Cervo ucciso a Bolzano – il mio pensiero

Nel luglio del 2008 un cervo è sceso dalle montagne arrivando in centro a Bolzano causando alcuni danni e a causa della pericolosità è stato ucciso a colpi di fucile.

Qua sotto trovate il mio pensiero sull’accaduto e sull’ecologismo, che è stato pubblicato dal quotidiano l’Adige.

I sentimenti di sdegno e riprovazione che gran parte dei lettori hanno avuto osservando la fotografia del cervo ucciso a Bolzano dovrebbero aprire la nostra mente e sensibilizzarci verso i problemi che l’uomo sta creando al regno animale e vegetale, tramite l’utilizzo di pratiche egoistiche, autoritarie e autodistruttive.
Tuttavia, leggendo le decine di commenti scritti sul vostro sito, temo che quell’immagine scateni nei lettori un sentimento di rabbia riferito solo a quest’atto specifico, senza però una visione più ampia sull’ecologismo.
L’ipocrisia ci porta a condannare l’uccisione di questo cervo, ma non appena dobbiamo attuare comportamenti per salvaguardare la natura voltiamo le spalle se tali comportamenti vanno ad intaccare la nostra libertà e la nostra comodità.
Il cosidetto “ambiente costruito” e la modernità ci danno innumerevoli vantaggi, ma a discapito della Terra e del futuro dell’umanità. L’uccisione di quel cervo non è niente rispetto a quello che stiamo facendo ogni giorno con il nostro comportamento; i finti ecologisti/animalisti che biasimano ciò che è accaduto a Bolzano dovrebbero riflettere sulle azioni che essi fanno quotidianamente contro la natura.
La limitazione del nostro benessere, anche a discapito del nostro patrimonio economico, potrebbe consentire alle future generazioni di vivere in un ambiente migliore di quello che invece è previsto da ogni ricerca scientifica.
L’eredità migliore che possiamo lasciare ai nipoti dei nostri nipoti non è composta da immobili o denaro ma bensì da un mondo dove l’uomo possa vivere nel benessere attraverso uno sviluppo sostenibile.
Marco Togni, Rovereto