Lavorare in Giappone

Praticamente ogni giorno mi arrivano e-mail in cui mi si chiede come poter trovare lavoro in Giappone. Questo articolo è complementare all’articolo Vivere in Giappone con scritte altre cose relativamente alla vita nel Paese del Sol Levante.

Ho conosciuto moltissime persone, tra cui vari italiani che lavorano lì ed hanno un’ottimo lavoro ed altrettanti italiani che lavorano qua ma campano a fatica, di quest’ultima categoria devo ammettere che alcuni sono molto ridicoli nella loro concezione di lavoro in Giappone e si capisce che a breve dovranno tornare in Italia (NB: alcuni che immaginavo sarebbero dovuti tornare per scarso successo sono già tornati..).

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Prima andate in vacanza o a studiare

Lo dirò meglio nell’articolo “vivere in Giappone” che pubblicherò tra alcuni giorni, ma il senso è che prima di poter immaginare di andare a lavorare in Giappone dovete perlomeno esserci stati per un po’ di tempo in vacanza (almeno 1 o 2 mesi) oppure a studiare (almeno 6 mesi). Vivere in Giappone potrebbe essere diverso da quello che immaginate.

Si trova facilmente lavoro?

Questa è la domanda più banale e più scontata che tutti mi fanno. La risposta è NO. Il Giappone è come qualunque altro stato del mondo e non è facile trovare lavoro, nemmeno il più umile. Per “non è facile” intendo che non è che andate nel primo ristorante o azienda e vi assumono, ma se vi sbattete un po’ non è impossibile.
In Giappone molte persone perdono il lavoro ogni giorno e spesso non riescono a trovarne uno nuovo ed i senzatetto sono in continuo aumento.
E’ quindi necessario mettersi almeno il cuore in pace e pensare che la situazione in Giappone non è delle migliori per i lavoratori.
Al di fuori delle grandi città è forse più difficile trovare lavoro per un italiano, sia per la richiesta più bassa di stranieri (in un paesino di campagna difficilmente servono insegnanti di italiano) sia per una certa diffidenza nei confronti dei “gaijin“. Se possibile puntate quindi sulle grandi aree e dintorni: Tokyo, Yokohama, Kyoto, Osaka, Nagoya ecc.

Chi ce l’ha fatta

Conosco due categorie di italiani che lavorano in Giappone con successo: quelli arrivati anni fa e quelli arrivati recentemente. Tra quelli arrivati anni fa ne conosco molti che fanno gli insegnanti di italiano e campano molto bene, un ricercatore universitario, alcuni proprietari di ristoranti. Tra quelli arrivati di recente in Giappone conosco proprietari di ristoranti che hanno aperto da poco con ottimo successo, un ragazzo giovanissimo che ha un progetto di ricerca in una grossa società giapponese e se desiderasse rimanere lì verrebbe sicuramente assunto a tempo indeterminato, una ragazza italiana che prima lavorava all’estero e poi ha fatto domanda per il trasferimento in Giappone ed è stata subito assunta a Tokyo ecc. ecc.
Ho scritto questo per introdurvi al fatto che non serviva arrivare in Giappone 10 anni fa per trovare lavoro ma se ne trova ancora se veramente lo desiderate e soprattutto siete persone in gamba.

Serve la laurea o basta un diploma?

Nessuno dei due. O tutti e due. So che vi rode aver studiato per 20 anni e leggere quello che sto per scrivere, ma aprite gli occhi: in Italia e nel mondo ci sono un sacco di persone di successo con un ottimo lavoro ed un ottima carriera che hanno preso a malapena un diploma, magari pagando una scuola privata. Quindi non sempre è necessario avere un titolo di studio; potrebbe aiutare ma non è scontato che se voi avete una o più lauree assumono voi e invece chi ha meno titoli non lo assumono. Il Mondo funziona così, che sia giusto o ingiusto poco importa, l’importante è che siate coscienti che funziona così, se vi lamentate perdete solo energie preziose.
In Giappone come in tutto il mondo ci sono due strade: la prima è trovare qualche azienda/scuola/università che cerca stranieri con determinate competenze (di solito almeno laureati) la seconda è fare come si fa anche in Italia e cioè cercare di avere conoscenze. Questo non significa avere raccomandazioni ai danni di altri, ma sicuramente è di grande aiuto conoscere qualche italiano che è già inserito nel lavoro in Giappone o avere amici giapponesi.
Una laurea aiuta, ma conosco diplomati che lavorano in Giappone e laureati che sono dovuti tornare in Italia.

