Guggenheim Museum

A rendere affascinante un museo è la collezione di opere che custodisce, ma nel caso del Guggenheim Museum è l’involucro esterno ad essere già di per sé un capolavoro d’arte contemporanea e a valorizzare ancora di più ciò che viene esposto all’interno.

Un edificio rotondo di cemento che sembra quasi un nastro che gira su se stesso e che all’interno avvolge i visitatori in una spirale creativa, ricca di sfumature delle correnti artistiche moderne, che spaziano dall’impressionismo all’arte contemporanea. Di certo l’edificio non passa inosservato di fianco ai grattacieli dalle linee quadrate che lo circondano.
Situato lungo la Fifth Avenue, a pochi passi da Central Park, il Guggenheim Museum non è solo un museo dedicato agli amanti dell’arte, ma anche a chi vuole sorprendersi nel visitare uno degli edifici più incredibili di New York.

Visitare il museo: le opere

Non appena entrati nel museo sarete meravigliati dalla bellezza e dalla luminosità degli interni. Grazie alla disposizione ideata da Wright non avrete difficoltà a orientarvi: vi basta prendere l’ascensore e dirigervi all’ultimo piano, poi da qui scendere lungo la rampa e fermarvi ad ammirare le varie gallerie espositive. Le mostre comprendono la collezione permanente del museo e una serie di esposizioni temporanee che variano durante l’anno. La collezione permanente comprende tutte le opere raccolte da Solomon e tanti altri capolavori che si sono aggiunti nel corso degli anni attraverso acquisti e donazioni. Una delle acquisizioni più vaste e importanti fu quella della collezione privata di Justin K. Thannhauser, che includeva 73 opere di autori quali Gauguin, Van Gogh, Manet e Picasso. Si arricchivano così le sale espositive dedicate all’impressionismo e al postimpressionismo, che sono oggi l’attrazione principale del museo.  A queste si aggiunse poi la collezione privata di Giuseppe Panza, che includeva opere e sculture di varie correnti: minimalismo, pop art, espressionismo astratto, ecc.

Grande spazio è dedicato anche alle mostre temporanee, che grazie in particolare al contributo di Krens, direttore del museo fino al 2008, sono state ampliate e sono state rese più “commerciali”, in grado  di soddisfare i gusti di tutti: sono nate così le esposizioni dedicate alla motocicletta, all’arte africana e orientale e tante altre ancora.

Consigli per la visita

Il museo è aperto tutti i giorni, eccetto il giovedì, dalle 10:00 alle 17:45. Il sabato resta aperto fino alle 19:45 e nelle ultime due ore di apertura è possibile accedere pagando solo un’offerta (il museo consiglia 10 dollari) invece che il biglietto intero. Normalmente invece gli adulti pagano 25 dollari, gli studenti e gli over 65 18 dollari, mentre i bambini fino a 12 anni sono gratuiti. Per chi possiede uno dei pass per le attrazioni l’ingresso potrebbe essere compreso oppure scontato. Il museo partecipa anche all’annuale Museum Mile Festival, offrendo l’ingresso gratuito.

Se volete evitare le code vi consiglio di arrivare al mattino presto, subito all’apertura, evitando così le file che si formano verso l’ora di pranzo. Il museo è particolarmente affollato il lunedì, perché molti altri musei sono chiusi, e anche il sabato nelle ultime ore in cui si entra con offerta libera: cercate dunque di finire prima delle 17:45 oppure, se avete in mente di entrare approfittando dell’offerta libera, arrivate prima delle 17:15 per essere i primi ad entrare.

Per chi volesse prendere parte ad un tour guidato è disponibile gratuitamente, compreso nel prezzo del biglietto, e si svolge ogni giorno alle 11:00 e alle 13:00. Le visite guidate offrono una panoramica dettagliata che riguarda la storia dell’edificio ma anche le mostre temporanee e quelle permanenti; sono poi disponibili tour specifici dedicati a particolari mostre temporanee che vengono fatte dal curatore della mostra il venerdì alle 14:00. Esistono poi anche visite guidate pensate per le famiglie che si tengono la seconda domenica di ogni mese.

Per chi invece vuole visitare il museo in maniera autonoma è possibile prendere un’audioguida gratuita all’entrata oppure scaricarla direttamente sul proprio smartphone. Nelle varie gallerie del museo trovate anche le guide del museo, che sono disponibili a dare informazioni su ogni opera o esposizione.
Per chi invece non ha tempo per la visita o si accontenta solo di vedere la struttura può accedere al cafè e al negozietto di souvenir del museo e godersi per qualche istante l’atmosfera unica di questo luogo.

