Casa di Roosevelt

La storia della famiglia Roosevelt è strettamente legata alla storia di New York: la dinastia Roosevelt è una delle più antiche della città e ha dato un importante contributo allo sviluppo di questa metropoli sia sotto forma di riforme e leggi in campo governativo sia come investimenti in proprietà e opere rilevanti per la città. E così sono tanti i luoghi di New York che rendono omaggio ai vari membri della famiglia Roosevelt e tra questi c’è il Theodore Roosevelt Birthplace National Historic Site. Theodore Roosevelt fu l’unico presidente degli Stati Uniti ad essere nato a New York, precisamente al numero 28 di East 20th Street, nel quartiere Gramercy di Manhattan, in una tipica dimora elegante di mattoncini rossi.

Questa casa oggi è un museo aperto al pubblico e visitarla è un’occasione unica per gli appassionati di storia e per chiunque desideri conoscere meglio le vicende di questa famiglia e capire perché sia stata così importante per l’America.

Visita alla residenza Roosevelt

In realtà la casa che è possibile visitare oggi non è altro che una ricostruzione fedele dell’originale. La dimora in cui viveva la famiglia Roosevelt era stata costruita nel 1848, ma quando il quartiere divenne più commerciale la famiglia si trasferì più a nord, nell’elegante Upper West Side, vicino a Central Park.

La casa venne demolita nel 1916 e fu sostituita da negozi, ma dopo la morte di Roosevelt, nel 1919,  il terreno fu acquistato dall’associazione Women’s Roosevelt Memorial Association, che in collaborazione con la  Roosevelt Memorial Association ricostruì la casa in maniera perfettamente identica a quella originale e la trasformò in un museo.

I mobili e l’arredo che si possono vedere oggi sono invece originali e furono donati dalla moglie e dalle sorelle di Theodore Roosevelt.

Il museo è aperto dal martedì al sabato dalle 09:00 alle 17:00 e l’entrata è gratuita. Dalle 10:00 fino alle 16:00 si svolgono delle visite guidate gratuite ad ogni ora, eccetto alle 12:00, che permettono di approfondire meglio la storia della residenza e della famiglia Roosevelt e di accedere anche alle stanze private.

Durante il tour avrete modo di vedere oggetti e manufatti molto interessanti, tra cui la sua collezione privata di volumi e giochi e il divano di velluto posto accanto al caminetto su cui Teddy si sedeva a leggere o a giocare. Come non notare poi l’eleganza dell’arredo e la sontuosità dei candelabri che inondano di luce ogni stanza.


Mappa:

Nome: Casa di Roosevelt


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By: Danny HuizingaA 746 metri

La storia di “Teddy”

Nato il 27 ottobre del 1858, Theodore Roosevelt, chiamato da tutti “Teddy”, visse nella sua casa d’infanzia fino a 14 anni. Era un bimbo sveglio e curioso, ma con diversi problemi di salute che lo costrinsero a trascorrere la maggior parte del suo tempo in casa e per questo la residenza-museo è ricca di tanti oggetti e ricordi della sua infanzia: si possono ammirare i libri di storia naturale che Theodore amava “divorare” e una serie di oggetti che la famiglia gli portava in dono dai vari viaggi in giro per il mondo. La passione per la storia naturale l’ha ereditata senza dubbio dal padre, Theodore Roosevelt Sr., uno dei fondatori dell’American Museum of Natural History.

Per migliorare le proprie condizioni di salute e rafforzare il fisico Teddy doveva praticare ogni giorno una serie di esercizi e per questo aveva a disposizione una piccola palestra personale all’aperto, visibile ancora oggi al secondo piano dell’edificio.

Dopo la laurea Roosevelt si dedicò con impegno alle sue passioni di esploratore e amante della natura prima di entrare in politica, diventando Governatore di New York nel 1898 e poi vice-presidente degli Stati Uniti nel 1900.

Un anno dopo subentrò alla carica di Presidente quando William McKinley, il Presidente in carica, venne assassinato. Per via delle sue riforme veniva spesso definito ambientalista e conservatore: fu lui a costruire cinque parchi nazionali e 18 monumenti per tutelare il patrimonio storico e naturale del Paese. Theodore Roosevelt viene anche ricordato per aver vinto un Nobel per la Pace per il suo impegno come intermediario nel porre fine alla guerra tra Russia e Giappone.