Bisogna sapere il Giapponese?

Se per un semplice viaggio di piacere le lingue assolutamente non servono, a chi vuole lavorare in Giappone è richiesta una discreta padronanza della lingua, perlomeno quella parlata. In alcuni lavori potrebbe essere necessaria una certificazione linguistica come il JLPT mentre per altri lavori vi basta conoscere alcune frasi. Per fare il cameriere ad esempio basta che sapete le classiche frasi per interagire con i clienti, mentre magari se lavorate per una grossa società e fate spesso riunioni importanti bisogna sapere qualcosa di più di qualche semplice frase. Se non sapete il giapponese la cosa migliore è iscriversi ad una scuola di lingua in Giappone.

Voi contro migliaia di persone

Considerate che solo a me sono arrivate centinaia di richieste di italiani che vogliono andare a lavorare in Giappone, il che significa che ci sono migliaia di italiani che hanno questo desiderio. Tenete quindi presente che c’è molta concorrenza.

Rilassarsi al giardino di Shinjuku a due passi dai più alti grattacieli di Tokyo.

Biglietti da visita

I biglietti da visita in Giappone sono molto importanti, vengono scambiati in ogni occasione formale ma anche tra semplici nuovi amici se date il vostro biglietto da visita potrebbe essere un bel gesto. I giapponesi utilizzano spesso biglietti stampati in modo molto semplice e nero su bianco, più o meno come quelli che potete fare nelle macchine automatiche in molte stazioni italiane (anche se queste macchine stanno man mano scomparendo). Vi consiglio di farvi almeno 300 biglietti da visita prima di partire. Se siete giovani e volete fare una bella figura e cercare un lavoro in cui può venir premiata la vostra creatività o il fatto che siete italiani, considerate di farvi alcuni biglietti da visita di dimensioni standard (quelli 5x8cm e non le striscioline di Moo) su Moo.com . Se siete cuochi ad esempio fatevi alcuni biglietti con delle foto dei vostri piatti sul retro, se magari siete ricercatori metteteci qualche frase storica di personaggi del vostro campo, qualche formula o altro. Con un piccolo simbolo come questo potreste spiccare ed essere ricordati in modo positivo. Tenete presente che se però state cercando un lavoro molto formale o in cui non serve creatività e magari la vostra personalità non è veramente creativa, semplici biglietti da visita nero su bianco potrebbero andare meglio: i giapponesi non sempre amano chi “spicca” ed è troppo diverso dagli altri. Però in quest’ultimo caso fate stampare i vostri biglietti su una carta decente, non fateli a casa con la stampante usando normali fogli di carta.

Visto di lavoro

La scuola dove studiate o il vostro datore di lavoro faranno per voi il Certificate of Eligibility con il quale poi potrete richiedere il visto vero e proprio presso l’ambasciata giapponese.

Se invece andate in Giappone per turismo potete rimanere fino a 90 giorni senza dover fare nessuna richiesta di visto (vi verrà semplicemente scritto il giorno d’arrivo sul passaporto appena arrivate), ma in questo caso non potete lavorare.

Chi vi può aiutare a trovare lavoro

Nessuno. Se avete dei contatti stretti con qualche italiano o giapponese in Giappone potrebbero darvi una mano se sono dei vostri amici, ma non se sono dei semplici conoscenti.
Chi abita in Giappone e magari ha un blog riceve di continuo e-mail con richieste di aiuto per trovare lavoro, ma siccome voi non potete dare niente in cambio nessuno vi darà niente se non qualche semplice consiglio.
Se un mio grande amico mi chiedesse un aiuto penso che potrei fare qualche telefonata in Giappone, mandare un po’ di e-mail e prima o poi un lavoro glielo trovo o perlomeno gli trovo qualche posto dove fare un colloquio, ma non metterei mai in gioco la mia reputazione per qualcuno che non conosco da anni ed è così anche per tutte le persone che vivono in Giappone e che ricevono e-mail da parte di sconosciuti: nessuno vi darà aiuto. Potete provare ma di aiuti concreti raramente ne troverete.
Girando presso gli uffici del turismo o ambasciate varie non vi daranno aiuti veramente concreti ma semplici informazioni.

Quale lavoro fare?