Come arrivare

Il museo si trova al 1071 della Fifth Avenue, sull’angolo con la East 89th Street, nel quartiere Upper East Side di Manhattan. Potete arrivarci comodamente in metropolitana, scendendo alla fermata 86th street.

Galleria Foto


Mappa:

Nome: Guggenheim Museum

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Chi era Solom R. Guggenheim?

Il museo prende il suo nome da Solomon R. Guggenheim, uomo d’affari e proprietario di alcune miniere che visse a cavallo tra la fine del 1800 e la prima metà del 1900. La sua passione per l’arte lo spinse a collezionare opere d’arte astratta e contemporanea in giro per il mondo, tra cui le opere di  Kandinsky, Chagall, Modigliani, Picasso e altri pittori moderni. Il suo entusiasmo lo spinse a condividere la collezione con gli altri e tutto iniziò quasi per gioco con piccole mostre allestite nel suo appartamento al Plaza Hotel a New York.  Quando la collezione si ampliò, decise di dar vita alla fondazione Solomon R. Guggenheim Foundation, nata nel 1937, che stabilì la sua sede in una galleria, chiamata Museum of Non-Objective Painting, nel centro di Manhattan. Da qui alla nascita di vari musei sparsi in tutto il mondo il passo è stato breve.

Pochi anni dopo, la necessità di avere una struttura più grande portò Solomon alla decisione di costruire un museo permanente e affidò il progetto a Frank Lloyd Wright: ci vollero 15 anni e oltre 700 schizzi per ideare questo grande capolavoro. Anche la location del museo fu scelta con estrema attenzione e dopo aver preso in considerazione diverse zone della città, si decise di optare per un punto nei pressi di Central Park, perché la natura, oltre ad offrire ispirazione, regala un po’ di tregua dal traffico e dal rumore della città ed è il contesto ideale per potersi concentrare esclusivamente sull’arte.
Dopo la morte di Guggenheim nel 1949, il museo venne intitolato a suo nome.

Il design dell’edificio

Il museo fu concepito per portare un cambiamento significativo, dando vita a qualcosa di originale e diverso dagli altri musei che all’epoca si vedevano a New York. Per il progetto Wright si ispirò agli edifici religiosi della Mesopotamia, gli ziggurat che possedevano delle scale esterne che conducevano direttamente alla sommità della struttura. E così Wright volle costruire il suo “tempio della cultura” installando degli ascensori che portano i visitatori direttamente fino all’ultimo piano dell’edificio e da qui poi si scende lungo la spirale continua che si snoda tutto intorno all’atrio centrale, il quale, al contrario degli altri edifici, è l’ultima tappa della visita. Questo sistema favorisce la connessione fra i vari livelli permettendo ai visitatori di affacciarsi e vedere contemporaneamente tutte le opere degli altri piani e una volta giunti nell’atrio centrale di avere una visione completa di tutte le gallerie espositive; al tempo stesso si agevola anche la comunicazione tra le persone, che possono interagire e osservare i visitatori che si trovano su livelli differenti.

La spirale richiama la conchiglia nautilus, che fra le altre cose è il simbolo dell’infinito così come la forma circolare dell’edificio, ma anche del continuo progresso e rinnovamento.
La scelta del cemento è stata invece dettata semplicemente da questioni economiche, poiché questo materiale era più economico della pietra. Il colore esterno proposto da Wright era il rosso, ma non fu mai realizzato e l’edificio rimase di un colore tenue.

Il museo inaugurò nel 1959, ad appena sei mesi dalla morte di Wright, il quale non riuscì così a sentire né le critiche né i complimenti per il proprio lavoro. Infatti i critici si divisero in due sezioni contrapposte: da una parte c’era chi sosteneva che l’edificio avrebbe rubato la scena alle opere d’arte e chi invece affermava che la struttura e la collezione davano vita ad un insieme armonico e ad un percorso artistico unico, che iniziava all’esterno e continuava all’interno senza interruzioni.

Del resto una struttura così originale e innovativa per l’epoca non poteva che far discutere e scaturire emozioni diverse e contrastanti: in fondo non è sempre stato così per la maggior parte dei capolavori dell’arte? Ma forse ciò che nessuno immaginava è che questo edificio sarebbe diventato un punto di riferimento importante e una fonte di ispirazione per tutti i giovani architetti.

Nel 1992 è stata realizzata un’opera di ampliamento del museo che ha portato all’aggiunta di una torre di 8 piani al lato dell’edificio: in questo modo è stato possibile aumentare lo spazio espositivo  dove sistemare i dipinti e le sculture più grandi che era difficile posizionare lungo il percorso del museo per via delle dimensioni ristrette delle rampe.
In alto, sopra l’atrio del museo, è stato posto un grande lucernario che permette alla luce naturale di illuminare abbondantemente tutti gli spazi interni e le opere.