Correction Museum

Corrections Museum è un originale museo dedicato al carcere e alla vita dei detenuti. Situato nei pressi del parco pubblico di Rommaninat, nel bel mezzo di una famosa zona turistica di Bangkok, questo museo è ospitato all’interno di un ex carcere di massima sicurezza costruito nel 1890, durante il regno del re Chulalongkorn Rama V, progettato su modello della prigione di Brixton, in Inghilterra.

L’esposizione si propone di far luce sulla vita nelle carceri thailandesi, in particolare sul vecchio sistema dal carattere barbaro che prevedeva atroci punizioni degne di un manuale di tortura medievale.
Originariamente, Corrections Museum era ospitato in un altro carcere, ossia la prigione centrale di Bang Kwang, che si era guadagnata il famigerato appellativo di “Bangkok Hilton“, richiamando l’Hanoi Hilton, un carcere usato dai coloni francesi per i prigionieri politici in Vietnam e in seguito dal Vietnam del Nord per i prigionieri di guerra durante la guerra del Vietnam: in realtà, il vero nome del carcere di Hanoi era “Lo Hoa”, ribattezzato sarcasticamente dai prigionieri di guerra americani, a sottolineare la brutalità del suo regime.
Corrections Museum è una finestra sul mondo delle carceri in Thailandia.

Quando il governo thailandese decise di demolire gran parte della prigione, nel 1987, tre blocchi, parte del muro della prigione e due torri di guardia sono stati conservati e utilizzati per il nuovo Corrections Museum, che ha aperto ufficialmente il 7 Agosto 1999, inaugurato per l’occasione dal principe Maha Vajiralongkorn.
Molte delle scene e degli strumenti esposti sono di forte impatto emotivo, ma proprio per questa ragione sono stati fatti oggetto di un’esposizione: un modo per aprire gli occhi sulla dura realtà del carcere e agire da deterrente per le generazioni future.

La mostra

Orribili strumenti di punizioni corporali e armi fanno luce sulla rigidità del vecchio sistema penale, un sistema sadico basato sulla sofferenza, con statue in cera a grandezza naturale a rappresentare i detenuti nel momento in cui vengono sottoposti ad ogni sorta di tortura, come ad esempio la famigerata palla chiodata in rattan, dentro alla quale il prigioniero veniva fatto ranicchiare, salvo poi far calciare la palla direttamente da un elefante. Altre torture prevedevano l’utilizzo di ganci, lance e gogne.
L’edificio mostra anche vari aspetti della vita quotidiana dei prigionieri e le modalità con cui essi venivano tenuti in custodia dalle guardie carcerarie.
Al piano terra del blocco 1 sono esposte alcune fotografie della vecchia prigione e un modello in scala del vecchio complesso carcerario. Al piano superiore sono state collocate le alcune figure a grandezza naturale rappresentanti i detenuti coinvolti nelle varie scene di tortura ed esecuzione, a tratti raccapriccianti.
Il secondo e il terzo blocco esibiscono i migliori oggetti realizzati dai detenuti durante il loro periodo di detenzione, come ad esempio mobili e artigianato, alcuni dei quali sono in vendita.

Un’altra sezione, la più cruda, è dedicata alla pena capitale e alle stanze dove i detenuti consumano il loro ultimo pasto. In mostra anche gli strumenti utilizzati nel vecchio sistema penale, che prevedeva punizioni con atroci sofferenze, come ad esempio la fustigazione a precedere la decapitazione per mezzo di una spada. Nel 1908, come parte delle riforme penali, re Chulalongkorn (re Rama V) abolì gran parte delle torture barbare in atto nelle carceri thailandesi, mentre qualche anno dopo, nel 1934, Re Prajadhipok (ossia re Rama VII) abolì la decapitazione con spada, sostituendola con la normale fucilazione. A partire dal 2003, la pena capitale in Thailandia viene effettuata per lo più attraverso l’iniezione letale.
L’ultima tappa del Corrections Museum permette di passare attraverso il cancello del vecchio muro della prigione.

Informazioni utili

L’ingresso al museo è gratuito.

Orario di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 16.

Mappa:

Nome: Corrections Museum