio, sulla sua personalità e il modo di interagire con i coetanei.

Le prime responsabilità

I bambini amano essere responsabilizzati, anche quando sono ancora piccoli. Un buon modo per accrescere la loro autostima è quello di provare ad assegnare loro dei compiti, naturalmente commisurati all’ età (ad esempio chiedendo di aiutarvi in alcune faccende domestiche come ad esempio apparecchiare, preparare un panino, riordinare la sua cameretta ecc.). Affidare un compito ad un bambino contribuisce a farlo sentire orgoglioso, soprattutto se si evidenzia il fatto che quel determinato compito è particolarmente adatto a lui. Chiamare un lavoro “speciale” può aumentare l’effetto in quanto il bambino deduce che, dal momento che gli viene affidato un lavoretto speciale, anche lui deve essere speciale.

Fiducia

Il forte attaccamento dei bambini ai propri genitori li porta a fidarsi ciecamente di tutto ciò che essi dicono o fanno. Un atteggiamento sbagliato porterebbe il bambino a sentirsi crollare la terra sotto i piedi, minando quelle solide fondamenta che questi vede nella figura genitoriale. I genitori hanno il dovere di infondere fiducia nei propri figli, dimostrandosi sempre dalla loro parte, pronti ad incoraggiarli e sostenerli in qualsiasi scelta faranno.

Genitori, specchio dei propri figli

Spesso l’infelicità di un genitore viene trasmessa al bambino, che trova nell’adulto uno specchio dei suoi sentimenti. Ecco perché è importante che questa immagine sia il più possibile positiva.
Gran parte dell’immagine che un bambino ha di se stesso non deriva dalla sua auto-percezione, ma da ciò che gli altri percepiscono di lui. Tutto ciò è particolarmente vero per i bambini in età prescolare che conoscono se stessi in base alle reazioni dei loro genitori.
Tuttavia, non si può certo pensare di riuscire a mostrarsi sempre e comunque sorridenti. Il bambino deve sapere che i genitori possono anche avere delle giornate negative, senza considerare che ingannarli, fingendo di essere allegri quando non lo si è, non servirebbe a nulla, in quanto verrebbe immediatamente percepito.

L’importanza del gioco

Un aspetto che molti adulti tendono a trascurare è quello legato al momento del gioco, un momento fondamentale dove si consolida il legame genitore-figlio. Troppo spesso i genitori sono assorbiti dalle incombenze quotidiane e non dedicano tempo a giocare con i propri figli. Al contrario, mostrarsi coinvolti nelle loro attività ludiche è modo per comunicare che avete piacere a condividere il vostro tempo con loro, facendoli sentire gratificati e dando loro la sensazione di essere importanti ai vostri occhi.
Un principio di apprendimento prezioso che genitori dovrebbero tenere a mente è questo: se è il bambino ad iniziare un gioco, sarà più facile che la sua attenzione rimanga alta e sia migliore il suo apprendimento. Questo è senza dubbio un altro buon modo per accrescere la sua autostima, lasciandogli lo spazio per decidere a cosa giocare.
Il gioco può essere un momento importante anche per un adulto, un modo per farlo evadere dai problemi della vita quotidiana, recuperando il bambino che in lui e rafforzando il legame affettivo e la sintonia con il proprio figlio. Il gioco può essere terapeutico sia per i bambini che per gli adulti.
Quella che può sembrare un’attività priva di significato per molti genitori super impegnati, significa molto per il bambino. Maggiore è l’ interesse che si mostra nel fare le cose insieme al vostro bambino nella fase iniziale del suo sviluppo, maggiore sarà l’ interesse che il vostro bambino avrà nel fare le cose con voi quando sarà più grande.

Spinta e protezione

Aiutare il bambino a sviluppare talenti e acquisire competenze è un approccio fondamentale nel rapporto genitore-figlio, a patto che si basi su un equilibrio tra spinta e protezione: da un lato è necessario spingere il bambino a provare e a cimentarsi con nuove attività, dall’altro occorre proteggerlo da aspettative non realistiche, per non compromettere la sua autostima.