I tempi d’oro…

Di tanto in tanto sento parlare dei “tempi d’oro” di vari lavori, sia in Italia che in Giappone. Ad esempio chi costruiva immobili negli anni ’70 in Italia ha fatto i soldi, chi è andato in Giappone all’inizio degli anni ’90 ha trovato ottimi lavori, chi c’è andato poco dopo ha lavorato spesso in TV, ecc. ecc.
Non è semplice trovare il “tempo d’oro” per qualcosa ma credo che ogni momento sia buono per trovare un “tempo d’oro”. Se sperate di diventare ricchi portando la pizza in Giappone sappiate che siete sulla strada sbagliata, un po’ come se sperate di diventare ricchi con i tulipani. Credo che ci sia sempre uno spazio per nuove idee, nuovi commerci ed iniziative però purtroppo non è facile, quindi in genere è meglio ripiegare su lavori magari più comuni. Ma non dimenticate mai che siete italiani e venite dal Paese dove più di ogni altro ci siamo inventati nuovi lavori pur di campare.

Lavori umili o no?

Una cosa positiva del Giappone è che anche i lavori che noi consideriamo “umili” o “duri” sono rispettati come tutti gli altri. La signora che pulisce 10 ore al giorno i gabinetti della stazione è rispettata tanto quanto il manager che lavora in banca perché se non ci fosse quella signora i bagni dopo qualche giorno sarebbero inutilizzabili.
C’è chi dice che uno straniero in Giappone deve abbassarsi a fare i peggiori lavori, ma non sono assolutamente d’accordo. Paradossalmente molti dei lavori più duri o umili sono quelli in cui gli stranieri hanno meno possibilità, ad esempio penso sia abbastanza impossibile trovare lavoro in una società che asfalta strade, fare “l’omino che devia”, quello che pulisce i bagni delle stazioni o simili. Forse potreste trovare posto come magazziniere o muratore perché sono lavori in cui non siete molto a contatto con il pubblico, ma in linea di massima potete provare a fare qualche lavoro ugualmente faticoso ma perlomeno per il quale avete studiato e/o vi sentite realizzati.

Dormire in treno per recuperare le energie dello stress quotidiano- Tokyo.

Iniziate da internet

Prima di girare a caso e lasciare biglietti da visita e curriculum fate un giro sui siti che offrono lavoro in Giappone come Gaijinpot , Jobs in Japan e Find a Teacher.
Iscrivetevi sul sito per conoscere giapponesi e iniziate a cercare qualche amico/a magari interessato all’Italia.
Se avete in mente qualcosa di particolare, cercate collaboratori o qualsiasi altra cosa potete lasciare un annuncio sulla rivista per stranieri Metropolis (la distribuiscono gratuitamente in molti punti a Tokyo come nella libreria Kinokuniya a Shinjuku), se volete è possibile acquistare uno spazio di primo piano per aumentare la vostra visibilità.
Fate anche un giro su Tokyo Craiglist , un sito di annunci gratuiti dove magari potete trovare quello che state cercando. Probabilmente su Craiglist e Metropolis non troverete lavoro ma magari qualche utile contatto.

Partire col “visto” da turista?

Come ho scritto sopra i turisti possono stare in Giappone fino a 90 giorni. Paradossalmente potrebbe essere più facile trovare un lavoro dall’Italia inviando e-mail e facendo qualche telefonata piuttosto che girare in Giappone col visto da turista alla ricerca di un lavoro. Discorso diverso è se avete un visto per studio, in quest’ultimo caso l’azienda potrebbe essere interessata a trasformare il vostro visto in uno “per lavoro”, ma se ufficialmente siete turisti è molto facile avere le porte chiuse in faccia. Quindi mettetevi ore ed ore a fare ricerche su internet per trovare contatti, magari non trovate lavoro così ma potrebbe essere un buon inizio.

Impiegato

Ci sono moltissime società che hanno rapporti tra Italia e Giappone, prima di partire provate a mandare alcuni curriculum in posta elettronica o telefonare a varie società che trovate su internet. Forse è un sistema lungo per trovare qualcuno che vi può assumere ma se sapete presentarvi bene la vostra fatica potrebbe essere ripagata.

Ricercatore in società o Università

Se siete persone con ottimi titoli di studio ed in gamba, vi basterà un solo contatto giusto per entrare nel mondo della ricerca in società private o in università. A differenza dell’Italia in Giappone ci sono buone possibilità per questi lavori.

