Lavorare in Corea

Fare un’esperienza di lavoro in Corea potrebbe essere un’opportunità interessante per i giovani o per chi è in cerca di nuovi stimoli per la propria carriera. La Corea rientra in quei paesi asiatici che negli ultimi anni ha vissuto un boom economico e questo senza dubbio si riflette sul mercato del lavoro, che è ricco di opportunità non solo per i coreani, ma anche per gli stranieri. Ma è possibile trovare lavoro in Corea non sapendo parlare coreano? Sì, esistono varie alternative adatte a chi non conosce la lingua, ma va detto che almeno un po’ di inglese è bene saperlo. Se però state pensando ad una lunga esperienza in questa nazione vi consiglio di fare comunque un corso di coreano perché potrebbe esservi utile non solo sul lavoro ma anche nella vita di tutti i giorni.

Per poter lavorare in Corea è necessario avere un visto adeguato. Con il visto turistico, che dura 90 giorni per gli italiani, non è infatti permesso lavorare.

Il mercato del lavoro coreano

Le opportunità migliori interessano principalmente campi come l’insegnamento dell’inglese e delle lingue straniere, l’informatica e la tecnologia, il settore automobilistico e delle costruzioni potreste ricevere buone proposte specialmente se avete già esperienza in questi settori. Nelle multinazionali che hanno sede in Corea e in alcune aziende o incarichi governativi si usa parlare inglese o è più facile trovare colleghi che conoscano l’inglese, ma in altri contesti lavorativi il coreano è indispensabile, soprattutto se lavorate al di fuori delle grandi città come Seul. Per trovare lavoro è importante investire del tempo per creare un buon curriculum con lettera di presentazione e poi dedicarsi alla ricerca di offerte adatte al proprio profilo sui vari siti di annunci.

Che tipo di lavoro posso fare?

Per darvi qualche esempio:

  • Insegnare di lingue. Molti degli stranieri che trovano occupazione in Corea si dedicano all’insegnamento e la lingua inglese è quella più richiesta perché tutti i coreani vogliono impararla per avere più opportunità nel lavoro e anche la maggior parte dei bambini frequenta dei corsi di inglese. Ma per chi non è madrelingua inglese è comunque possibile trovare occupazione come insegnante di un’altra lingua straniera, anche se lo stipendio e i benefit sono inferiori. Dopo l’inglese, le lingue più popolari in Corea sono il cinese e il giapponese, ma anche le lingue europee tra cui l’italiano. Anche se potrebbe essere più difficile trovare lavoro in questo settore per gli italiani, è altrettanto vero che c’è una maggiore elasticità riguardo ai requisiti, ad esempio non sempre avere una laurea o essere madrelingua è indispensabile ai fini dell’assunzione. Chi viene assunto come insegnante generalmente riceve, oltre allo stipendio, l’alloggio gratuito, il rimborso del biglietto aereo andata e ritorno, l’assicurazione pagata dalla scuola e alla fine dell’anno un bonus che corrisponde ad un mese di stipendio.
  • Fare il tutor. Essendo un impiego ben pagato e con un orario flessibile, il tutoring per le lingue straniere o altre materie è molto ambito ma difficile da trovare! L’unica strategia davvero utile è quella di fare più conoscenze possibili: fate amicizia con i coreani, prendete parte ai corsi o iscrivetevi ai club sportivi, uscite in gruppo, ecc. Tutti conoscono qualcuno che desidera imparare inglese o che sta studiando per un test. E il bello di questo lavoro è che viene pagato in contanti, con tariffe che partono da 25.000 won all’ora (circa 20 euro) fino a più di 100.000 won (80 euro).
  • Lavoro nel campo dello spettacolo e della moda. L’industria della moda e dello spettacolo offre molte opportunità a chi ha la fortuna di avere un bell’aspetto. Perciò potreste trovare lavoro e ricevere un visto dalle agenzie o dai network televisivi. Per esigenze di copione potrebbe essere anche necessario assumere delle comparse straniere, perciò non si sa mai! Se non vi interessa apparire potete anche cercare un lavoro part time dietro le quinte.
  • Addetto al marketing. Esistono anche opportunità di lavoro a tempo pieno, con sponsorizzazione, per chi è laureato o ha esperienza nel settore del marketing. Questo perché molte compagnie esportano all’estero e devono quindi rivolgersi ad un pubblico occidentale perciò hanno necessità di assumere persone dalla mentalità occidentale, meglio ancora se sono pratici di social networking.
  • Lavori specializzati. Se avete esperienza e competenze nei settori quali informatica, ingegneria, costruzioni, ecc. non è difficile trovare lavoro a tempo pieno in Corea e senza nemmeno aver necessità di sapere il coreano.

