Daisen-in

Il Daisen-in è un tempio che si trova all’interno del complesso del Daitoku-ji, classificato tra i più importanti edifici della scuola Rinzai di Kyoto. E’ composto da tanti piccoli templi al suo interno, tra i quali spicca il Daisen-in, costruito da Kogaku Soko tra il 1509 ed il 1513.

E’ uno dei cinque templi Zen del periodo Muromachi più importanti e conosciuti della città di Kyoto, e mantiene tuttora la sua forma originale.

Mappa:

Nome: Daisen-in


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Il grande monaco Soami

Si narra che i suoi giardini interni e i dipinti furono curati dal grande Soami, famoso paesaggista dell’epoca e monaco zen. In realtà non esistono prove certe del suo contributo in tal senso, anche perché non era di certo un giardiniere. La creazione di questi ambienti esterni, a differenza di quanto si racconta, non è partita da uno spirito religioso, bensì un’esplosione di arte miniaturista.

Per quanto riguarda la cura ed i dettagli dei dipinti all’interno del tempio, è necessario conoscere la storia e la fama di Soami, noto per la sua tecnica di inchiostro diluito, tramite la quale riusciva a creare paesaggi eterei e delicati, quasi impalpabili. Era un seguace della setta del Budda Amida, e per molti è stato l’emblema della pittura zen per tutti il periodo Muromachi.

I giardini Zen

Per respirare la filosofia buddista Zen non c’è niente di meglio che visitare i cinque piccoli giardini tra loro collegati del tempio Daitoku-in, che narrano in modo metaforico il percorso della vita visto dagli occhi del buddismo.

Il giardino principale presenta una forma ad L larga neanche 4 metri con un paesaggio che ricorda le montagne, una cascata, mentre piccoli alberi tagliati e vari arbusti rappresentano la foresta, ma si nota anche un fiume che arriva da una parte, quella sinistra, fino al mare, mentre l’altro ramo, a destra, sfocia in un oceano, creato con della sabbia bianca.

La filosofia antica

Lungo questo fiume sono posizionate delle rocce simboliche; va sottolineato che nella cultura giapponese, le rocce hanno una vita propria ed alcune possono valere moltissimo; si intravede una di queste che assomiglia ad un’imbarcazione che si muove assecondando la corrente, un’altra assomiglia molto ad una tartaruga, che simboleggia, a quanto pare, le delusioni della vita, che sta cercando di scalare la montagna, mentre un’altra, sempre simile ad una tartaruga, sembra che stia nuotando contro il flusso di corrente.

Il mare e l’oceano si collegano mediante un altro passaggio di ghiaia chiarissima ad ovest dell’edificio. Si ritiene che sia il mare che l’oceano siano stati aggiunti in un momento successivo, e non fossero presenti nel disegno originale dei giardini.

Le varie interpretazioni dei giardini di Daisen-in

Si potrebbe interpretare questo meraviglioso giardino zen come un viaggio metaforico attraverso la vita di ognuno di noi: la cascata, il fiume ed il mare potrebbero simboleggiare rispettivamente la giovinezza, la maturità e la vecchiaia, mentre le rocce potrebbero essere i vari ostacoli del vivere quotidiano, l’oceano potrebbe rappresentare una sorta di ritorno alla vita eterna.

Un autore francese chiamato Danielle Elisseeff, descrive questo emblematico giardino come se fosse virtualmente suddiviso in quattro sezioni distinte: il primo corrisponde alla vita che inizia in modo impetuoso, la cascata; il secondo rappresenterebbe i passaggi della vita, con la porta, la tartaruga e la barca che lottano con la corrente, il terzo è il mare, il quarto la calma e serenità dell’oceano.

Gunter Nitschke, un noto autore tedesco, vede la barca come la rappresentazione delle esperienze che ci arricchiscono durante la vita, mentre la tartaruga è il tentativo, vano, di ritornare giovani (tentando di nuotare contro corrente).

E’ davvero incantevole inoltrarsi in questi giardini Zen, arricchiti da tanta storia e da numerose interpretazioni filosofiche. Curati nel dettaglio, sono il fiore all’occhiello del tempio Daisen-in.

Generalmente tutti i giardini giapponesi mirano a fondere le caratteristiche dei luoghi circostanti, con i loro tanto amati fiumiciattoli, montagne e boschi e si riconosce in essi il tentativo di riprodurre ciò che la mente ed il cuore racchiudono come tesori preziosissimi.

 

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