Ippodromo di Costantinopoli

In quella che oggi è una piazza, Sultan Ahmet Square, un tempo sorgeva il cuore della vita sociale e sportiva dell’impero: l’Ippodromo di Costantinopoli. Oggi è possibile ammirare soltanto alcune rovine della struttura originaria in cui si svolgevano i principali eventi sportivi, in particolare le corse dei carri e dei cavalli, che rappresentano uno dei passatempi più amati nelle civiltà antiche. Passeggiando nell’area verde che circonda la piazza i turisti possono ripercorrere le gesta degli aurighi e rivivere le emozioni di queste competizioni sportive seguendo gli antichi solchi lasciati dai carri e ancora visibili sul terreno e ammirando i monumenti che adornavano la struttura.

L’imponenza e la bellezza dell’ippodromo viene spesso associata ai fasti dell’Impero Ottomano, ma, in realtà, la costruzione di questa importante struttura è iniziata molto prima della nascita di Costantinopoli. L’ippodromo comincia a prendere forma quando, nel 203, la necessità di avere un luogo in cui il popolo potesse divertirsi assistendo a spettacoli e competizioni sportive, portò l’imperatore Settimio Severo a commissionare la costruzione di un’arena. Successivamente, durante il regno di Costantino, l’ippodromo fu ampliato e rinnovato e, in base ai recenti scavi, gli archeologi hanno fornito una stima delle sue dimensioni originali e una descrizione di come appariva l’ippodromo in passato: in base alle loro scoperte l’ippodromo aveva una forma a U con una lunghezza di circa 450 metri, un’altezza di 130 metri e riusciva a contenere 100,000 persone al suo interno. La Kathisma, ovvero la tribuna imperiale, in cui si sedeva l’imperatore con la sua famiglia era situata all’estremità est; nella zona a nord si trovavano le tribune degli spettatori, mentre a sud c’era la curva, chiamata Sphendone. Anche se probabilmente molti resti dell’ippodromo non sono ancora stati portati alla luce, alcune parti dello Sphendone sono visibili oggi, in seguito agli scavi realizzati negli anni ottanta. I resti di alcune colonne e sedute sono invece custoditi nel Museo Archeologico di Istanbul.

Non solo corse di carri

Ma l’Ippodromo non era solamente il centro sportivo dell’impero: in questo luogo si tenevano alcune delle cerimonie più importanti, venivano prese le principali decisioni politiche ed era possibile incontrare l’imperatore e i membri della famiglia reale, che assistevano agli spettacoli dalla Kathisma, a cui si accedeva dal Gran Palazzo tramite un passaggio privato. Le competizioni che si tenevano nell’ippodromo incendiavano gli animi dei sostenitori delle due fazioni che si scontravano nelle gare: i verdi (Prasinoi) e gli azzurri (Veneti). La rivalità non era solamente sportiva, ma riguardava anche altri ambiti, tra cui la religione e la politica e, spesso, sfociava in risse o, addirittura, in rivolte. La più nota è la cosiddetta “Rivolta di Nika” del 532: durante una gara, la rissa fra le due fazioni divenne così violenta che l’imperatore Giustiniano fu costretto ad intervenire facendo giustiziare i capi delle due fazioni. Il giorno successivo all’esecuzione le due tifoserie si unirono in una violenta rivolta contro l’imperatore all’urlo di “Nika”, ovvero “Vittoria!”, ma dovettero scontrarsi contro l’esercito ed ebbero la peggio. 

Le meraviglie dell’ippodromo

Durante le corse, i cavalli correvano intorno alla Spina, una specie di barriera situata all’interno dell’ippodromo e costituita da numerosi monumenti, alcuni dei quali sono sopravvissuti nel corso dei secoli fino ai giorni nostri. Se di fronte a voi vedete l’Obelisco in muratura di Costantino Porfirogenito significa che vi trovate nel centro della Spina e state ammirando il più antico dei monumenti che adornavano l’ippodromo. Un’altra meraviglia voluta da Costantino fu la Colonna Serpentina, simbolo della vittoria dei Greci sui Persiani, e che prima di abbellire l’ippodromo era custodita nel Tempio di Apollo a Delfi. Proseguendo nella vostra visita, potete ammirare un’altra meraviglia, che si è conservata intatta per ben 3.500 anni: l’Obelisco di Teodosio il Grande, che l’imperatore stesso fece portare dall’Egitto nel 390. La Spina era, infine, completata da sette statue, erette in onore del celebre e leggendario auriga Porfirio, ma, purtroppo, oggi è possibile ammirare solo i resti di due di queste statue, mentre le altre sono andate distrutte. Se siete curiosi di osservare Porfirio alla guida della sua quadriga, dovrete recarvi al Museo Archeologico di Istanbul, dove sono conservati i resti delle due statue. Alcune parti di questi monumenti sono state danneggiate o rubate durante le crociate, come la parte superiore della Colonna Serpentina o le decorazioni in bronzo che in origine rivestivano l’Obelisco di Costantino.

Invece, i quattro cavalli in bronzo che in passato donavano un tocco regale alla Kathisma, oggi decorano la facciata della Basilica di San Marco.

Continuando nella passeggiata, dirigetevi verso la Moschea Blu. Di fronte alla moschea si trovava l’entrata nord dell’ippodromo e qui potete ammirare la splendida Fontana Tedesca, costruita in onore della visita dell’imperatore Guglielmo II a Istanbul nel 1898.

Si pensa che molti dei resti dell’ippodromo giacciano ancora sotto il suolo nel quartiere di Sultanahmet e, per questo, passeggiare in quest’area è un po’ come camminare sulla storia in un luogo che, ancora oggi, rappresenta una roccaforte della cultura turca.

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Mappa:

Nome: Ippodromo di Costantinopoli

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