Cuoco

Saper cucinare un piatto di pasta e fare il caffé non vi basta per poter poter vivere in Giappone, quindi voglio parlare solo a quelli che fanno i cuochi di professione o che almeno hanno studiato per questo
Se provate a girare un po’ di ristoranti italiani o in stile occidentale e lasciare un vostro curriculum potreste avere fortuna. La ristorazione in Giappone è molto fiorente, solo a Tokyo ci sono decine di migliaia di ristoranti e se siete mediamente bravi non vi sarà difficile trovare lavoro.
Considerate però che in Giappone ci sono 11 ristoranti con tre Stelle Michelin, mentre in Francia ce ne sono 10 (in Italia ne abbiamo 6), quindi non pensate di andare in Giappone ed insegnare ai giapponesi come si cucina, tra l’altro in Giappone si mangia un ottima pizza ed anche quest’anno il Concorso Internazionale del Pizzaiuolo che si svolge in provincia di Napoli è stato vinto per l’ennesima volta da un giapponese.

L’ottima pizza della “Bella Napoli

Cameriere

Nei ristoranti giapponesi non ho mai visto camerieri stranieri, ma penso che qualche ristorante italiano o di cucina internazionale potrebbe essere interessato ad assumervi. Fate qualche ricerca su internet di alcuni ristoranti e poi se potete andate di persona a presentarvi o fate prima una telefonata. Se non potete andare di persona mandate un’e-mail con il vostro curriculum e una breve presentazione con anche una vostra fotografia.
Non conosco camerieri che lavorano in Giappone ma penso che a meno che non volete lavorare in un ottimo ristorante ed allora vi serve preparazione ed esperienza, la fortuna potrebbe essere molto importante.

Insegnare l’italiano

Dopo l’inglese, una delle lingue straniere più studiate in Giappone è l’italiano. Ci sono moltissime persone a cui interessa la nostra cultura e la nostra lingua quindi non è troppo difficile trovare qualche studente. Per iniziare provate ad iscrivervi al mio sito per conoscere giapponesi e cercate tutte le persone interessate all’Italia o che vogliono imparare l’italiano.

Molti italiani, ma anche stranieri, insegnano al bar. Nei caffé in Giappone è possibile stare quanto tempo si vuole senza che nessun cameriere faccia mai pressioni per andarsene o ordinare dell’altro; uno dei posti più popolari per insegnare l’italiano è Segafredo, una catena di bar della celebre società italiana. Tenete presente che la maggior parte degli italiani che sono in Giappone a studiare ben volentieri vanno al bar a parlare un oretta per guadagnare dei soldi, quindi c’è una discreta concorrenza.
Ci sono insegnanti di italiano che lavorano in scuole ed università e guadagnano molto molto bene, ma insegnando da Segafredo potete guadagnare un po’ di spiccioli ma difficilmente riuscite a vivere.
Se però siete molto bravi ad insegnare, simpatici, alla mano e pure di bell’aspetto penso non sia troppo difficile trovare un po’ di studenti fissi che magari fanno passaparola e vi portano nuove persone. Iniziate con qualche annuncio su internet, su riviste o spargendo la voce tra i vostri amici giapponesi, magari la prima lezione fatela scontata del 50% ma non totalmente gratuita altrimenti rischiate che ci sia chi se ne approfitta e non torna più facendovi perdere solo tempo.
Se insegnate l’italiano in una scuola di lingua (cosa molto difficile) forse vi fanno il visto e potrebbe diventare il vostro lavoro, altrimenti se insegnate nel tempo libero al bar dovete avere un visto per qualche altro motivo ad esempio per studiare in Giappone.
Fate ben attenzione che la situazione rispetto ad alcuni anni fa è totalmente cambiata come si può leggere su internet e come è facile immaginare. Non pensate minimamente di riuscire a vivere bene insegnando l’italiano a meno che non trovate qualche meccanismo per diventare un po’ conosciuti ed apprezzati e trovare un bel po’ di studenti o farvi assumere in una scuola. Le scuole di solito ma non sempre richiedono una laurea in qualsiasi campo, per assurdo potreste essere laureati in matematica o psicologia ed essere assunti per insegnare italiano.
Se volete insegnare l’inglese o altre lingue ma siete italiani vi sarà molto difficile perché come è ovvio che sia spesso vengono richiesti insegnanti madrelingua.

