Dichiarazione doganale

Le dogane svolgono da sempre un ruolo molto importante per la sicurezza dei viaggiatori e per la tutela del commercio: la loro attività di controllo e vigilanza punta a combattere il commercio dei prodotti contraffatti e il traffico di specie animali protette e di sostanze illecite. Questi articoli possono entrare in un Paese in vari modi, via mare, terra o aerea e per questo l’attività di controllo ha un forte impatto anche sugli spostamenti dei viaggiatori anche se motivati semplicemente da scopi turistici. Ciò significa che ogni qual volta ci si mette in viaggio è necessario comprendere e rispettare tutte le  principali  norme  vigenti  e  le  procedure  che vengono applicate a seconda del Paese che si intende visitare, ovvero  appartenente all’Unione Europea o extracomunitario.

Quando ci si appresta dunque a partire è necessario conoscere i limiti legati al trasporto di particolari tipi di articoli, come i prodotti elettronici, i medicinali, il denaro, ecc. e di animali e capire quando è necessario dichiararli alla dogana. Quindi prima di pronunciare la fatidica frase “Niente da dichiarare” all’ufficiale doganale di turno, leggete questa guida! 

Quando è obbligatoria e come farla

Se all’interno dell’Unione Europea vige la libera circolazione di merci, persone e capitali e quindi non ci sono dichiarazioni da fare se non per gli animali, alcuni prodotti di consumo (tabacchi, alcol e bevande alcoliche) e il denaro solo se si superano certi limiti, diverso è il discorso per i paesi extra-UE. Se ad esempio partite per un Paese extracomunitario con un articolo di un certo valore, che può essere anche una macchina fotografica o un computer acquistati di recente, al rientro, se sprovvisti della dichiarazione doganale o della ricevuta di acquisto potreste dover pagare delle tasse sul prodotto. Questo perché, considerato che il bene non era stato dichiarato al momento della partenza, si presume che sia stato acquistato all’estero e quindi, importandolo in Italia, dovete pagarne i diritti doganali. Per tutti quegli articoli privi di carattere commerciale o dal valore modico che fanno parte del bagaglio a mano è sufficiente fare una dichiarazione verbale al momento del controllo nella dogana del paese di partenza. L’autorità doganale provvede poi a rilasciare una dichiarazione che certifica il possesso della merce al momento della partenza. È di estrema importanza ricordarsi di conservare la ricevuta per mostrarla al rientro, per dimostrare che eravate già in possesso della merce alla partenza e che quindi non l’avete acquistata all’estero.

Oltre alla dichiarazione verbale, è possibile fare una dichiarazione scritta, tramite appositi strumenti informatici, che deve essere accompagnata dai documenti inerenti alla merce (fattura d’acquisto, garanzia, ecc.).

Nel momento in cui si parte per i Paesi non-UE via mare o via aerea, durante la traversata deve essere anche compilato un modello di Dichiarazione Doganale che viene consegnato dal personale di bordo. Questo modulo, che ha a tutti gli effetti un valore legale, va poi consegnato agli ufficiali addetti ai controlli doganali una volta atterrati in aeroporto o attraccati al porto.

Quando vengono effettuati i controlli

Nel caso in cui si voli verso un Paese extra-UE i controlli e le formalità doganali vengono effettuati nel Paese di partenza anche nel caso in cui sia previsto uno scalo intermedio. Nel momento in cui si effettua lo scalo, vengono fatti ulteriori controlli solo sul bagaglio a mano nell’aeroporto di transito. All’arrivo nel Paese extra-UE potrebbe essere fatto un ulteriore controllo sul bagaglio imbarcato.

Al rientro da un Paese extra-UE, i controlli doganali si svolgono nel primo Paese comunitario di arrivo per il bagaglio a mano e nella destinazione finale per il bagaglio imbarcato in stiva.

