Lettera sulla corsa campestre delle scuole medie

Nel novembre 2008 sul quotidiano l’Adige è apparsa un articolo in cui si diceva che alcuni genitori, ed una mamma in particolare, si erano lamentati con l’organizzazione della corsa campestre delle scuole medie perché avevano fatto gareggiare i giovani atleti in condizioni “proibitive” dato che stava nevicando.

Questa qua sotto è la mia lettera di risposta che è stata pubblicata sul quotidiano l’Adige.

Mi fa sorridere e allo stesso tempo disperare l’articolo del 29 novembre in cui una mamma accusa l’organizzazione della campestre delle scuole medie di Rovereto di aver fatto correre i ragazzi sotto la neve.

Ho 22 anni e qualche anno fa ho corso decine di corse campestri, e anche se la fatica che si fa a correre in certe situazioni è decisamente elevata, i giovani concorrenti in queste manifestazioni sperano sempre in un tempo poco clemente per tornare a casa e raccontare ai genitori e agli amici “di quella pozzanghera che sembrava un lago”, del “pantano che ti bloccava i piedi” o come in questo caso del “paesaggio magnifico, tutto imbiancato”. Nelle corse campestri non è mai morto nessuno, e raramente si vedono concorrenti con qualche sbucciatura.

Se nei prossimi giorni ci sarà qualche ammalato tra i giovani atleti presenti, sarà unicamente colpa dei genitori che invece di portare di tanto in tanto i propri figli a fare attività all’aria aperta e insegnare loro l’importanza del contatto con la natura anche quando le condizioni non sono favorevoli, preferiscono vergognosamente parcheggiarli davanti alla TV ingozzandoli di merendine mentre loro vanno a fare shopping in uno squallido centro commerciale.

Marco Togni