Isole Senkaku

Le isole Senkaku costituiscono un piccolo arcipelago disabitato situato nel mar Cinese Orientale. Politicamente appartengono alla Prefettura di Okinawa e sono amministrate municipalità di Ishigaki. L’arcipelago comprende in particolare cinque isole disabitate e tre scogli, tutte situate circa 120 miglia nautiche a nordest di Taiwan, 200 miglia nautiche ad est della Cina continentale e 200 miglia nautiche a sudovest dell’isola di Okinawa.

Cenni storici

Fonti cinesi riportano che le isole siano state esplorate per la prima volta proprio dai cinesi, all’inizio del XV secolo, tanto che le acque limitrofe furono di loro esclusiva competenza addirittura fino alla fine della seconda guerra mondiale. Nel 1683 il territorio venne assegnato alla Provincia di Fujian, mentre nel 1885 entrò a far parte della nuova Provincia di Taiwan.
In base al Trattato di Shimonoseki del 1895 le isole passarono però al Giappone, che aveva sconfitto la Cina nella prima guerra sino-giapponese avvenuta nel biennio 1894-95.
Nei primi anni del XX secolo, l’imprenditore giapponese Koga Tatsushirō vi realizzò uno stabilimento per la lavorazione del tonnetto striato, ma l’impresa fallì qualche decennio dopo e a partire da quel momento nessuno abitò più sulle isole.
Al termine del secondo conflitto mondiale, le Senkaku entrarono nell’orbita amministrativa degli Stati Uniti d’America, che le utilizzarono per le esercitazioni della United States Navy.
A partire dal 1949 Cina e Giappone iniziarono a contendersi la sovranità delle isole, ma in mancanza di precise disposizioni, ancora oggi le Senkaku fanno ufficialmente parte della Prefettura di Okinawa.
La storia più recente vede le Nazioni Unite interessate a questo territorio: la Commissione Economica e Sociale per l’Asia ed il Pacifico vi ha identificato infatti potenziali riserve di petrolio e gas naturale.
A partire dagli anni ’70 il governo giapponese ha proibito lo sfruttamento, lo sviluppo e l’accesso alle isole, per non creare dissapori con la Cina. Nel 1979, una missione governativa giapponese si è accampata nelle isole per un mese, al fine di valutare la possibilità di crearvi degli insediamenti umani e di potervi condurre esperimenti scientifici.
Dal 2002 il Ministero degli Interni e delle Comunicazioni Giapponese ha “affittato” le isole Uotsuri, Minami Kojima e Kita Kojima dalla famiglia Kurihara, che le aveva comprate dai discendenti di Koga Tatsushirō negli anni ‘70.

Conflitti tra Cina e Giappone per il possesso delle isole

Le rivalità per la sovranità delle isole iniziarono contestualmente alla prima guerra sino-giapponese di fine XIX secolo: in questo periodo la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica di Cina (Taiwan) contestarono duramente i diritti del Giappone sulle isole. In sintesi, la posizione giapponese si basava sul fatto che al momento dell’annessione le isole non appartenessero a nessuno. La posizione della Cina poggiava invece sul fatto che isole fossero state scoperte, misurate e considerate parte di Taiwan molto prima dell’annessione giapponese, avvenuta quando Taiwan era ancora una provincia cinese. Le motivazioni cinesi riguardavano però non solo gli aspetti storici, ma anche geografici, sostenendo che le isole Senkaku non facessero parte delle Ryūkyū, in quanto da queste ultime separate dal canale di Okinawa.
Il governo di Taiwan manifestò apertamente il proprio dissenso accusando gli Stati Uniti di aver commesso un errore nell’aver assegnato le isole al Giappone, tanto che molti cinesi si recarono negli Stati Uniti per chiederne la restituzione. Dal canto suo, il governo americano si difese sostenendo che aveva restituito solo il diritto di amministrazione delle isole, senza essersi espresso in materia di diritto di sovranità. Il governo giapponese sembrò in un certo senso accentuare le pretese della Cina, quando sostenne che nel precedente trattato di Shimonoseki del 1895 non erano state specificate le Senkaku, incorporate dunque indipendentemente dal trattato.
Le tensioni tra i due paesi per il controllo e la proprietà delle isole non si sono di fatto mai spente nel corso degli anni: nel 2010, a seguito di alcuni incidenti, la rivalità tornò ad accendersi e il governo giapponese affermò di voler acquistare le isole dai Kurihara: l’acquisto è stato ufficializzato l’11 settembre del 2012 e ha scatenato violente proteste in varie città cinesi.

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