Cosa accade agli articoli dichiarati

I controlli di alcuni paesi, come Stati Uniti e Australia, sono molto più severi rispetto ad altre nazioni perciò se non siete sicuri se dichiarare o meno determinati articoli in vostro possesso, meglio dichiararli o chiedere ad un agente. Gli articoli dichiarati devono essere poi ispezionati dagli ufficiali, i quali possono provvedere anche al sequestro di tali beni se non conformi alle norme di quarantena o ad altre leggi che regolano le importazioni di prodotti.

Ma anche se non avete nulla da dichiarare gli agenti hanno comunque il diritto di ispezionare il vostro bagaglio e se dovessero trovare irregolarità riguardo a merci che non avete dichiarato potreste incorrere in pesanti sanzioni.

Al rientro in Italia

Ciò che spesso molti viaggiatori non sanno, è che anche se si comprano dei beni in un paese extra-UE può essere richiesto di dichiararne il possesso al rientro in Italia. Questa dichiarazione non è necessaria se gli articoli sono privi di carattere commerciale e se il loro valore complessivo non supera determinati limiti. In caso contrario è obbligatorio dichiarare il possesso dei beni e pagare i diritti doganali. Ma vediamo bene nel dettaglio le regole legate all’esportazione e all’importazione di ogni genere di prodotto.

Oggetti e generi di consumo

Tutti gli effetti personali di valore, tra cui ad esempio la macchina fotografica, il cellulare, il laptop, la videocamera, ecc. che vengono portati nei paesi extra-UE devono essere dichiarati e accompagnati da una documentazione (ricevuta di acquisto, certificato di garanzia o bolletta d’importazione) che dimostri, al momento del rientro, il loro regolare acquisto in Italia. In mancanza di tali documenti, il viaggiatore deve richiedere al momento della partenza, l’emissione di una dichiarazione di possesso all’ufficio doganale. Al rientro, tutti gli oggetti e beni di consumo acquistati in paesi extra-UE e destinati ad uso personale non prevedono l’obbligo di dichiarazione se il loro valore complessivo non supera i 430 Euro, che si abbassa a 300 Euro nei viaggi via terra e a 150 Euro per i minori under 15. Nel caso in cui invece si superino questi limiti il viaggiatore è tenuto alla dichiarazione e al pagamento dei diritti doganali. Se si viaggia nei paesi dell’Unione Europea gli unici limiti riguardano i tabacchi, alcol e bevande alcoliche, ed è bene perciò informarsi sul sito ufficiale della dogana prima della partenza.

Oltre alla regolamentazione italiana, è opportuno verificare, a seconda del paese che si intende visitare, se sono in vigore alcune norme che limitano la quantità o il valore dell’esportazione di beni da parte dei viaggiatori.

Se invece siete domiciliati o residenti in un paese non-UE è possibile ottenere lo sgravio o il rimborso dell’IVA sui beni acquistati in Italia (anche su quelli acquistati online), a patto che si verifichino alcune condizioni: non si devono superare alcuni limiti di valore, bisogna presentare la ricevuta d’acquisto, il bene deve essere destinato ad un uso familiare, ecc. Vi consiglio in questo caso di consultare il sito ufficiale della dogana per maggiori dettagli.

La valuta

Per quanto riguarda il trasporto di denaro contante o di valori assimilati da e verso i paesi UE ed extra-UE non ci sono obblighi di dichiarazione per importi complessivi inferiori a 10.000 Euro, mentre se si importano o esportano somme pari o superiori a questo limite è necessario effettuare la dichiarazione. È importante rispettare queste norme poiché la mancata dichiarazione comporta il sequestro di una parte dell’eccedenza di denaro e delle sanzioni.

Animali

Per gli animali da compagnia (cani, gatti e furetti), oltre alla dichiarazione obbligatoria, esistono regole ben precise. Innanzitutto gli animali che attraversano i confini nazionali devono avere un’età superiore a tre mesi,  salvo eventuale deroga concessa per alcuni casi specifici, e non devono essere più di 5. Se ci si reca in un paese UE o si introduce l’animale in Italia da un paese UE è richiesto il passaporto europeo, dove sono indicate tutte le informazioni anagrafiche e sanitarie dell’animale, e l’unica profilassi richiesta è quella per la rabbia.