Com’è lavorare in Corea

L’orario lavorativo in Corea è di 8 ore al giorno per un totale di 40 ore settimanali, ma secondo le usanze locali il lavoratore dovrebbe uscire dall’ufficio solo dopo il capo. Non sono previste molte vacanze durante l’anno: solo un totale di 15 giorni.

La vita notturna nelle città è molto animata ed è comune che gli impiegati si ritrovino dopo il lavoro per bere un drink. Se parlate coreano la vostra vita sociale in ufficio ovviamente ne gioverà perché non tutti i coreani parlano bene inglese. Esistono poi alcune regole di galateo legate all’ambiente lavorativo che sarebbe bene imparare: ad esempio a chi spetta aprire un meeting e in quale posto bisogna sedersi al tavolo, quando e come fare l’inchino, ecc.

Anche il mondo delle startup è in netta crescita: se ne contano 33.000 solo a Seul, che aspira a diventare la prossima Silicon Valley.

Il visto per lavorare

Per poter lavorare in Corea è necessario avere un visto adeguato, rilasciato dall’ambasciata coreana in Italia. Ad esclusione del working holiday visa, negli altri casi è indispensabile avere una lettera d’invito, ovvero un’offerta di lavoro, da parte di un’azienda coreana.

Esistono 3 tipi di visti lavorativi:

  • D-8, visto che si ottiene con la finalità di lavorare in una filiale straniera di un’azienda. Ha la durata di un anno;
  • D-9, visto relativo alla gestione d’impresa, al commercio o ad altre attività per le quali si percepisce un guadagno. Anche questo ha la durata di un anno.
  • E-2, visto per l’insegnamento di una lingua straniera della durata di un anno.

Su ogni visto rilasciato per la Corea viene dunque indicato il tipo di impiego che il lavoratore può svolgere nel paese. La durata è estendibile.

Il working holiday visa

Per quanto riguarda invece il visto working holiday, gli unici requisiti richiesti sono l’età compresa tra 18 e i 30 anni e un estratto conto bancario che dimostri una disponibilità di almeno 3.000 euro. Questo visto dura un anno e non è estendibile. Anche in questo caso il visto consente di svolgere una specifica serie di attività, tra cui:

  • Traduttore/editore. Chi sa parlare più lingue può trovare lavoro presso le aziende come traduttore di corrispondenza, siti web, documenti ufficiali e sottotitoli per film e serie tv. L’inglese è sempre la lingua più ricercata, ma potrebbe capitare di trovare lavoro per altre lingue se un’azienda ha rapporti commerciali con diversi paesi esteri.
  • Doppiatore. Se avete una bella voce, una parlata chiara e anche un bell’accento (in inglese), in Corea potreste avere l’opportunità di lavorare come doppiatore, ad esempio negli audiobook, nelle guide, nei video tutorial, ecc.
  • Au Pair e Babysitter. Un’ottima alternativa per le ragazze potrebbe essere quella di lavorare come au pair o baby sitter presso una famiglia del posto. In cambio di poche ore trascorse ad accudire i bimbi della famiglia potreste avere vitto, alloggio e/o un piccolo stipendio e al tempo stesso migliorerete la vostra conoscenza della lingua coreana.
  • In hotel o ristorante. Considerato che la Corea registra un numero sempre più alto di turisti, sono tante le opportunità nel settore alberghiero e della ristorazione specialmente per chi conosce l’inglese o sa parlare più lingue.
  • WWOOF. Il wwoofing consiste in un lavoro di volontariato presso piccole aziende agricole, b&b o fattorie in cui si riceve vitto e alloggio in cambio di alcune ore di lavoro.
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 15 anni fa.
Mi piace viaggiare, in particolare in Asia e non solo, e scoprire cibi, posti e culture.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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