Isola di Inujima

Se volete fare un tour insolito e lontano dalla folla, vi consiglio di recarvi all’isola Inujima, a pochi chilometri dalla costa di Okayama. Con una popolazione sempre più in calo e che oggi non raggiunge nemmeno i 100 abitanti, l’isola di Inujima rischiava di scivolare nell’oblio, ma negli ultimi anni un processo di restauro e di rinnovamento messo in atto dal governo sta trasformando l’isola in un nuovo e importante centro culturale. Questo progetto è stato voluto per promuovere e incrementare il turismo su quest’isola la cui attrazione principale è un’antica raffineria diventata oggi un monumento ricco di storia.

Un’antica raffineria

La raffineria di Inujima fu costruita agli inizi del ‘900 e completata nel 1909. All’epoca era molto comune costruire le raffinerie sulle isole per ridurre l’inquinamento e per una maggiore comodità nel trasporto delle materie prime. Il crollo dei prezzi del rame portò alla chiusura della raffineria solo 10 anni dopo, nel 1919, e tutto ciò che rimaneva della raffineria fino a pochi anni fa erano solo delle rovine abbandonate.

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Il progetto Inujima

Il progetto artistico Inujima è stato realizzato avviato nel 2007 ad opera della Benesse Corporation con l’obiettivo primario di dare un nuovo volto all’isola, proiettandola verso la modernità, ma sempre con uno scorcio sul passato. La raffineria ha rappresentato il cardine principale di questo progetto per il suo ruolo molto importante nello sviluppo industriale del Giappone, tanto che è stata inserita nella classifica delle “33 Costellazioni Patrimonio della Modernizzazione Industriale” dal Ministero dell’Economia Giapponese.

La prima fase del progetto fu proprio quella di dare una nuova vita a questo colosso industriale attraverso l’arte e l’architettura moderna, utilizzando quindi ciò che già c’era per inventare qualcosa di nuovo. L’opera di ristrutturazione della raffineria porta la firma di due illustri personaggi: il grande architetto Hiroshi Sambuichi e l’artista Yukinori Yanagi; il primo ha avuto il merito di fondere gli elementi esistenti con elementi nuovi, riutilizzando ad esempio i mattoni karami e la ciminiera dell’antica raffineria e aggiungendo ad essi elementi di modernità come le energie rinnovabili.

L’attenzione per l’ambiente è la linea guida di questo progetto, che verte sul tema del riciclo, sia nella cultura che nella tutela dell’ambiente: il patrimonio culturale viene “riciclato” per creare nuova arte e cultura e così anche tutti i materiali possono essere riciclati per tutelare l’ambiente e tutto ciò che è presente in natura si può utilizzare per produrre energia. Pensate che, ad esempio, l’edificio utilizza un sistema molto sofisticato di purificazione dell’acqua che utilizza il potere delle piante.

Ancora oggi il Museo d’Arte Seirensho di Inujima si impegna a tutelare e ad utilizzare al meglio le rovine della raffineria, che oggi è, a tutti gli effetti, un vero e proprio museo.

Un museo contro l’industrializzazione

All’interno del museo potete ammirare un’opera d’arte che si sviluppa su cinque spazi separati tra loro; il motivo dominante di questo capolavoro realizzato da Yukinori Yanagi porta il segno dello scrittore Yukio Mishima, colui che da sempre mette in guardia il suo paese dall’eccessivo processo di modernizzazione e industrializzazione del Giappone. In questo luogo che è stata la chiave della modernizzazione del paese la firma di questo celebre autore è un chiaro monito che fa riflettere sul futuro della nazione: di questo luogo un tempo fiorente e brulicante di attività oggi rimangono solo delle rovine.

Informazioni generali

Il museo è aperto tutti i giorni, tranne il martedì, dal primo marzo al 30 novembre, mentre da dicembre a marzo è aperto solo il lunedì, il venerdì, la domenica e le festività. L’orario delle visite è dalle 10 alle 16,30 ed il biglietto costa circa 2.000 yen. Non sono previsti sconti per gruppi ed è necessario avvisare l’ufficio informazioni del museo se si visita il museo in un gruppo di 10 o più persone.

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