Come leggere una mappa

Le mappe sono da sempre uno strumento utilissimo per viaggiatori e navigatori perché ci mostrano il mondo intorno a noi, aiutandoci a localizzare i luoghi, a misurare le distanze e ad individuare la nostra posizione. In sostanza ci aiutano ad orientarci. Quando si parte per un viaggio è importante avere con sé una mappa del luogo per non perdersi.  In alcune località è possibile consultare una mappa generale online e gratuita, come Google Maps, ma non dobbiamo dimenticarci che non sempre c’è segnale o si ha a disposizione la connessione internet, basti pensare ad esempio ad un escursione in montagna o in qualunque ambiente naturale, perciò è importante imparare a leggere anche le mappe su carta.

Il primo passo è quello di scegliere la mappa giusta, adatta al tipo di viaggio e di destinazione in programma: esistono infatti vari tipi di cartine, destinati ad utilizzi diversi. Ad esempio ci sono mappe stradali, utili per chi guida su autostrade e strade provinciali, le mappe turistiche per visitare le città, come quelle presenti nelle varie guide con le attrazioni e i monumenti più importanti e le cartine topografiche per gli escursionisti che si recano in zone remote e ambienti naturali, le quali  mostrano i percorsi indicando fiumi, vette, laghi, i rifugi e i luoghi dove campeggiare.

In particolare queste ultime possono sembrare le più complicate da leggere e da comprendere, ma se si ha in programma un’escursione in un ambiente naturale a noi sconosciuto è importantissimo imparare a farlo per evitare di perderci.

Tutte le mappe sono realizzate seguendo delle regole standard perciò imparare a leggerle non è così difficile come possa sembrare.

Com’è fatta una mappa

Per capire come leggere una mappa è prima di tutto essenziale comprendere i vari elementi che la caratterizzano e come questi possono darci degli indizi, facilitando l’orientamento. Tra questi ci sono:

  • I colori. Le mappe utilizzano solitamente dei colori standard: il blu indica tutti i bacini d’acqua come laghi, torrenti, fiumi e il mare, mentre il grigio o il nero indica tutti gli edifici, i monumenti, le strade e le vie e tutti gli elementi naturali rocciosi, come le scogliere; il verde indica boschi e foreste e la sua tonalità più o meno intensa ci suggerisce se siamo in presenza di una vegetazione più o meno fitta, mentre il marrone ci segnala la presenza di vette e il giallo indica le pianure, i prati e tutti gli spazi aperti di campagna.
  • La scala. Ogni mappa mostra un’immagine in scala: questa non è altro che la proporzione tra la grandezza della cartina e la grandezza reale del luogo rappresentato. Questo dato  consente di calcolare la distanza reale tra i vari luoghi indicati. Ad esempio se una cartina è realizzata con la scala 1:10.000, significa che tutto ciò che è rappresentato nella mappa è di 10.000 più piccolo rispetto alla realtà: quindi un centimetro sulla cartina corrisponde a 10.000 centimetri, ovvero 100 metri. È sufficiente avere quindi un righello con sé per misurare le distanze dei luoghi rappresentati sulla mappa e poi moltiplicare il dato ottenuto per il valore della scala (10.000 nel nostro caso). Ogni mappa utilizza una scala diversa e di solito questa è indicata in basso e di lato.
  • La legenda. Su ogni mappa è presente una legenda, ossia una chiave di lettura dei simboli utilizzati, i quali sono universali proprio perché devono essere comprensibili a tutti. La legenda chiarisce ad esempio il significato delle linee, che possono essere di diverse dimensioni, colore, e tipo (tratteggiate o continue) e solitamente rappresentano ogni tipo di strada e sentiero; altri simboli ci possono indicare i ponti, i centri abitati, le città, ecc. Si tratta normalmente di una simbologia standard, ma è necessario sottolineare che ad esempio le cartine da orientamento hanno una propria simbologia. È importante familiarizzare con i simboli utilizzati dalla mappa che si dovrà utilizzare.
  • Le curve di livello.  Si tratta di linee che uniscono tutti i punti che si trovano ad una stessa altezza dal livello del mare e sono uno strumento utile per capire la conformazione del terreno e individuare la presenza di rilievi e montagne. Se ad esempio un sentiero attraversa le curve, significa che è in pendenza. Quando due curve sono molto ravvicinate tra loro, significa che un pendio è molto ripido, mentre al contrario se sono molto distanziate indicano un terreno più pianeggiante.
  • I punti cardinali. Sono indispensabili per individuare la direzione corretta. La maggior parte delle mappe sono disegnate con il nord localizzato in alto, il sud in basso, l’ovest a sinistra e l’est a destra. Un’eccezione è rappresentata dalle cartine di orientamento con le quali è indispensabile avere una bussola per individuare il nord e gli altri meridiani magnetici.
  • Latitudine e longitudine. Se vi recate in città, non sono elementi fondamentali, ma se vi trovate in crociera, in aereo, o in una zona remota la latitudine e la longitudine possono ritornare utili per localizzare la vostra posizione esatta.

