Gion Yamakasa

Il festival di Gion Yamakasa è uno dei più importanti del Giappone. Si svolge da ben 750 anni nella città di Hakata e richiama ogni anno un milione di spettatori. Ha luogo durante la prima metà di luglio e culmina con una corsa spettacolare nelle prime ore del mattino del 15 luglio: sette quartieri di Hakata competono tra loro trasportando carri splendidamente decorati lungo un percorso di cinque chilometri lungo la città.
Il punto di partenza, nei pressi del Santuario di Kushida si trova a circa 15-20 minuti a piedi dalla stazione di Hakata.

Le origini di questo evento affondano le loro radici nel tredicesimo secolo, quando il monaco buddista Shoichikokushi, a bordo di un carro per lui costruito dagli abitanti di Hakata, pregò e sparse acqua benedetta lungo le vie della città, nel tentativo di porre fine ad una terribile epidemia.
Il festival si svolge attraverso una gara cui partecipano sette squadre: Daikoku, Higashi, Nakasu, Nishi, Chiyo, Ebisu e Doi. Ogni squadra deve trasportare un carro del peso di una tonnellata, tentando di percorrere i due chilometri del tragitto nel minor tempo possibile. I carri sono sontuosamente decorati a mano e arrivano ai 10 metri di altezza. L’abbigliamento tipico dei partecipanti consiste in una giacca corta (mizuhappi) e in un perizoma (shimekomi).

La preparazione

La cerimonia prende il via con alcuni riti propiziatori (dal 10 al 14 luglio) e la messa in mostra dei vari carri, disposti in 12 punti della città e successivamente viene attuato un cerimoniale di purificazione (oshioitori) dei partecipanti. Vi è poi momento di preghiera presso il tempio di Hazokaki e una puntata presso la vicina spiaggia, al fine di raccogliere un po’ di sabbia, considerata un simbolo di purificazione; la giornata termina con un applauso al Sole che tramonta.
L’indomani avviene una sorta di riscaldamento, durante il quale le squadre prendono confidenza col carro, sollevandolo e percorrendo le vie del proprio quartiere. Questa fase viene chiamata Nagaregaki.
Il giorno successivo si svolgono altri riti preparatori, come ad esempio il rendere omaggio agli esponenti più anziani che hanno in passato reso grande questo evento.
Il giorno seguente si svolge una pre-gara cronometrata, seguita dall’ingresso dei carri nella città vecchia di Fukuoka.
Il giorno prima della gara avviene infine un ultimo allenamento di preparazione.

La gara

La gara ha luogo il 15 Luglio e inizia al suono di un grande tamburo alle 4.59 del mattino, che dà il via al primo carro, cui seguono, a distanza di alcuni minuti, tutti gli altri. Nonostante l’ora mattutina, migliaia di spettatori si assiepano lungo i cinque chilometri del percorso, che include diverse curve strette e tratti di difficile percorrenza. Generalmente occorrono circa 30 minuti per completare il tragitto.
Vi è ampio spazio per poter assistere comodamente alla gara, tranne che in prossimità di alcune delle sezioni più spettacolari, come ad esempio la zona di partenza, in cui le persone si recano con ore di anticipo per aggiudicarsi i posti migliori. Sono disponibili inoltre vari posti a sedere a pagamento nel cortile del piccolo Santuario di Kushida, anche se è molto difficile riuscire a prenotarli.

I carri

Il 1° luglio i carri decorati vengono sistemati in alcuni punti della città per essere ammirati dagli abitanti.
Il festival propone due diversi tipi di carri. I carri più grandi, o kazariyama, arrivano a 10 metri di altezza e due tonnellate di peso, ma in passato, con l’introduzione dei cavi elettrici, divennero problematici, pertanto oggi hanno solo funzione decorativa. Per la gara, vengono solitamente utilizzati carri di dimensioni più piccole, i kakiyama, che misurano circa cinque metri di altezza e pesano una tonnellata. I carri sono privi di ruote e vengono trascinati a forza dai concorrenti, mentre con l’ausilio di acqua si tenta di ridurre l’attrito tra la superficie del carro e il manto stradale.

Una curiosità

La cosa interessante di questo festival è che i cittadini di Hakata si astengono dal mangiare cetrioli durante tutto il periodo dell’evento. Questa pratica pare derivi dal fatto che l’ortaggio ricorda l’emblema della divinità della festa chiamata Gion-sama.

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