In fila per il treno per andare al lavoro – Tokyo.

Import-Export di oggetti e cibo

E’ la cosa più semplice del mondo: fate un blog/sito dove mettete in vendita tantissimi oggetti che non avete, voi state in Giappone e un vostro amico in Italia. Il sito lo fate in italiano e con l’aiuto di qualche amico anche in giapponese, poi quando un italiano ordina qualcosa voi andate in un negozio a Tokyo, lo comprate e lo spedite in Italia e la stessa cosa fa il vostro amico in Italia per gli ordini che vengono dal Giappone e poi dividete i guadagni.
Il bello di questo sistema è che non serve avere un investimento iniziale o un magazzino con i prodotti, vi basta fare qualche fotografia dei prodotti nei negozi e metterle sul sito, poi quando arriva l’ordine li acquistate.
I prodotti italiani in Giappone sono sempre andati moltissimo e il Giappone in Italia ha avuto un boom negli ultimi anni, è quindi facile trovare chi è interessato ad action figure, manga, anime, cosplay e prodotti per la cucina.
Sarebbe proprio bello vivere a Tokyo, aspettare gli ordini, appena arrivano farsi un po’ di shopping per la città, fare qualche pacchetto la sera e spedirlo in Italia la mattina dopo. Una vita fantastica direi.
E’ un sistema talmente semplice e ipoteticamente così redditizio che me l’hanno proposto almeno 50 persone, ed ho sempre rifiutato.
Un sistema così lo potete fare se avete già un lavoro (quindi un visto) in Giappone e volete arrotondare per guadagnare con grande fatica qualche spicciolo in più. C’è chi in passato è riuscito a guadagnare buone cifre ma i tempi sono cambiati, se una persona riesce a fare un ordine sul vostro sito riesce a farlo anche su Ebay o su Amazon. Quello che poi forse non tenete presente è che se voi acquistate un prodotto in un negozio a 2000Yen per rivenderlo in Italia a 3000Yen, il negozio stesso dove l’avete comprato potrebbe a sua volta aprire un sito e vendere il prodotto a 2000Yen e ci guadagnerebbe ugualmente, facendovi una concorrenza spietata. I negozi comprano dai grossisti a prezzi molto inferiori a quelli che fanno pagare a voi, quindi l’unico modo per poter fare i soldi con un sistema import-export è acquistare da grossisti e mettere in piedi un’attività che faccia già concorrenza ai migliaia di siti di e-commerce ed iniziare ad avere un buon giro d’affari. E’ sicuramente un sistema possibile ma richiede un investimento iniziale, capacità tecniche, fortuna ecc. ecc. Non lo vedo un buon modo per vivere in Giappone, perlomeno non è alla portata di tutti.

Titoli contro conoscenze

Trovo sempre persone che in Italia si lamentano di favoritismi ed assunzioni immeritate di persone che hanno meno titoli di altri candidati. Chi ha un azienda privata fa quello che gli pare ed è giusto che sia così, quindi se avete tre lauree ma prendono uno con la terza media non ha senso che vi lamentate, discorso diverso ovviamente è nei lavori statali/pubblici dove lamentarsi per presunti favoritismi è giustissimo ma quasi sempre inutile.
Riguardo alle società private mettetevi nei panni di un direttore che cerca un italiano madrelingua per dei compiti abbastanza semplici tra cui incontrare delle rappresentanze di società italiane di tanto in tanto: preferireste assumere un bel ragazzo diplomato geometra che è da anni amico del vice-direttore ed è assolutamente una persona per bene che non crea problemi, o preferireste assumere uno con due lauree che però non si sa chi è e magari oltre al suo campo non sa nemmeno fare il caffè? Se siete onesti scegliete il geometra, che anche se non ricorda nemmeno cosa sono gli integrali è uno su cui potete sempre fare affidamento fin dal primo giorno.
Questo è per dimostrarvi che i titoli sono utili ma non sempre vi garantiscono di passare davanti a chi non li ha.

Conclusione

Se avete letto tutto l’articolo fino qua sicuramente non vi manca la voglia di provare a trovare un lavoro in Giappone. Abbiate fiducia in voi stessi e cercate sempre delle strade alternative imitando persone di successo, se veramente desiderate lavorare in Giappone ce la potete fare.
Per qualsiasi aiuto gratuito rimango sempre a vostra disposizione con il servizio GiappoLife!
In bocca al lupo!

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