Come orientarsi con la mappa

Se vi trovate in città non vi sarà difficile orientarvi con una mappa. Come primo step è necessario  capire innanzitutto dove vi trovate, per poi stabilire la giusta direzione da prendere; per farlo è necessario individuare sulla mappa dei punti di riferimento, che possono essere nomi delle strade, musei, monumenti, ecc.

Una volta individuato uno o più punti di riferimento, rivolgetevi verso di esso e girate la piantina di modo tale che il punto posto davanti a voi si trovi in cima alla mappa. In questo modo potrete poi capire la direzione da prendere e calcolare la distanza da percorrere utilizzando un righello e facendo riferimento alla scala della mappa.

Leggermente più complicato è l’orientamento con le mappe topografiche in ambienti naturali, dove non esistono vie, edifici o monumenti a cui fare riferimento per stabilire la giusta direzione; in questa situazione potete prendere come riferimento i fiumi, i laghi, le montagne o qualsiasi altro elemento riconoscibile e utilizzare una bussola per individuare la direzione con una maggiore precisione. Posizionate la carta orizzontalmente sul terreno, ruotandola fino a che il punto di riferimento e la sua rappresentazione sulla mappa (il simbolo) si trovino in posizione parallela. A questo punto, adagiate la bussola sulla mappa, cercando di far coincidere il nord della cartina con il nord magnetico della bussola: i poli magnetici terrestri sono infatti in continuo movimento e per questo si crea una discrepanza tra il nord indicato dalla carta e quello indicato dalla bussola. Orientare una mappa è sempre un passaggio fondamentale per leggerla nella maniera più precisa. Mantenendo la mappa ferma, si deve poi posizionare la bussola sulla linea che dalla posizione attuale porta alla destinazione desiderata; ruotate la ghiera fino a che la freccia di orientamento non si allinea con il nord della mappa. Poi non vi resta che alzarvi e iniziare a camminare tenendo la bussola davanti a voi; giratevi fino a che il nord dell’ago magnetico non si allinea ancora una volta con la freccia di orientamento. Ora siete orientati correttamente verso la destinazione individuata sulla mappa.

Quando ci si perde

Oltre ad individuare la propria direzione è importante riuscire a capire la propria posizione quando ci si perde. Ovviamente se avete con voi un gps portatile che elabora il tragitto verso la vostra destinazione è tutto molto più semplice, ma se vi trovate in montagna o in un luogo remoto in cui non c’è segnale dovrete fare alla “vecchia maniera”. Se non si riesce ad identificare dove ci si trova sulla mappa, è possibile utilizzare una delle tecniche più semplici e diffuse: la triangolazione. Innanzitutto dovete scegliere tre punti  riferimento molto evidenti, che siano visibili fisicamente e anche sulla mappa. Questi punti devono essere distribuiti intorno al vostro campo visivo nell’area più ampia possibile, in modo da non perderli mai di vista. Il primo passaggio consiste nell’orientare la freccia di direzione della bussola verso uno dei punti di riferimento e di conseguenza orientare la bussola e la mappa; è necessario poi tracciare una linea che vada dal punto di riferimento lungo il bordo della bussola e attraverso la vostra posizione approssimativa. Ripetete la stessa procedura con gli altri due punti e otterrete un triangolo: la vostra posizione si trova all’interno di esso oppure nel punto di incontro delle tre linee.

L’importanza di una mappa

La mappa non deve tornarci utile solamente nel momento in cui perdiamo l’orientamento, ma dovrebbe essere utilizzata anche per programmare un viaggio. Pianificare un itinerario e tracciarlo sulla mappa riduce infatti il rischio di perdersi. E ci permette anche di risparmiare del tempo prezioso, individuando i punti e le attrazioni che non vogliamo assolutamente perderci ed elaborando una sorta di programma giornaliero che includa la visita ai luoghi che si trovano nella stessa area e vicini tra loro. Ancora più importante è prendere confidenza con l’ambiente e il percorso che vogliamo affrontare quando ci si dirige in contesti naturali o in un viaggio in macchina “on the road”.  Le cartine ci permettono infatti calcolare le distanze e capire quanti km possiamo e vogliamo percorrere giornalmente e dove conviene fare una sosta, individuando i rifugi, gli alloggi o le aree di sosta che si trovano lungo il tragitto.

Anche le carte climatiche sono utili perché ci danno informazioni sul clima di una determinata località. Tra le carte climatiche c’è la carta meteorologica: si tratta di una mappa dinamica perché viene costantemente aggiornata e ci informa sulla variazione del tempo, segnalando eventuali precipitazioni e l’arrivo di correnti di aria calda o fredda. Consultare questo tipo di mappa può essere utile per capire il clima della nostra destinazione e vestirci in maniera adeguata.

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