Se invece ci si reca in un Paese extra UE è necessario portare con sè un certificato internazionale contenente i dati identificativi dell’animale e del proprietario, in cui si attesti che l’animale è sano e ha subito una vaccinazione antirabbica che è in corso di validità (se si tratta della prima vaccinazione deve essere fatta almeno 21 giorni prima della partenza) e, per alcuni paesi, che è stato sottoposto alla titolazione degli anticorpi nei confronti della rabbia 3 mesi prima del viaggio. Per chi ha in programma di viaggiare negli stati extracomunitari è comunque consigliabile contattare l’ambasciata del paese di destinazione o informarsi online per avere informazioni precise su eventuali altre vaccinazioni richieste.

È utile ricordare che in alcuni paesi extra-UE ci sono leggi molto severe riguardo all’introduzione di animali da compagnia che prevedono, ad esempio, la messa in quarantena in una struttura sanitaria anche per lunghi periodi.

Per le altre specie animali (pesci, tartarughe terrestri, ecc.), escluse quelle protette, è consentito il trasporto solo se accompagnato da un certificato sanitario nel quale si attesti che l’animale è sano e idoneo al viaggio. Nei paesi extra-UE è opportuno anche informarsi sui particolari requisiti sanitari che possono essere richiesti.

È necessario poi fare molta attenzione alle specie esotiche animali e vegetali che sono protette da alcune convenzioni internazionali. Per alcune specie potrebbe essere richiesto un particolare certificato (CITES), mentre per altre l’importazione ed esportazione sono persino vietate, sia nei paesi UE che extra-UE. E ciò vale anche per tutti quegli oggetti e manufatti che “derivano” da specie protette, quindi pensateci bene prima di comprare souvenir fatti in avorio, corallo, di pelle di rettile o in pelliccia!

Cibo di origine animale e vegetale

Per quanto riguarda l’esportazione di prodotti alimentari di origine animale e vegetale nei paesi extra-UE, è opportuno verificare le norme del paese di destinazione ed è comunque consigliabile dichiarare tutti i generi alimentari trasportati nel bagaglio in stiva e a mano. Se invece si acquistano dei prodotti all’estero, sempre da paesi non-UE, bisogna ricordarsi che è vietata l’importazione in Italia di prodotti alimentari base di carne e latte (anche formaggi e cibi per animali) se non accompagnati da un certificato sanitario del paese di provenienza. Sono esclusi dall’obbligo il latte per i neonati e alcuni prodotti come biscotti, cioccolato, ecc., ma è consigliabile consultare il sito ufficiale della dogana per maggiori dettagli. Non sono previsti invece limiti particolari per i prodotti di origine vegetale.

Beni Culturali

Qualora acquistiate in un Paese extra-UE un bene culturale, che può essere un quadro o un oggetto d’antiquariato, dovete dichiararlo alla dogana italiana mostrando la ricevuta d’acquisto per il pagamento dei diritti doganali, mentre all’interno dei paesi UE è necessaria solo una documentazione che attesti la provenienza del bene. Nel caso di esportazione dall’Italia la situazione varia a seconda del bene in oggetto: alcune opere di particolare interesse storico o artistico devono essere accompagnate da un’autorizzazione del Ministero dei Beni Culturali.

Medicinali

Per tutti i farmaci che vengono trasportati da/verso un Paese extra- UE e UE, ad eccezione degli stupefacenti, delle sostanze psicotrope e delle sostanze dopanti, non esistono particolari normative, ma se la quantità dei medicinali eccede un presumibile consumo personale di 30 giorni di terapia, è possibile che alla dogana vi venga richiesto di mostrare la prescrizione medica, nella quale dovrà essere riportata la posologia.

Merci contraffatte

È assolutamente vietato importare o esportare merci contraffatte e sono previste sanzioni penali e/o amministrative regolate dal Codice Penale. Ogni viaggiatore è quindi tenuto ad accertare che le merci che introduce in Italia o che porta all’estero non violino diritti di proprietà intellettuale.

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