La “morte” di Giuseppe Debiasi – il mio pensiero

Nel maggio 2008 sul quotidiano l’Adige e sulle agenzie nazionali è stata pubblicata la notizia della morte dell’artista trentino Giuseppe Debiasi.

Il giorno seguente è stata pubblicata la smentita: si è trattato di una performance di Debiasi, da sempre poco considerato dai musei locali ma molto famoso in gallerie e musei internazionali.

Qua sotto il mio pensiero che è stato pubblicato sul quotidiano l’Adige.

La “scomparsa” di Giuseppe Debiasi mi ha messo molta tristezza per oltre 24 ore, ma quando ho saputo la notizia che si trattava solo di una performance non solo sono tornato ad essere me stesso, ma mi sono sentito davvero onorato nell’aver partecipato passivamente ad una delle più belle performance di cui ho mai sentito parlare.
Ho già sentito chi l’ha definita “immorale” ed “inutile”, ma credo che non ci sia cosa più bella nello scherzare con la morte, senza preoccuparsi di quando possa arrivare o di chi possa portare via.
Con questa modalità di scherzare con la morte credo che Debiasi saputo dare una forte scossa a tutti quanti per far capire che le persone valgono quando sono vive, e non quando sono morte. Bisognerebbe valorizzare tutti i geni di ogni disciplina per farsì che nella loro vita riescano ad esprimere al meglio la propria creatività e la propria intelligenza, e non farli vivere nell’ombra aspettando la loro morte per lucrare sulla loro immagine.
Inoltre credo che questo scherzare con la morte non deve solo far prendere in considerazione i “geni viventi” ma anche le semplici persone che ognuno di noi ha vicine e che magari per tutta la vita non considera, ma che poi rimpiange quando ci lasciano.
Questo mio pensiero dà un significato profondo alla sua performance, senza fermarmi al fatto che magari l’ha fatto esclusivamente per mettersi in mostra.
Mi auguro, che piano piano molti riflettano sulla performance di Debiasi, per rivalutare tutte le persone viventi senza aspettare che ci lascino per ricordarle.
Marco Togni